Bruxelles. La Farnesina conferma la morte di Patricia Rizzo e Jennifer Scintu, due donne di origini italiane

Bruxelles. La Farnesina conferma la morte di Patricia Rizzo e Jennifer Scintu, due donne di origini italiane

L’Ambasciata d’Italia a Bruxelles ha ricevuto conferma dalle autorità belghe dell’avvenuta identificazione della salma della connazionale Patricia Rizzo, deceduta a seguito dell’attentato alla stazione di Maelbeek del 22 marzo. Lo sottolinea la Farnesina. “La nostra Ambasciata a Bruxelles continuerà ad assistere i familiari, residenti in Belgio. L’Unità di Crisi della Farnesina e l’Ambasciata d’Italia in Belgio sono inoltre rimaste in costante contatto con le autorità tedesche, dalle quali hanno avuto conferma del decesso anche della cittadina tedesca di origini italiane Jennifer Scintu Waetzmann”. “La Farnesina si stringe attorno ai familiari ed esprime i più profondi sentimenti di cordoglio per queste tragiche perdite”.

Assieme al direttore esecutivo Geoffrey Podger, Patricia Rizzo era stata una delle prime artefici della nascita a Parma dell’Efsa, l’Autorità Europea per la sicurezza alimentare, e in Emilia, sino al 2008, aveva proprio fatto parte dello staff della direzione in qualità di assistente. Deve molto l’organismo europeo con sede in Italia a Patricia Rizzo, la funzionaria italo-belga uccisa negli attentati di Bruxelles. Grandi doti professionali a cui si aggiungevano, ricordano oggi gli ex colleghi, ”grande simpatia e cordialita”’. Perché Patricia ”si era ben integrata nel nostro gruppo ed era entrata subito in sintonia anche con la città”. ”Le piaceva Parma – ricorda un’altra collega dell’Efsa – Quando le hanno proposto di trasferirsi da Bruxelles all’Italia ed ha saputo che la destinazione era l’Emilia ne era stata felice. E poi il ruolo di partecipare alla formazione di un ente così importante come un’Authority era stato per lei di grande stimolo”. A Parma era arrivata assieme al marito, sempre impiegato Efsa, ed aveva collaborato anche con la seconda direttrice esecutiva Catherine Geslain-Lanéelle. ”Era solare, estremamente cordiale e sempre disponibile a collaborare con gli altri”, ricorda un’altra collega che sottolinea come Patricia fosse stata cercata e scelta appositamente ”per le sue capacità di organizzazione interna e, cosa non secondaria, per la conoscenza dell’italiano che avrebbe aiutato i nuovi funzionari ad integrarsi con la realtà locale parmigiana”. Nel 2008, quando l’Efsa aveva raggiunto una solidità organizzativa, la decisione di tornare in Belgio. ”Voleva stare vicino alla sua famiglia d’origine anche se, lo ripeteva più volte, Parma era per lei come una seconda casa”.

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