Bertolaso è in corsa, ma il suo calesse ha già le ruote a terra. Estremo tentativo di Marchini che lancia le primarie. Le proposte di Cento (Sel) nel campo del centrosinistra

Bertolaso è in corsa, ma il suo calesse ha già le ruote a terra. Estremo tentativo di Marchini che lancia le primarie. Le proposte di Cento (Sel) nel campo del centrosinistra

La scelta caduta su Bertolaso, non risolve affatto i problemi della variegata coalizione delle destre. Berlusconi, che anche nella giornata di sabato ha definito l’ex capo della Protezione Civile l’unico uomo in grado di risolvere i problemi della Capitale, ha di fronte però, vari problemi e tra questi la convergenza su questo nome eccellente, sembra una contraddizione ma è l’assoluta verità, da parte delle ali più estreme e dei moderati. Per spiegare meglio, ci proviamo a fare una simulazione sul voto. Bertolaso corre per Forza Italia- Fratelli d’Italia/An- Lega (Noi con Salvini), una coalizione orfana del contributo da sempre decisivo, almeno nella Capitale, dei cosiddetti centristi. Per loro corre Alfio Marchini, che in sostanza è stato disarcionato da Giorgia Meloni e Matteo Salvini, in quella che poteva essere una corsa quasi in solitario verso il Colle Capitolino. Ma va detto anche, che la vittoria politica di Berlusconi, con l’imposizione del nome di Bertolaso, non è affatto un segnale positivo per le destre, visto che la base di Fratelli d’Italia-An, della stessa Forza Italia e dei satelliti acquisiti di Casapound, Forza Nuova e di tutti i movimenti della galassia della estrema destra, sicuramente non faranno squadra e non faranno convergere i loro consensi sul nome scelto da Berlusconi.

L’imbarazzante silenzio del ‘beatiful’ Alfio Marchini che pensa ad una rivincita impossibile lanciando le Primarie

E’ decisamente imbarazzate il silenzio dell’imprenditore prestato alla politica sul ‘tradimento’ politico di Silvio Berlusconi. L’imprenditore non ha avuto nulla da dire dopo la discesa in campo di Bertolaso. Ed allora ci chiediamo, visto che la stoffa di questi due candidati è simile, forse Marchini ha in mente di ritirarsi, o peggio ancora di mantenere un profilo basso in attesa di altre competizioni, come le politiche nazionali? Una cosa è certa, se Marchini ha voglia di politica, non può restare per una seconda consiliatura ad esercitare un ruolo da semplice consigliere in Campidoglio. E se questo fosse il ragionamento, sarebbero confermate le preoccupazioni di Berlusconi, che una volta valutata nei sondaggi la ‘stella marchiniana’ ha immediatamente fatto marcia indietro, con l’unico pensiero di avere, accanto a Matteo Salvini, un secondo ed ancor più pericoloso competitor, in grado di fare incetta di consensi nella sua parte politica. In buona sostanza, il rischio per Berlusconi era questo, Marchini poteva attirare le simpatie non solo dei moderati romani, ma in un futuro molto prossimo, anche di quelli nazionali. Un volto nuovo simile a quello del primo Berlusconi. Marchini, comunque cerca di tenere ‘botta’ e si rifugia sulla proposta di elezioni primarie anche per le Destre.

Le Primarie delle Destre sono una proposta spuntata e impossibile da realizzare

Si tratta, comunque, di una proposta spuntata, visto che il leader di Forza Italia, Silvio Berlusconi, ha imposto la sua scelta e lanciato in pista Guido Bertolaso. Sulla candidatura dell’ex Capo della Protezione Civile, Marchini resta in silenzio e preferisce rilanciare sulla Primarie, una scappatoia, probabilmente, per fa digerire la sconfitta personale al suo entourage. Ecco le sue parole, in questo sabato, avaro di prese di posizioni degne di questo nome. “Ritengo che sia importante è indispensabile ripartire dal popolo, dalla gente. Chiamiamole primarie, come volete, ma è fondamentale un coinvolgimento dal basso, che sappia mettere insieme le identità culturali diverse che esistono in città.  Serve trovare uno sbocco unitario per un progetto di rilancio di questa città – aggiunge l’ormai candidato unico per la parte centrista – Ci sono due opzioni: chi fa politica per potere e chi per cambiare le cose. Io non so se faccio bene o male ma credo che chi fa politica deve mettere in campo una proposta che possa cambiare il futuro dei cittadini. Io l’ho detto dal primo momento. Tutto ciò che possa essere un coinvolgimento del popolo mi troverà sempre in prima fila senza se e senza ma”. Poi sulla possibilità di andare ad un turno elettorale ‘primario con A chi gli chiede se fosse disponibile a fare delle primarie con Francesco Storace e Guido Bertolaso, Marchini riconosce l’impossibilità dell’evento: È un’ipotesi accademica che non si farà mai, aggiunge”. Diverso, ma anche in questo caso più che articolato, lo scenario nel Pd e nella Sinistra. Nella giornata di sabato ha rotto il silenzio il coordinatore romano di Sel, Paolo Cento, nel tentativo di riaprire un dibattito che sembrava spento, in quella che, va ricordato, è ancora una coalizione che governa alla Regione Lazio e che, nella Capitale corre però con più candidati ed è più che mai divisa.

Sulle divisioni dell’ex coalizione di centrosinistra le riflessioni di Paolo Cento

“Sel è pronta al confronto -fa sapere Cento- ma non si può fare a senso unico anche perchè così il Pd ci porterebbe alla sconfitta sicura. Sospendete le primarie a Roma e ci mettiamo di fronte ai cittadini romani per trovare una proposta convincente per cambiare davvero Roma”. Cento ha voluto rispondere anche ad alcune dichiarazioni del capogruppo del Pd alla Camera Rosato: “Il governo dia un segno di disponibilità sulle proposte del  candidato Sindaco Stefano Fassina sulla ristrutturazione del debito del comune altrimenti si porta la città al fallimento – aggiunge – Sel è pronta per questa discussione pubblica ma che ne pensano Giachetti e Morassut sul debito di Roma e sui derivati che da almeno 10 anni gravano sul bilancio comunale? Noi stiamo lavorando per unire la sinistra e i democratici nella città per un progetto di cambiamento capace di coinvolgere e allargarsi. Le difficoltà del centrodestra e la scelta di una candidatura debole come quella di Bertolaso ci fanno ritenere che abbiamo davanti un occasione unica che non possiamo sprecare riproducendo un vecchio modello di centrosinistra che a Roma guarda al passato”. Intanto, come se nulla fosse, il Pd va avanti per la sua strada, insieme ad occasionali compagni di viaggio e si prepara a celebrare il rito, ormai decisamente ‘scamuffo’ delle Primarie. In pista l’ormai prossimo 6 di marzo, Roberto Giachetti, Roberto Morassut, e Stefano Pedica, tutti e tre in quota Pd; Domenico Rossi di Centro democratico; Gianfranco Mascia portavoce dei Verdi e l’outsider Chiara Ferraro, una giovane autistica di 24 anni che non è alla sua prima esperienza, visto che aveva corso con Ignazio Marino nelle ultime elezioni ed aveva conquistato alcune centinaia di consensi . La sua è una corsa provocatoria per porre l’accento sui diritti delle persone con disabilità.

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