La Repubblica scopre l’esistenza dei voucher. Bene. Ma contro gli abusi ci penserà il governo. Che sia questa la vera notizia?

La Repubblica scopre l’esistenza dei voucher. Bene. Ma contro gli abusi ci penserà il governo. Che sia questa la vera notizia?

Gli scriba hanno scoperto l’esistenza dei voucher. Addirittura quelli di La Repubblica dedicano all’argomento un titolo in prima pagina: “Quei  voucher aiutano il sommerso”. All’interno ben due pagine.  Titoli: “I nuovi precari del ticket un esercito di 1,4 milioni mal pagati e senza tutele”, “Palermo: Lavori tre ore e ne pagano due così coprono il sommerso”, Milano: “Mi accontento di 7 euro e se protesto mi cacciano”. Tre pagine molto interessanti che riassumono un “fenomeno” di cui quasi nessuno parla. In genere la notizia sui voucher compare in coda ai dati forniti dall’Istat sull’andamento dell’occupazione e diventano solo statistica. Mai un commento, mai una valutazione del “fenomeno”. Eppure si tratta di  circa 1.4 milioni di persone che svolgono lavori di ogni genere.  Ora si scopre ciò che i sindacati vanno dicendo da tempo. I voucher nascono per attività occasionali e accessorie, “lavoretti” in genere che impegnano studenti, giovani, pensionati, disabili, disoccupati di lunga durata. Figure professionali molto deboli. Per i giovani i voucher prendono il posto della “paghetta” che i genitori non sono più in grado di assicurarli. Spiega La Repubblica ai suoi ignari lettori visto che il quotidiano non ha mai dato tanto spazio al  problema, come del resto hanno fatto la maggioranza dei media.

La Rai in particolare forse non conosce neppure l’esistenza del “fenomeno”. Giusto render noto che ogni voucher vale dieci euro al netto dei contributi previdenziali e contro gli infortuni. Fatti i conti vale 7,5 euro al netto. Si compra anche dal tabaccaio. Ovviamente non dà diritto  a disoccupazione, maternità, assegni famigliari. Sì alla pensione ma i contributi sono talmente bassi che non arriveranno mai a percepire l’assegno. Altro che “generazione 80” che andrà in pensione nel 2075 a detta del presidente dell’Inps. Ultima “illustrazione” del quotidiano di Largo Fochetti riguarda un po’ di storia. Il voucher nasce, di fatto, nel 2008, anno del fallimento della Lehman Brothers. Riguarda solo i ragazzi sotto i 25 anni. Ma cade questo vincolo e viene esteso a tutti. Nel primo bimestre del 2016 ne sono stati venduti 19,6 milioni con un incremento rispetto al 2015 quasi del 66%. Manco a dirlo a liberalizzare l’uso del voucher anche a chi non è studente o pensionato ci ha pensato la riforma  Fornero.

Bene, informazione corretta, molto utile per  lettori che si faranno una cultura. Ci domandiamo perché tanto spazio è stato dedicato al “fenomeno”.  Oltre a gufi siamo sospettosi. Perciò leggiamo l’inizio dell’articolo principale. “Entro giugno arriverà la tracciabilità dei voucher, l’obiettivo è contrastare il boom del ticket lavoro…”. E nel sommario del titolo di  pagina  12 si legge: “Entro giugno decreto anti abusi con la tracciabilità che costringerà i datori di lavori a uscire dal nero”. E c’è la foto del ministro Poletti, visto che i voucher riguardano il jobs act. A pensar male si fa peccato ma a volte ci si azzecca. Che il decreto serve a dare dignità di lavoro a quello che è sfruttamento, solo sfruttamento legalizzato.

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