Stabilità: tecnici di Camera e Senato salvano ben poco di un testo pasticciato e pericoloso per l’economia

Stabilità: tecnici di Camera e Senato salvano ben poco di un testo pasticciato e pericoloso per l’economia

È un dossier lunghissimo e molto documentato quello messo a punto dal Servizio Bilancio di Camera e Senato sulla legge di Stabilità, reso noto mentre sono iniziate le audizioni di esperti, sindacati, associazioni, da parte delle Commissioni Bilancio riunite in seduta congiunta. Un dossier molto critico che esamina al microscopio una legge non solo pasticciata ma anche pericolosa per i danni che può provocare. Dai testi resi noti in sintesi dalle agenzie di stampa viene fuori un quadro preoccupante, praticamente tutti gli interventi dovrebbero essere rivisti, corretti, taluni proprio eliminati. Si parte dall’aumento della dotazione del Fondo di solidarietà comunale in sostituzione del gettito Tasi per le prime case, e di quello Imu per i terreni agricoli, previsto della legge di Stabilità, che “limita la possibilità di manovra dei Comuni”.

C’è il rischio di creare buchi nei bilanci comunali limitando le possibilità di manovra

Il minor gettito derivante da questa scelta (3,75 miliardi di euro circa) deve essere compensato dal governo, per non creare buchi nei bilanci comunali. Secondo i tecnici, questa misura “può determinare un irrigidimento dei bilanci comunali in quanto limita la possibilità di manovra dei Comuni a valere sulle proprie entrate a scapito della voce maggiormente rigida e fissa del fondo in esame”. Sugli effetti dell’inserimento del canone Rai nella bolletta elettrica vengono chieste maggiori informazioni “poiché si prefigurano maggiori entrate – ancorché prudenzialmente non contabilizzate – pur in presenza di un importo unitario del canone più contenuto (100 euro a fronte dei 113,5 euro dovuti per il 2015), è ragionevole ipotizzare che l’individuazione del nuovo importo del canone sia stato effettuato tenendo conto, oltre che della sua adeguatezza rispetto alle esigenze di copertura di oneri alle quali la risorsa è destinata a legislazione vigente – delle risultanze di una analisi in merito all’entità della riduzione dell’evasione attesa in conseguenza dell’implementazione delle nuove modalità di pagamento del canone previste dalla disposizione in esame.

Canone Rai in bolletta: rischio contenziosi, incertezze applicative

Sarebbe – si afferma nel dossier – utile poter disporre della stima operata in merito, anche al fine di verificare se si sia tenuto conto dell’impatto, sul gettito atteso, di eventuali contenziosi in relazione ad incertezze applicative che potrebbero derivare dalla nuova presunzione legale di possesso di apparecchio televisivo e dagli obblighi posti a carico di soggetti privati e non privi di rilevanza economica”.

Fondi per la sanità. L’ulteriore decremento può creare tensioni

Per quanto riguarda la Sanità: “L’ulteriore decremento” nel 2016 dei fondi per la sanità, già ridotti quest’anno rispetto a quanto previsto in origine, “potrebbe creare tensioni lungo tale linea di finanziamento”. Sulle pensioni, in particolare sulla possibilità di accedere a un part-time per i lavoratori che maturino i requisiti per la pensione entro il 2018, dal dossier  arriva una stima: “A titolo meramente informativo si indica che, sulla base di una retribuzione lorda ai fini previdenziali di 24.000 euro e di un part-time al 50%, il beneficio potrebbe riguardare circa 30.000 lavoratori, nell’anno di massima esposizione finanziaria e con utilizzo per l’intero anno della misura”. Praticamente niente, una presa in giro. Sui contratti della Pa, aumenti lordi di 4-5 euro, i tecnici ritengono opportuno indicare “l’importo pro capite degli aumenti seguenti la sentenza della Consulta”. Neppure una “mancia” dicono i sindacati che hanno deciso iniziative di mobilitazione.

Il cambio di rotta del governo sul contante non è spiegabile

Sull’aumento del limite per la circolazione del contante (da mille a tremila euro), la relazione dei tecnici sottolinea che non ci sono effetti sulle finanze pubbliche da quantificare, ma mette in fila le precedenti previsioni normative che avevano stretto i cordoni sulla circolazione del contante, e le relative giustificazioni, evidenziando di fatto che il governo ha scelto un cambio di rotta. Sulla proroga della decontribuzione (tagliata da un limite di 8mila a uno di 3.250 euro) per le nuove assunzioni, il dossier deduce dalla relazione tecnica che per il 2016 lo sgravio contributivo unitario sia pari a circa 1.700 euro su base annua. Mette in guardia ancora dalla possibile sottostima della platea dei beneficiari, che il governo fissa in 1 milione circa per il prossimo anno.

Ricostruzioni legate a catastrofi. Non c’è certezza sui finanziamenti

Sul miliardo e mezzo di garanzie per i finanziamenti legati alle opere di ricostruzione seguenti a catastrofi il dossier fa presente che “la norma in esame sembra sostanzialmente non apprestare alcuna copertura a tali garanzie prevedendo soltanto un meccanismo di verifica generale della compatibilità con i saldi. Tali saldi non sono però stati modificati in conseguenza della norma. Si determina pertanto una copertura rimessa all’andamento generale della finanza pubblica, piuttosto che corrispondente alla singola specifica disposizione”.

Spending review, non praticabile riduzione finanziamento Patronati

Sulla spending review, il dossier del servizio Bilancio è molto prudente per quanto riguarda la  “qualità” dei risparmi da realizzare attraverso la Consip nei processi d’acquisto e sulle possibili distorsioni provenienti dai tagli (anticipo contabile di risparmi o malfunzionamenti).  Si parla di “criterio di prudenzialità” nella determinazione degli effetti di riduzione della spesa  visto che si tratta della salute dei cittadini. Per il taglio di 48 milioni per il finanziamento dei Patronati,  mette in dubbio che sia effettivamente praticabile, alla luce dei “ripetuti interventi” già operati su quella voce.

Contributo chiesto alle Regioni: serve una valutazione di merito sulla praticabilità

Per quanto riguarda il  contributo chiesto alle Regioni per raggiungere gli obiettivi di finanza pubblica l’accusa al governo è netta: “Sarebbe utile una valutazione del Governo in merito alla effettiva praticabilità della misura – è scritto – atteso che nel triennio 2017-2019, per effetto cumulato” delle misure contenute nella manovra, “viene chiesto complessivamente alle Regioni di conseguire nuovi risparmi per oltre 17 miliardi di euro”. Critiche anche sulla stretta sui giochi, con il prelievo sulle somme giocate in crescita dal 13 al 15 per cento sulle newslot e dal 5 al 15,5% per le videolotterie: “Sarebbe prudenziale effettuare un’analisi di tipo dinamico, nella quale sia valutata l’eventualità che l’aumento” della tassazione “possa nei fatti incidere, almeno in parte, sui comportamenti dei vari componenti della filiera, alcuni dei quali, ad esempio, potrebbero decidere di ridurre ovvero interrompere – magari trasferendola in altri Paesi – la propria attività”.

Share

Leave a Reply