Migranti. Cgil, Cisl e Uil contro l’accordo Ue-Turchia. Per Amnesty International l’accordo è “una vergogna morale e un errore giuridico”

Migranti. Cgil, Cisl e Uil contro l’accordo Ue-Turchia. Per Amnesty International l’accordo è “una vergogna morale e un errore giuridico”

A poche ore dal decisivo incontro tra il Consiglio europeo e le autorità turche per l’approvazione di un pessimo patto sul rimpatrio dei profughi siriani, iracheni e afghani e dei migranti, le organizzazioni sociali e umanitarie si mobilitano per bloccare l’accordo tra Bruxelles e Ankara.

L’importante documento unitario di Cgil, Cisl e Uil: “non firmate quell’accordo”

In Italia, un documento unitario di Cgil, Cisl e Uil si stigmatizza con forza le lacune e le violazioni al diritto internazionale dell’accordo con la Turchia. Infatti, scrivono i sindacati confederali italiani, “Quanto stabilito nell’accordo contrasta platealmente con le norme internazionali in materia di rispetto dei diritti umani e contraddice nella sostanza i valori fondamentali dell’Europa e lo spirito del progetto europeo, oltre a non rispettare quanto previsto da regolamenti e normative della stessa UE in tema di diritti dei rifugiati e dei richiedenti asilo”. I sindacati affrontano poi direttamente la questione dello scambio soldi contro accoglienza dei profughi: “Consideriamo inaccettabile che l’obbligo  all’accoglienza e ad un trattamento umano dei migranti e rifugiati, sia ridotto a una mera questione di finanziamenti alla Turchia allo scopo di  contenere il flusso di profughi.  Accordo con un Paese  il cui governo peraltro risulta non rispettoso dei diritti umani, di quelli dei lavoratori e dei sindacati, di quelli della libertà di stampa e di informazione. Un governo lontano dal rispetto degli standard di protezione internazionali, come del resto dimostra la continua persecuzione della minoranza curda”. I sindacati si rivolgono poi direttamente al governo italiano: “Chiediamo al Governo italiano, che su questa emergenza si è mosso in maniera corretta, al fine di avere dall’insieme degli Stati europei una risposta comune e all’altezza della gravità della situazione, di non rassegnarsi ad un accordo che rappresenta non solo un compromesso al ribasso ma anche la concreta possibilità che aree, regioni e nazioni europee divengano zone di esclusiva realizzazione di campi e centri di detenzione, scaricando così sui territori coinvolti le responsabilità dell’intera UE”.

Amnesty International: “L’accordo è una vergogna morale e un errore giuridico”

Anche Amnesty International torna prepotentemente sull’accordo, definendolo “una vergogna morale e un errore giuridico”, come dice il segretario generale Salil Shetty. Il segretario generale di Amnesty International incontrerà il ministro degli Interni francese, Cazeneuve, il presidente del Consiglio europeo Tusk e i leader degli altri paesi, prima del vertice con la Turchia “per esprimere direttamente il nostro stupore e la vergogna su quanto si apprestano a firmare”. Shetty ha poi proseguito: “dicono che l’accordo non è in violazione del diritto europeo perché la Turchia è un paese sicuro. Secondo quale parto della fantasia la Turchia viene considerata un paese sicuro per questa gente? La maggior parte dei paesi europei ha firmato la Convenzione Onu sui rifugiati, ed è questa convenzione che viene violata. La convenzione è chiara, questa gente che fugge dalla guerra e dalle persecuzioni hanno protezione internazionale”.

La Turchia sostiene che l’accordo non fermerà i profughi che legalmente cercano di raggiungere l’Europa. E i leader europei e turchi dicono di voler invece scoraggiare i migranti clandestini e fermare i trafficanti. Non la pensano così l’Alto Commissario Onu per i rifugiati e centinaia di Organizzazioni non governative, che sostengono una verità diversa: i rimpatri di massa, senza alcuna considerazione dei casi individuali dei richiedenti asilo, sono del tutto illegali. Amnesty dice che l’Europa deve ospitare i rifugiati, in modo equo, sul proprio territorio e proteggere coloro che restano nella regione. Nell’accordo tra la Ue e la Turchia, invece, si prevede che sia Ankara a decidere quali rifugiati entrano in Europa e quali saranno rispediti indietro, proprio nelle zone da dove sono fuggiti. Lo scopo è quello di persuadere siriani e altri rifugiati che hanno migliori prospettive a restare in Turchia, pagata per migliorare le loro condizioni di vita.

Amara la considerazione finale del segretario generale di Amnesty International: “questa idea di scambiare esseri umani è qualcosa di terribilmente vergognoso. Questa gente ha viaggiato rischiando la vita”:

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