Buy the rumor, sell the news!

Buy the rumor, sell the news!
Chi mi ha seguito in questi nove anni sa bene che non mi soffermo mai sui movimenti quotidiani di borsa, anche perché ritengo che i fenomeni vadano osservati sui tempi medio lunghi, ma quello che è accaduto martedì nella borsa italiana è stata una classica applicazione di quel detto che sentivo quotidianamente quando facevo l’economista in una sala operativa e, cioè, proprio come dice il titolo: compra sulla voce e vendi quando esce la notizia ed è esattamente quello che è successo a Piazza Affari tra lunedì e martedì per quanto riguarda la costituzione del fondo Atlante, un fondo destinato a sostenere gli aumenti di capitale delle banche italiane e ad acquistare le tranche junior delle cartolarizzazioni di crediti deteriorati, cioè quei pacchetti di sofferenze che non possono godere della garanzia statale riservata ai crediti in sofferenza di migliore qualità.
Cosa è accaduto? In poche parole, le azioni delle banche sono volate nella prima seduta dell’ottava sulle voci, anche contraddittorie, che parlavano della prossima costituzione di Atlante, aumenti che riguardavano indifferentemente le banche salvate da quelle considerate, a torto o a ragione, salvatrici, per non parlare della incertezza che riguardava la dotazione di Atlante, con voci che parlavano di 2,5- 5 o 6 miliardi di euro, cifre destinate in ogni caso a fare da effetto leva per interventi di molto maggiori dimensioni, nell’ordine delle decine di miliardi.
Nella seduta successiva, quella di martedì, quando le notizie sembravano più certe, il clima è cambiato improvvisamente e vi è stata una vera e propria valanga di vendite che ha lasciato indenne solo l’alquanto disastrato Monte dei Paschi di Siena che chiudeva quella infuocata seduta con un incremento di qualcosa di più di un punto percentuale, una seduta che era la cosiddetta seduta dei gonzi che hanno venduto, spesso in perdita, azioni che solo il giorno dopo, come è puntualmente accaduto, erano destinati a risollevarsi, in alcuni casi con variazioni a doppia cifra, ed è questo lo scenario che si è realizzato nella giornata di mercoledì, complice una chiarissima intervista del ministro Padoan al Sole 24 Ore.
Quello che sta accadendo sui mercati, con l’ottovolante delle quotazioni delle azioni delle banche italiane, non deve fare dimenticare che il sistema bancario italiano ha trovato il classico uovo di Colombo, cioè una soluzione che potrebbe davvero salvare capra e cavoli, riuscendo con uno sforzo finanziario tutto sommato limitato a venire incontro alle pretese di Madame Nouy che vuole una drastica riduzione delle sofferenze e aumenti di capitale adeguati a far fronte alle perdite derivanti da queste pulizie di bilancio, il tutto utilizzando il metodo assicurativo che permette di far fronte a grandi rischi con poche risorse!
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