Consulta: nuova fumata nera. Siamo a trentuno. Chiti ( Pd): “Una mortificazione per i parlamentari. Un colpo per il prestigio delle Camere”.

Consulta: nuova fumata nera. Siamo a trentuno. Chiti ( Pd): “Una mortificazione per i parlamentari. Un colpo per il prestigio delle Camere”.

Non c’è bisogno di scrivere un articolo sulla nuova fumata nera, la numero trentuno, per l’elezione dei tre giudici della Corte costituzionale. Vale quello che abbiamo scritto ieri. La vergogna si commenta da sola. Per Renzi Matteo, perché è il Pd che blocca, che non si confronta con le altre forze politiche, pretende che vengano eletti i candidati da lui indicati, non è un problema. Trentuno, trentadue, trentatre che significa. La Corte costituzionale può attendere. Visti i tempi forse è meglio che non funzioni. Inquadra bene il problema Vannino Chiti, senatore del Pd: ”Votare scheda bianca alla 31° votazione per i tre giudici della Consulta – dice – è una mortificazione per i singoli parlamentari ed un colpo ulteriore alla credibilità e al prestigio del Parlamento. È non solo indispensabile ma urgente una iniziativa che abbia come obiettivo indiscutibile l’elezione dei tre giudici costituzionali. Lo stallo pesa su tutte le forze politiche: nuove o vecchie, di maggioranza o di opposizione. È bene averne consapevolezza ed assumere comportamenti coerenti e responsabili”.

Ma ripercorriamo le tappe di questa storia infinita, che in queste ore abbiamo più volte raccontato. Renzi non aveva tempo per aprire una trattativa con chi ormai la chiede da molto tempo. La elezione dei tre giudici della Corte Costituzionale può attendere. C’era la Leopolda suo primo amore da condurre in porto in un mare periglioso. Non ha avuto il tempo neppure di incontrarsi con il comitato delle vittime delle banche. Forse era stanco per il discorso pronunciato per il godimento e la gioia dei suoi fans che hanno apprezzato in particolare con applausi e gridolini il tono maschio, da uomo solo al comando. Uno che, fra le altre, proclama che lui governa l’Europa, l’Italia non gli basta, che alle elezioni il Pd prenderà più del 40%, merita il giusto riposo. È faticoso dire niente e farlo apparire come oro colato. Perciò ha inviato in avanscoperta il fido Padoan ad incontrare il Comitato delle vittime delle banche. Delegazione ristretta altrimenti diventava una assemblea. Non solo non ha dato loro alcuna assicurazione. Anzi ha parlato dei cento milioni ma ha tenuto a precisare che il governo non c’entra niente.

Ancora una fumata nera. Renzi aveva altre cose da fare. Meglio votare scheda bianca

Insomma un pasticcio. Renzi poi aveva altre cose da fare, la Boschi, il padre di lei e il suo, poi il “governo dell’Europa”. Poteva occuparsi dei tre giudici? Per interposta persona ovviamente, un Orfini che compie l’operazione lo trova sempre. È avvenuto perciò, per non sapere cosa fare, avendo creato una situazione al limite della decenza, trenta votazioni andate buca perché quel che lui detta deve diventare realtà, mettendo in mezzo anche onest’uomini candidandoli alla sconfitta, che il Pd abbia deciso di votare scheda bianca. Questa volta i cronisti abituati ai retroscena non hanno niente da raccontare. Si disperano. Chiedono gli scriba se ci sono stati incontri, si sussurra, dicono che vi siete visti, resta la terna, Barbera, Sisto, Nicotra, si cambia la terna.

Entra in campo Pajno, giudice palermitano molto stimato da Mattarella

Entra in campo Pajno, Pajno chi? Ma come chi, è un giurista palermitano, molto vicino a Mattarella. Poteva diventare segretario generale del Quirinale, poi è arrivato un altro, in pole position anche per la presidenza del Consiglio di Stato. Cattolico, questo è fondamentale, è anche docente di Diritto amministrativo alla Luiss dopo un’esperienza alla Scuola Sant’Anna di Pisa. Dicono i Pd, pare parlino anche quelli della minoranza, intanto votiamone due, Barbera e Modugno che i grillini hanno continuato a sostenere anche nella trentesima votazione, 110 voti tanto per gradire. Ma loro non ci stanno, temono il trappolone. Per il terzo giudice Pd, Forza Italia, Verdini e altri che trovano per strada si mettono d’accordo, risuscitano e votano Sisto, l’avvocato di Berlusconi e dello stesso Verdini che gli dà molto da fare.

I grillini: si azzera tutto e si tratta per una nuova terna. Senza Sisto, avvocato di Verdini

Dice Toninelli plenipotenziario dei grillini: “Scheda bianca vuol dire che si azzera tutto? Bene, allora si tratta e si trova una terna”. Tutti per uno, uno per tutti come i moschettieri del buon Dumas. In tutto questo bailamme molto scocciati sono i due presidenti, quello del Senato, Grasso e della Camera, Laura Boldrini. E anche Barbera al quale nessuno ha detto se non è più il candidato. Del resto neppure quelli del gruppo lo sanno. Arriva un foglietto, non si sa bene da parte di chi è, indica all’onorevole come deve votare. Da martedì si vota una volta al giorno, anche a Natale. Dicono i vecchi cronisti che continuano a frequentare le due Aule che scheda bianca può reggere due o tre votazioni. Dimenticavamo, il voto è alle ore 19, l’ora dell’happy hour, “ora felice” in lingua inglese, scrive Wikipedia, spiegando che si tratta di una espressione di marketing anglosassone che indica un periodo nel quale un pubblico esercizio come un ristorante o un bar offre sconti sulle bevande alcoliche quali la birra, il vino e i cocktail. Da noi è diventata l’ora dell’aperitivo con stuzzichini. Chissà che sia la volta buona. Non si sa mai.

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