Roma Capitale, Morassut rincorre e parte da nomi che hanno fatto la storia della sinistra, ma appartenevano ad un partito impossibile da replicare

Roma Capitale, Morassut rincorre e parte da nomi che hanno fatto la storia della sinistra, ma appartenevano ad un partito impossibile da replicare

Roberto Morassut parte di rincorsa verso l’ambitissima poltrona di Sindaco di Roma. Prima, naturalmente, dovrà passare per la candidatura ufficiale nella coalizione che ad ora incarna solo il Pd ed altri partiti e movimenti satelliti, attraverso la vittoria alle Primarie. Morassut, che ha avuto incarichi di primo livello prima come segretario cittadino del Pds e successivamente come potente assessore all’Urbanistica nella Giunta altrettanto potente di Walter Veltroni, ha lanciato ufficialmente la sua sfida agli altro competitors, con lo scudo di nomi eccellenti, come gli ex indimenticabili Sindaco Argan, Petroselli e Vetere, quello che però va detto è che queste vere e proprie autorità istituzionali, nulla hanno oggi a che vedere con il Pd, che mostra, nella teoria e nella pratica tutti i suoi limiti. Morassut comunque cerca di giocare sulla memoria di migliaia di romani e militanti della sinistra, proprio su queste indubbie personalità del passato recente. “La sostanza di Petroselli, Vetere e Argan fu di pensare di modernizzare e unire la città. Fu la stessa di Rutelli e Veltroni e anche di Marino, pur con le contraddizioni che abbiamo visto. Ed è quella da cui dobbiamo ripartire per una nuova stagione: dare attenzione agli ultimi e alla crescita della città“. Così il candidato alle primarie del centrosinistra, Roberto Morassut, in occasione della sua prima uscita pubblica, al mercato di via Pasquale II a Primavalle. “Roma- ha aggiunto Morassut- è una grande città internazionale che deve far valere il suo ruolo. La modernità e la crescita sono una priorità ma lo sono in quanto si portano dietro anche l’attenzione ad un tessuto sociale più coeso. Questa è la via maestra”.

Su Giachetti: “Abbiamo storie diverse ma non ci sono distanze politiche abissali”

“Roberto Giachetti è una persona che conosco da anni, abbiamo passato dei momenti bellissimi e meno belli negli anni del Campidoglio. Con Roberto non ho distanze politiche abissali, anzi direi che condividiamo le stesse posizioni. Abbiamo due profili diversi- ha aggiunto Morassut- esperienze diverse e due storie diverse, e questo in qualche maniera un po’ conta nel rapporto con le persone. Queste primarie per me sono importanti perché consentiranno a Giachetti di arrivare dove io non posso arrivare, e a me di arrivare dove non può arrivare lui, per sollecitare una partecipazione dei cittadini e degli elettori democratici, che hanno bisogno di credere in una svolta positiva”. “Dal 6 marzo- ha concluso Morassut- saremo tutti uniti, non abbiamo scelta, per cercare di rilanciare la città”.

Morassut ha lanciato la sua sfida da Primavalle “quartiere speciale, con un tessuto associativo ricco”

La campagna per le Primarie di Morassut è partita ufficialmente da Primavalle. Il deputato Pd ed ex assessore delle giunte Veltroni ha incontrato cittadini e sostenitori, esponendo i motivi della sua decisione. “Ho voluto presentare la mia candidatura a Primavalle perché è un quartiere speciale ma anche per dare un segno – ha spiegato Morassut – c’è un tessuto associativo ricco che si fa carico della città in un momento di crisi. La città può ripartire da qui”. Nel mercato, ha aggiunto, “c’è uno stand di un’associazione che si chiama Coccinelle, un’associazione di mamme che autotassandosi fa attività di assistenza a bambini disabili o con problemi. È un piccolo esempio di migliaia che esistono a Roma. Purtroppo la politica tende a raccontare altre cose. Non ci dobbiamo dimenticare che a Roma vive un tessuto di grandiose energie che noi dobbiamo cercare di far venire a galla”. Presenti, tra gli altri, l’ex presidente dell’Assemblea capitolina Valeria Baglio, e i presidenti del Municipio XIV Valerio Barletta e del IX Andrea Santoro.

Zingaretti distante dalla realtà del confronto per il futuro di Roma Capitale

 Sintetico e sempre più distante alle cose di partito, privilegiando il suo ruolo di Presidente della Regione Lazio è Nicola Zingaretti: “Penso che Roberto porterà un contributo importante di conoscenza, elaborazione e aiuterà sicuramente il confronto delle primarie ad essere più sereno e molto di rapporto con la città”. Una dichiarazione, quella del Governatore, che sposta poco, nella corsa verso la Candidatura. Zingaretti, infatti, sembra assolutamente scomparso dalla platea della politica capitolina. Rifugge, infatti, ad ogni intromissione nel campo del Pd, soprattutto quando si tratta di affrontare cose che riguardano la Capitale. Straordinari i suoi silenzi sulla fine politica ed amministrativa del Sindaco Marino ed altrettanto straordinaria, fino ad ora è la sua presenza rispetto alle ormai prossime elezioni per la nuova amministrazione di Roma Capitale.

Roberto Giachetti raccoglie firme partendo dalla ‘mitica’ Porta Portese

Intanto è partita dalla popolare area di Porta Portese, la raccolta di firme per la candidatura, ormai certa di Roberto Giachetti, alle Primarie. Il deputato ha inaugurato in piazza Ippolito Nievo, in queste ore, il primo banchetto di raccolta firme. “Abbiamo deciso di raccogliere le firme per strada, perché questa è una candidatura che vuol cominciare e continuare per strada – ha detto Giachetti -, non solo andando in giro per tutta Roma, ma anche facendo in modo che tutte le iniziative vengano fatte in questo modo. Sempre in strada vorremmo cominciare a parlare di idee.
   Abbiamo deciso di non fare un finanziamento cospicuo. Non faremo cene elettorali, sul mio sito c’è la possibilità di aderire con contribuiti di massimo cento euro. Oltre quelli che vedrete su sito non gireranno altri soldi”, ha sottolineato.
  Parlando dello sfidante Morassut ha detto: “Io sono ben contento, ci confronteremo e poi vedremo”.

Ma c’è anche la sfida di Stefano Pedica, sempre del Pd ed ex uomo forte dell’Italia dei Valori


”Un ‘Aperifirme’ per ascoltare i cittadini e dare il via alla raccolta di firme a sostegno della sua candidatura alle primarie”. E’ questa l’iniziativa di Stefano Pedica del Pd, che ha dato il via alla sottoscrizione per presentare la sua sfida incontrando i cittadini in un bar della Balduina. “I romani vogliono un sindaco on the road – ha spiegato l’esponente della direzione regionale dem, ex senatore dell’Italia dei Valori -. Vogliono una persona che sia ogni giorno presente sul territorio e capace di ascoltare direttamente i loro problemi. Stamattina abbiamo dato il via alla mia campagna #Romapulita incontrando i cittadini per un aperitivo. Confrontarsi faccia a faccia con i cittadini seduti al tavolino di un bar e’ il modo migliore per capire di cosa questa citta’ ha veramente bisogno. Continueremo così, stando ogni giorno tra la gente. Ci sara’ il giro #tuttintram per verificare di persona i problemi del trasporto pubblico ma ci sara’ anche la #frappafirme per un altro appuntamento a tu per tu con i cittadini”.

Nella sinistra lo sfidante Stefano Fassina incassa il sostegno dei Comitati e delle associazioni dell’Altra Europa con Tsipras

Stefano Fassina è il candidato sindaco di riferimento dell’Altra Europa con Tsipras. Lo hanno deciso con un solo voto contrario e nessun astenuto al termine dell’assemblea cittadina, che si è svolta nella capitale, i militanti e i simpatizzanti del movimento, nato per le elezioni Europee del 2014, quando la lista ottenne il 4% dei consensi (a Roma il 6%) eleggendo tre europarlamentari.

“L’assemblea cittadina de L’Altra Europa con Tsipras di Roma ha valutato positivamente il percorso di ascolto della città  da parte dell’On.le Stefano Fassina. Un percorso a cui Aet ha partecipato e che ha contribuito a organizzare – si legge nella nota -. Alla base della decisione soprattutto il programma che si sta delineando in chiara discontinuità rispetto alle giunte passate, compresa quella Marino, e in alternatività alle politiche liberiste del Pd, delle destre e al populismo del M5S. Tratti sui quali è possibile ricostruire quella sinistra nuova, larga e plurale che deve trovare unitariamente la sua voce e la forza necessaria per ambire a governare la città”.

“I comitati, le associazioni, i centri sociali, le realtà di lotta e di resistenza, i lavoratori, le tensioni culturali e intellettuali hanno trovato in Stefano Fassina un ascoltatore attento, capace di recepirne le istanze e di rappresentarle, spesso anche in contrapposizione alle politiche delle passate maggioranze di centro sinistra. L’assemblea pertanto decide di sostenere la candidatura di Stefano Fassina a Sindaco di Roma e di impegnarsi alla costruzione di una lista unitaria, come a Bologna e a Torino, senza simboli di partito che rappresenti tutte le forze politiche e sociali organizzate ed i singoli che ne condividano il profilo programmatico”. Domani la nostra inchiesta sulle ormai imminenti elezioni amministrative, si sposterà dall’altra parte della sponda del fiume, dove le destre e i 5 Stelle, non hanno ancora espresso candidati certi.

(1 segue)

Share

Leave a Reply

Your email address will not be published.