Dati Istat, l’Italia è Paese vecchio. Corruzione nella sanità. Cantone: “La sanità settore da non sottovalutare. Dobbiamo intervenire”

Dati Istat, l’Italia è Paese vecchio. Corruzione nella sanità. Cantone: “La sanità settore da non sottovalutare. Dobbiamo intervenire”

L’Italia si conferma, secondo i nuovi dati Istat del rapporto annuale “Noi Italia”, quarto paese per importanza demografica dopo la Germania, la Francia e il Regno Unito, come nel 2014, con una popolazione concentrata per lo più nel Mezzogiorno, area del Paese meno industrializzata e con maggiori problemi economici, e oltre un terzo in tre regioni: Lombardia, Lazio e Campania. Il quadro che emerge del nostro Bel Paese è definito e chiaro: la popolazione è di età elevata (157,7 anziani ogni 100 giovani e 55,1 persone in età non lavorativa ogni 100 in età lavorativa), dall’animo pigro e poco stimolante. Qualche passo avanti sembra esserci ma non è sufficiente per distinguerci. La speranza di vita arretra (-0,2 punti per gli uomini, 80,1 anni e -0,3 per le donne, 84,7 anni ), non ci si sposa e non si fanno figli (sono 1,37 mentre occorrerebbero circa 2,1 figli per garantire il ricambio generazionale). Si legge poco (pochissimo i giornali) ma si ha interesse per la cultura a portata di mano: musei, cinema e librerie. Calano omicidi e rapine (0,78 e a 64,5 per 100mila abitanti), ma crescono i furti (420,9 per 100mila abitanti). E, paradossalmente, si riciclano più rifiuti rispetto al passato e siamo diventati più salutisti, infatti mangiamo meglio e pratichiamo più sport, ma sul fronte della sanità siamo i peggiori in pagella. Un problema sembra infatti essere emerso e sembra attanagliare le coscienze: la corruzione in corsia.

Corruzione: piaga sociale. Rapporto Transparency Italia, Censis e Ispe-Sanità

La corruzione è una piaga insanabile nella nostra società della quale difficilmente riusciremo a liberarci. A pagarne le spese sono i settori di servizi rivolti direttamente ai cittadini, in particolare quello sanitario, compromesso e degradato, che in sprechi ed inefficienze conta cifre pari a 23,6 miliardi spesi all’anno e sottrae inoltre alla salute dei pazienti circa 6 miliardi ogni anno. Si calcola che in una azienda sanitaria su tre (circa il 37%) si sia verificato almeno uno o più episodi di corruzione negli ultimi 5 anni. Inoltre, il 77% dei dirigenti sanitari ha segnalato il rischio concreto che si verifichino episodi di corruzione all’interno della propria struttura.

A  questo proposito è stato presentato, in occasione dell’iniziativa “Curiamo la corruzione”, il Rapporto di Transparency Italia, Censis e Ispe-Sanità, basato su un’indagine sulla percezione della corruzione alla quale hanno partecipato i dirigenti di circa 151 strutture sanitarie. Lo scopo è quello di mettere all’attenzione di tutti il fenomeno, che, a lungo andare, sta comportando mancanza di fiducia e sconforto nei cittadini, soprattutto in quelli delle fasce più deboli, e rischi incalcolabili legati agli acquisti ed alle prestazioni, i quali non sono sufficientemente percepiti e tanto meno evitati, da quanto emerge dal Rapporto.

Cantone: “La sanità è il terreno di scorribanda di delinquenti”

Il Presidente dell’Autorità Nazionale Anticorruzione, Raffaele Cantone, intervenendo alla presentazione del Rapporto, ha richiamato l’attenzione e la responsabilità di tutti sul giro di affari che ruota intorno alla sanità e che alimenta corruzione e abusi: dalle mazzette per le liste di attesa, al mercato dei farmaci introvabili e molto altro ancora.

“La sanità, per l’enorme giro di affari che ha intorno e per il fatto che anche in tempi di crisi è un settore che non può essere sottovalutato, è il terreno di scorribanda da parte di delinquenti                         di ogni risma” ha affermato Cantone nel suo intervento. “La sanità – ha continuato Cantone – è ai primi posti per il rischio di corruzione con un trend stabile e abbiamo provato a mettere in campo strumenti nuovi col ministero della Salute, provando a individuare gli snodi problematici e gli strumenti su cui intervenire. Le liste di attesa sono fra questi snodi, anche le imprese farmaceutiche, come la gestione delle sale mortuarie. Proveremo a dare delle indicazioni e stiamo per firmare un nuovo protocollo che consentirà di verificare se le Asl stanno facendo davvero quello che è previsto nelle linee guida anticorruzione. Dobbiamo intervenire, fatti come quello di Salerno mi inquietano”.

Lorenzin: “Mettiamo su un piano anticorruzione”

La ministra della Salute, Beatrice Lorenzin, ha ribadito quanto detto da Cantone e ha insistito nel dire che “la Sanità è un settore ad alto rischio di corruzione, ma ciononostante garantisce standard elevatissimi di qualità delle prestazioni agli assistiti”. Definisce “criminali” coloro che “rubano in sanità e commettono un reato ancora più grave, perché i loro atti finiscono con l’incidere in modo diretto sulla qualità di assistenza e cura delle persone più fragili. Rubano allo Stato e il loro atto diventa ancora più odioso perché commesso in danno dei malati”.

Lorenzin ha parlato di legalità, di recupero di sicurezza e di trasparenza, di una riqualificazione del Ssn, come punti di partenza fondamentali sui quali poggiare le basi della battaglia contro la corruzione. Urge mettere in campo strumenti preventivi per cambiare la mentalità di chi opera in tale settore.

Share

Leave a Reply