Turchia. Una giornalista olandese in carcere per una notte dopo due tweet critici su Erdogan. Nessuna indignazione dalle autorità europee in visita in Turchia

Turchia. Una giornalista olandese in carcere per una notte dopo due tweet critici su Erdogan. Nessuna indignazione dalle autorità europee in visita in Turchia

Le autorità turche hanno rilasciato domenica una giornalista turco-olandese, trattenuta durante la notte in custodia di polizia. Ma le hanno vietato di lasciare la Turchia, perché proseguono le indagini a suo carico, in base ai tweet che lei ha postato sul presidente Ergodan. Ebru Umar, questo il nome della giornalista della rivista olandese Metro, era detenuta da sabato sera per essere interrogata, su ordine della procura, in base ai post pubblicati sui social media considerati “insulti nei confronti dei leader dello stato turco”. La giornalista ha postato dei tweet in lingua olandese nel pomeriggio di sabato, in cui criticava le politiche di Erdogan. In tempo quasi reale, la polizia si è recata presso la sua abitazione nel resort sull’Egeo di Kusadasi e l’ha arrestata. Secondo l’agenzia di stampa turca Anadolu, la giornalista è stata poi rilasciata dopo l’interrogatorio da parte degli inquirenti, ma le è stato impedito di lasciare la Turchia.

In un breve video diffuso dal sito della rivista Metro, Umar dice di essere stata svegliata nella notte di sabato da due agenti di polizia che avevano bussato alla sua porta, dicendole di andare con loro a causa di due tweet. “Mi hanno trattata bene”, sostiene la giornalista, “ho passato una bella nottata con un uomo di 55 anni discutendo di politica e della situazione in Turchia”. La giornalista ha confermato “di non essere comunque libera. Non mi è permesso lasciare il paese”. Un legale sta cercando di far cancellare il divieto di espatrio dalla Turchia, perché la giornalista deve far ritorno in Olanda.

Il fatto è che le autorità turche hanno querelato almeno 2000 persone con l’accusa di aver insultato Erdogan da quando è salito al potere nel 2014, soprattutto sui social media. Lo sconcerto in Olanda è stato suscitato non solo dalla vicenda in sé, ma soprattutto dal fatto che la giornalista era in carcere quando Angela Merkel, il presidente del Consiglio UE, Tusk, e il vicepresidente della Commissione visitavano la Turchia. I leader della Ue sono stati accusati dalla stampa olandese di non aver aperto bocca per denunciare la stretta del presidente turco in materia di libertà di espressione e di stampa. Proprio la settimana scorsa, la giornalista olandese Umar aveva scritto un editoriale per Metro in cui criticava un appello lanciato dal consolato turco a Rotterdam col quale si chiedeva ai cittadini turchi in Olanda di denunciare tutti gli insulti contro Erdogan. La giornalista aveva equiparato l’appello del consolato alle “pratiche della NSB”, in riferimento alla polizia segreta nazista che operava in base alle delazioni, prima e durante la seconda guerra mondiale. Lo stesso primo ministro olandese aveva replicato all’appello provocatorio dicendo che “non è una buona cosa e il nostro ambasciatore chiederà una spiegazione alle autorità turche”.

E a proposito di libertà di stampa, segnaliamo che all’inizio della settimana, un reporter tedesco è stato fermato all’aeroporto di Istanbul dalla polizia e rispedito al Cairo. Il giorno dopo, le autorità turche hanno negato l’ingresso in Turchia al direttore generale della sede di Istanbul dell’agenzia di stampa russa Sputnik. Sono solo alcuni dei casi di libertà negate in Turchia ai giornalisti esteri. Molto peggio va con le testate giornalistiche e i media turchi, che vengono chiusi senza spiegazioni.

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