Putin sfida l’Occidente su Ucraina e Siria. Conferma l’impegno contro l’Isis, ma tiene su Assad

Putin sfida l’Occidente su Ucraina e Siria. Conferma l’impegno contro l’Isis, ma tiene su Assad

Tre ore e dieci minuti: tanto è durata la tradizionale conferenza stampa del presidente russo Valdimir Putin, a testimonianza del massiccio coinvolgimento della Russia nello scacchiere planetario. La vastità dei temi affrontati, le grandi questioni sul tappeto, il ruolo delle grandi potenze e il Consiglio di sicurezza Onu  sono solo alcuni dei macrotemi sui quali Putin ha ricondotto il nuovo protagonismo russo nel pianeta.

Intanto, Putin ha ammesso per la prima volta la presenza di specialisti militari nell’Ucraina dell’est. La domanda gli è stata rivolta da un giornalista ucraino a proposito di due agenti del servizio segreto militare russo catturati da Kiev e adesso sotto processo in Ucraina. Putin ha replicato: “non abbiamo mai detto che non vi fossero persone incaricate di svolgere certe missioni, tra le quali quelle nella sfera militare”. Tuttavia, ha detto Putin, non è la stessa cosa che inviare truppe regolari russe su suolo ucraino. La notizia ha comunque messo in allarme lo stato maggiore ucraino e il segretario generale dell’Onu.

Sulla Siria, Putin ha confermato che le azioni militari proseguiranno fino a quando non sarà iniziato il processo politico e quando non sarà certo che la Russia avrà bisogno di una base permanente nel Paese. Ha aggiunto che Mosca sostiene la bozza americana di Risoluzione al Consiglio di sicurezza sulla Siria. La nuova Costituzione siriana dovrà essere finalmente scritta, ha affermato Putin, e nuove elezioni dovranno essere approntate, in modo tale da fornire agli stessi siriani la capacità di determinare la propria leadership. In sostanza, Putin conferma la distanza da Washington sulla transizione democratica in Siria: Washington vorrebbe eliminare dallo scacchiere siriano Assad prima della scrittura della Costituzione e delle eventuali elezioni. Putin invece conferma il suo sostegno all’attuale dittatore, responsabile di centinaia di migliaia di morti e della guerra civile.

Sulla Turchia, Putin ha ammesso di non vedere alcuna prospettiva per rivitalizzare le relazioni diplomatiche con Ankara, e ha detto che Ataturk sta rivoltandosi nella tomba a causa della pesante islamizzazione della Turchia moderna. Per Putin, le autorità turche hanno compiuto uno sgarbo diplomatico chiamando Bruxelles e non Mosca quando fu abbattuto il caccia russo.

Interpellato sull’attentato in Egitto, quando l’Isis colpì un aereo di linea, che costò la vita a 284 civili russi, Putin ha detto che si sta lavorando con le autorità per riaprire le linee aeree verso la Penisola del Sinai. In ogni caso, Putin ha confermato che l’aereo russo fu abbattuto da un congegno esplosivo nascosto sull’aereo. La sospensione delle linee aeree verso l’Egitto si è resa necessaria, secondo Putin, perché le autorità egiziane non sarebbero state in grado di confermare la sicurezza dei cittadini russi. La mossa, ha detto Putin, non ha alcun valore politico, ed ha esaltato il “grande coraggio personale” di Al Sisi nel combattere il terrorismo.

Terminato l’elenco di domande sulle questioni internazionali, Putin è stato sottoposto, come era ovvio, ad una lunga lista di domande di politica interna. Ovviamente, gli è stato chiesto dell’assassinio del leader dell’opposizione Nemtsov. Putin si è limitato a confermare che chi lo ha ucciso sarà acciuffato e punito. Ma non ha detto sulla sull’inchiesta e sugli eventuali sviluppi. Sulla spinosissima questione dei Mondiali di calcio del 2018 e la vicenda Blatter, sotto inchiesta insieme con il Gotha della FIFA per corruzione, Putin ha preferito glissare con una battuta al vetriolo: “Blatter merita il premio Nobel per la Pace”. Sull’altra questione che sta appassionando i cittadini russi, se cioè Putin è davvero il padre di Ekaterina Tikhovna, Putin non ha confermato né smentito, limitandosi a opporre “questioni di sicurezza nazionale”. La Tikhovna sarebbe la “figlia segreta” di Putin, ha 28 anni, è una scienziata, ballerina di rock acrobatico e imprenditrice. Insomma, un affare di famiglia che si è trasformato in un affare di stato.

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