Il Senato approva la legge di Stabilità. Critiche durissime dai sindacati, dagli studenti, dai soggetti sociali. Ma Schifani la rivendica

Il Senato approva la legge di Stabilità. Critiche durissime dai sindacati, dagli studenti, dai soggetti sociali. Ma Schifani la rivendica

Con 162 voti a favore e 125 contrari, il Senato approva la fiducia posta dal governo sulla legge di stabilità. Si tratta dunque di una blindatura rispetto al testo uscito in seconda lettura dalla Camera. Come si vede, i senatori erano 285, rispetto ai 320 del plenum dell’Assemblea, e la fiducia è passata con un solo voto in più rispetto alla maggioranza assoluta degli aventi diritto, 161. Sulla carta, con l’appoggio a Renzi appena dichiarato dell’ex poeta di Berlusconi, Sandro Bondi e della sua compagna, i voti della maggioranza dovrebbero superare abbondantemente ormai i 175-180. Eppure, il dato politicamente rilevante è il numero risicatissimo di senatori che ha votato la fiducia, prima di andarsene in vacanza fino al prossimo 12 gennaio 2016.

La legge di stabilità votata dal Senato conferma la manovra da 35 miliardi e mezzo varata dalla Camera, con un surplus di più di tre miliardi, portati in deficit, che si espande fino a toccare il 2,4% del PIL. Vedremo come sarà giudicata dalla Commissione europea. In ogni caso, conferma anche la scelta della Camera di aggiungere al provvedimento finanziario oltre 500 voci di spesa in più, rispetto alle 450 uscite in prima lettura dallo stesso Senato. Le voci di spesa così dilatate, senza alcun filo logico né disegno organico e strutturale, sono tipiche di un ritorno al passato, quando i governi a guida Dc davano mance e contributi a pioggia per evidenti ragioni elettorali.

Ecco alcune, le più significative, delle “mance” previste dal provvedimento finanziario

SICUREZZA E CULTURA: piatto forte del pacchetto il bonus di 80 euro mensili per le forze dell’ordine e la carta elettronica del valore di 500 euro per tutti i ragazzi che compiranno 18 anni nel 2016 da spendere per teatri, musei, aree archeologiche, mostre, eventi culturali e per l’acquisto di libri. Agli studenti dei conservatori e dei licei musicali sarà assegnato un contributo una-tantum di 1.000 euro per l’acquisto di uno strumento nuovo. Tra le altre misure, per le borse di studio arriva un finanziamento per 50 milioni. Salta l’anticipo al 2016 del taglio dell’Ires.

ADDIO A IMU E TASI: cancellate le tasse sulla prima casa, salvo per gli immobili di lusso, anche per gli inquilini. Sconto del 50% sull’Imu per la prima o la seconda casa data in comodato d’uso ai figli o ai genitori. Riduzione dell’Imu del 25% per i proprietari che danno in affitto la propria casa a canone concordato.

BONUS MOBILI: le giovani coppie che comprano la prima casa hanno diritto a una detrazione del 50% sulle spese sostenute per l’acquisto di mobili fino a un massimo di 16.000 euro.

SGRAVI NEOASSUNTI: prorogata al 2016 la decontribuzone per i neo-assunti, prevista dal Jobs Act, che cala però al 40% e avrà durata biennale.

PROROGA DIS-COLL: la disoccupazione per i collaboratori è prorogata per il 2016 e 2017 con un limite massimo di spesa di 54 milioni per il primo anno e di 24 milioni per il secondo. Dal diritto alla indennità di disoccupazione sono stati però esclusi ricercatori universitari, dottorandi e collaboratori scientifici delle università.

STATALI: arrivano 300 milioni per il rinnovo dei contratti del pubblico impiego, una vera miseria, se divisa per i 3.300.000 dipendenti pubblici. Una “mancia” di ben 4 euro a dipendente.

SUD: arriva un credito d’imposta automatico per 4 anni sugli investimenti effettuati da imprese del Mezzogiorno. La misura vale circa 2,5 miliardi.

SALVA-BANCHE: il decreto che ha consentito il salvataggio di Banca delle Marche, Banca Popolare dell’Etruria, Cassa di Risparmio di Ferrara e Cassa di risparmio della Provincia di Chieti viene recepito in manovra.

FONDO TUTELA RISPARMIATORI: arriva il Fondo di solidarietà per i piccoli risparmiatori penalizzati dal salvataggio delle quattro banche. Il Fondo avrà una dotazione finanziaria massima di 100 milioni di euro a carico del Fondo interbancario di tutela dei depositi.

SU RISARCIMENTO DANNI DECIDE ARBITRO: sarà un arbitro designato con Dpcm a decidere le procedure per accedere alle prestazioni del fondo. Il premier Renzi ha già indicato il presidente dell’Anac Cantone. Il risarcimento del danno sarà comunque subordinato all’accertamento delle responsabilità del personale delle quattro banche. PENSIONI: anticipo al 2016 dell’incremento della no tax area per gli over 75 a 8.000 euro. Proroga della sperimentazione dell’opzione donna, in scadenza il 31 dicembre 2015, condizionata a eventuali risparmi di spesa risultanti dal monitoraggio effettuato dall’Inps. Viene sterilizzato il calo dei prezzi nel 2014 sugli assegni pensionistici che avrebbe comportato un conguaglio al ribasso nel 2015. In manovra anche la settima salvaguardia per altri 172.466 esodati.

ECOBONUS: proroga del credito di imposta al 65% per gli interventi di riqualificazione energetica e al 50% per le ristrutturazioni e il connesso acquisto di immobili. Sconto del 65% anche per l’acquisto e l’installazione di dispositivi per il controllo a distanza di impianti di riscaldamento o climatizzazione e caldaie.

GIOCHI: sale del 2,5% il prelievo erariale unico (Preu) sulle New slot che erogano pagamenti in denaro (awp), arrivando al 17,5%; mentre il payout (la percentuale delle giocate che vengono restituite ai giocatori in forma di vincite) passa dal 74% al 70%. Vietate le pubblicità dei giochi con vincita in denaro nelle trasmissioni radio e tv dalle 7 alle 22. Previste sanzioni che vanno da 100.000 a 500.000 euro.

CANONE RAI: il canone Rai scende a 100 euro l’anno e va in bolletta elettrica, con una decisione che molto probabilmente verrà giudicata incostituzionale. Il pagamento avverrà in rate mensili da 10 euro a partire dal luglio 2016. Il 67% dell’eventuale extragettito derivante dalla misura andrà alla Rai.

BANCOMAT ANCHE PER CAFFE’ E PARCHIMETRI: commercianti e professionisti dal primo gennaio saranno obbligati ad accettare bancomat e carte di credito anche per importi inferiori a 30 euro.

FONDO SANITA’: nel 2016 ammontano a 111 miliardi di euro le risorse a diposizione delle regioni per il fondo sanitario nazionale, con una contrazione di circa 3 miliardi rispetto alle necessità più volte espresse dalla Conferenza delle Regioni. Per porre rimedio alle difficoltà sorte negli ospedali a seguito del recepimento della direttiva Ue sui turni di lavoro arrivano contratti di lavoro flessibili prorogabili fino al 31 ottobre 2016 per medici e infermieri. Dopo sarà indetto un concorso straordinario da concludere entro il 31 dicembre 2017. I farmaci innovativi resteranno a carico del Servizio sanitario nazionale, compreso quello per l’epatite C, per gli anni 2015 e 2016.

FONDO POVERTA’: nell’assegnazione delle risorse del fondo per la povertà avranno precedenza i nuclei con più figli, disabili o donne in stato di gravidanza. CARTA FAMIGLIA: arriva la ‘card’ destinata alle famiglie con almeno tre figli minori a carico che dà accesso a sconti e riduzioni di tariffe su servizi pubblici e privati. La carta avrà valore biennale e sarà rilasciata sulla base dell’Isee.

TETTO CONTANTE: sale a 3.000 euro il tetto all’uso del contante. La misura non vale però per i pagamenti della P.a. (comprese le pensioni superiori a 1.000 euro) e i money transfer.

CAF PATRONATI: scende da 28 a 15 milioni il taglio ai patronati, per i Caf il taglio è di 40 milioni.

BABY SITTER: proroga al 2016 del voucher baby sitter che viene esteso, in via sperimentale, anche per le madri lavoratrici autonome o imprenditrici.

Le reazioni: Susanna Camusso, segretario nazionale Cgil; Carmelo Barbagallo, segretario Uil, e Annamaria Furlan, segretario generale Cisl

Durissime le prese di posizione dei tre segretari confederali. Per Susanna Camusso, “La Legge di stabilità non ha investimenti, non affronta il tema del Mezzogiorno perché non ha un’idea di chiudere questa diseguaglianza crescente che c’è, non investe sul lavoro dei giovani”. Carmelo Barbagallo non solo critica le scelte contenute nel provvedimento finanziario, ma annuncia che la battaglia sindacale non si ferma: “Avevamo già espresso un primo giudizio sulla legge di stabilità approdata in Parlamento e avevamo parlato di luci e ombre. Alla fine del percorso parlamentare non c`è luce che illumini quelle ombre”. Il leader della Uil prosegue: “Permane il problema dell’assoluta insufficienza delle risorse per il rinnovo del contratto del pubblico impiego nonostante la sentenza della Consulta avesse sollecitato, a suo tempo, una soluzione già per il 2015. Così come non è stata affrontata la questione della flessibilità in uscita verso la pensione, necessaria a dar vita a quella staffetta generazionale che potrebbe risolvere il nodo cruciale della disoccupazione giovanile. Anche i provvedimenti per il Sud non bastano a rilanciare questo territorio e le sue enormi potenzialità ed energie su cui, invece, bisognerebbe puntare per lo sviluppo di tutto il Paese. A gennaio decideremo come proseguire nella nostra mobilitazione per ottenere le modifiche opportune e i risultati utili alla tutela dei lavoratori, dei pensionati e dei giovani”. Per Annamaria Furlan, “la legge di stabilità che il parlamento ha approvato non segna purtroppo quella svolta che noi auspichiamo da tempo nella politica economica del governo ai fini di una maggiore crescita complessiva del paese”. Il leader della Cisl conclude: “ci sono molti buchi neri nella manovra a cominciare dall’irrisorio stanziamento per i rinnovi dei contratti pubblici. L’errore nel quale il governo continua a perseverare risiede nella convinzione che il fattore propulsivo della crescita sia l’incentivo fiscale all’investimento privato, anziché l’investimento pubblico e la politica industriale”.

Fassina: stabilità, manovra elettorale

Per il deputato di Sinistra Italiana, candidato sindaco a Roma, Stefano Fassina, “La legge di stabilità è una manovra elettorale, un po’ di mance per tutti, con interventi profondamente iniqui. Si è tolta la Tasi a tutti – spiega Fassina – si toglie così un miliardo e mezzo di tasse a una fascia molto alta della popolazione. E c’è un’assenza degli investimenti”.

Gli studenti medi e universitari indignati protestano contro la manovra

Gli studenti della Rete della conoscenza e dell’Udu, l’Unione degli universitari, scrivono in una nota stampa un lungo e durissimo commento: “Il Governo ha fatto un grande vanto dei 55 milioni aggiunti al fondo integrativo statale per le borse di studio, che però, già dall’anno prossimo, diventeranno 5. Questi fondi sono del tutto insufficienti: basti pensare che solo per garantire le borse di studio agli idonei non beneficiari servono almeno 200 milioni; inoltre non si danno risposte all’emergenza ISEE. Oltre a questo, le misure in tema di reclutamento non sono sufficienti, il Fondo di Finanziamento Ordinario resta a livelli bassissimi e l’edilizia universitaria subisce tagli”. Ancora più duro il giudizio sui 500 euro ai diciottenni: “I giovani hanno bisogno di fondi strutturali per poter usufruire di servizi, non di regali una tantum. Inoltre, la discriminazione insita in questo provvedimento, che lascia fuori gli studenti non europei, la rende ancora di più una risposta errata in un periodo in cui l’integrazione deve essere un obiettivo su cui investire in modo serio. Questa misura è soltanto una becera mossa elettorale, non è questo il modo di investire sul futuro dei giovani e sulla loro formazione”.

Tra le note di giubilo dei peones del Pd, spunta la nota di Schifani che rivendica la manovra

Inutile citare le decine di comunicati stampa, scritti da una sola mano, l’ufficio stampa di Palazzo Chigi, in cui si elevano peana a questo provvedimento, considerato a torto espansivo e progressivo per tutti gli italiani. L’operazione-propaganda sulla stabilità era già cominciata con la E-News di Renzi, ed ora tanti parlamentari del Pd, dai più noti ai peones fanno gara a chi l’incensa di più. Detto ciò, segnaliamo invece una nota che ci colpiti sul piano politico, che la dice lunga sulla reale intenzionalità liberista e di destra di questa manovra. È il comunicato di Renato Schifani, del Nuovo Centrodestra. Ecco cosa scrive, senza essere stato smentito da nessun membro del Pd, neppure della minoranza “critica”: “Come Area popolare abbiamo contribuito in maniera decisiva nel migliorare ed orientare una manovra che porta nel suo Dna i nostri valori e le nostre idee. Più fondi per la sicurezza, interventi a sostegno del Mezzogiorno e delle imprese, attenzione per la cultura ed i giovani ma anche misure per la famiglia e le giovani coppie. Siamo perciò soddisfatti del lavoro svolto e siamo convinti di aver dato un contributo importante per la crescita economica del nostro Paese”. Fermiamoci sulla rivendicazione politicamente più rilevante, sulla quale il Pd dovrà pur intervenire: “la manovra porta nel suo Dna i nostri valori e le nostre idee”. Ma il Dna di Schifani non è di destra? I suoi geni politici non sono il prodotto del berlusconismo? Se rivendica lui i meriti di questa manovra, com’è stato possibile giudicarla una manovra espansiva e progressista? Misteri insondabili di Renzi, del Pd e del governo.

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