Venezuela. Dopo 17 anni, finisce l’esperienza castrista di Chavez e Maduro. Vince il Tavolo democratico

Venezuela. Dopo 17 anni, finisce l’esperienza castrista di Chavez e Maduro. Vince il Tavolo democratico

Con la vittoria schiacciante della Mesa de la Unidad democratica (MUD), la coalizione di opposizione, il Venezuela inizia una nuova era, e va ad aggiungersi all’Argentina nel cambiamento di rotta politica. Il Paese del Centramerica ha deciso, dopo diciassette anni, di cambiare rotta rispetto al cosiddetto chavismo, la politica filocastrista del presidente Chavez e del suo successore Maduro. La MUD ha ottenuto 99 seggi dell’Assemblea Nazionale su 167, contro i 46 del Partido Socialista Unido de Venezuela. Restano da attribuire i restanti 22 seggi, che definiranno con più esattezza con quale maggioranza governerà il prossimo presidente della Repubblica. Il Venezuela è infatti è una Repubblica presidenziale, in cui il presidente riassume entrambe le funzioni, di presidente della Repubblica e presidente del Consiglio. La sconfitta dei socialisti venezuelani arriva a due settimane dalla sconfitta del cosiddetto socialismo del XXI secolo argentino, e a pochi giorni dalla messa in stato di impeachment della presidente brasiliana Dilma Rousseff. La gravissima crisi economica, l’insicurezza e la persecuzione dell’opposizione sono all’origine della sconfitta dei socialisti castristi venezuelani di matrice chavista.

“Abbiamo fatto la storia”, commenta Freddy Guevara portavoce della coalizione di opposizione, la Tavola dell’Unità democratica. Immediatamente dopo la proclamazione ufficiosa dei risultati, nella tarda notte venezuela, lo stesso ex presidente Maduro è comparso in tv per riconoscere la vittoria dei suoi avversari e per dire ai suoi di accettare “le regole del gioco democratico in pace e nella serenità”. Tuttavia, Maduro ha nuovamente accusato l’opposizione di essere responsabile della catastrofe economica del momento: “amministrate bene la vostra vittoria. La controrivoluzione ha trionfato. Abbiamo perso una battaglia, ma la lotta e la rivoluzione proseguono”.

Da parte loro i vincitori, col segretario generale del MUD, Jesus Torrealba, ha garantito che l’opposizione riterrà la sua vittoria con “umiltà, fermezza e serenità. La nuova maggioranza non tornerà all’antico”. E riferendosi all’elettorato chavista ha detto: “Avete vinto anche voi. Quelli che hanno votato per noi, ma anche quelli che non ci hanno votato soffrono nello stesso modo”. Sembra che il primo atto del nuovo presidente e della nuova Assemblea legislativa sarà una legge di amnistia per ottenere l’immediata scarcerazione di tutti i detenuti politici. Una delle leader del movimento MUD che ha vinto le elezioni è proprio Lilian Tintori, moglie di Leopoldo Lopez, uno dei principali oppositori di Maduro, catturato e condannato a quattordici anni per reati di opinione. Nel quartier generale dei socialisti i dirigenti commentano così la sconfitta: “nessuno poteva dubitare che la crisi profonda del Venezuela fosse all’origine della nostra sconfitta. Senza Hugo Chavez, scomparso nel 2013, e con il prezzo del petrolio a 32 dollari al barile, eravamo già condannati alla sconfitta”.

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