Mafia Capitale, da Buzzi dichiarazioni spontanee: “Non è vero che non ho collaborato. Ho svelato cose che la Procura non conosceva”.

Mafia Capitale, da Buzzi dichiarazioni spontanee: “Non è vero che non ho collaborato. Ho svelato cose che la Procura non conosceva”.
“Non è vero che non ho collaborato. Nel corso di cinque, interrogatori ho risposto a tutte le domande svelando cose non conosciute dalla procura, confermate in seguito da Odevaine e Cerrito e perfettamente aderenti alle intercettazioni”. È quanto affermato da Salvatore Buzzi, intervenuto in sede dichiarazioni spontanee, nel corso della quinta udienza del processo Mafia Capitale. Il ‘ras delle cooperative’, che ha preso la parola in videoconferenza dal carcere di Tolmezzo per puntualizzare alcune affermazioni fatte dalla procura la scorsa settimana, ha spiegato: “Il processo sarà molto lungo e non posso essere delegittimato davanti al Tribunale e per tanto non posso non replicare alle affermazioni fuorvianti dell’ufficio del pubblico ministero tese ad inficiare le mie deposizioni”. L’episodio alla quale fa riferimento Buzzi, è quello in cui i pm, esprimendo parere negativo sulla richiesta di patteggiamento avanzata dal suo legale, avevano affermato che Buzzi non aveva mai veramente collaborato. “Nell’udienza del 19 e in quella odierna, nel motivare il parere negativo alla mia richiesta di patteggiamento – ha spiegato Buzzi – l’ufficio del pm ha affermato che nelle miei dichiarazioni ho solo tenuto a difendere i miei amici e a lanciare strali agli altri e non ho dato nessun contributo all’indagine. Non è vero”. Lo stesso imputato, ancora in merito alla sua attendibilità, ha poi detto: “Ho avuto un sesto interrogatorio con la Procura di Catania come imputato di reato connesso. Le mie dichiarazioni, amplificate dalla stampa mi hanno portato a subire minacce. Forse le dichiarazioni da me rese non sono state aderenti ai desiderata dell’ufficio del pm. Ma un conto sono le ipotesi accusatorie un altro è l’accertamento della verità”. L’ex presidente della cooperativa 29 Giugno, ha poi affermato: “Non vedo l’ora che inizi l’istruttoria per dare una mano ad accertare la verità e combattere la corruzione. Non sto coprendo amici, non ne ho dal 2 dicembre”.
 
Il mio più grande auspicio è quello di essere giudicato con serenità
 
Ed ancora: “Il mio più grande auspico è quello di essere giudicato con serenità senza essere pregiudicato nei diritti difensivi prima ancora che inizi processo”. Così Salvatore Buzzi, collegato in videoconferenza dal carcere di Tolmezzo, nel suo intervento nel corso della quinta udienza del processo che lo vede imputato nell’ambito dell’inchiesta Mafia Capitale. Lo stesso Buzzi, in merito al fatto che i pm hanno dato parere negativo alla richiesta di un suo trasferimento nel penitenziario di Rebibbia, ha poi sottolineato: “Secondo l’ufficio del pm, nell’udienza del 5 novembre, non posso essere detenuto a Rebibbia perché ho tentato di impadronirmi della mensa del carcere. Anche questa affermazione va assolutamente contestata perché non vera e perché rappresenta in modo distorto un progetto sociale. Le cose stanno in modo completamente diverso. In primo luogo si trattava di un progetto per realizzare nel carcere femminile e non maschile di Rebibbia un centro cultura per la preparazione dei pasti per i centri di accoglienza per immigrati da me gestiti, pasti che acquistavamo da tre fornitori diversi”. Ancora, insistendo sullo stesso argomento, il “ras delle cooperative” ha detto: “Tale progetto avveniva con la collaborazione del Dap, della Regione Lazio e della direzione del carcere femminile di Rebibbia e prevedeva un grosso investimento della nostra cooperativa”.
 
Nelle prossime ore la decisione dei giudici su chi dovrà testimoniare al processo e molti sono nomi eccellenti
 
Va detto, poi, che nella giornata di giovedì saranno decise le liste dei testimoni. Sono migliaia le persone inserite dai difensori dei 46 imputati finiti a processo nell’ambito dell’inchiesta. Una lunghissima sequenza di nomi che, nelle prossime ore verrà presumibilmente ridotta dai giudici della decima sezione penale del tribunale di Roma. I magistrati, infatti, già domani si pronunceranno sull’ammissione dei testimoni, eliminando quelli chiesti dalle difese ma ritenuti superflui per il giudizio. Particolarmente corposa è la lista presentata dall’Avvocato Alessandro Diddi (difensore di Salvatore Buzzi) che allo stato conta 282 testimoni. Tra questi, se il collegio deciderà di ammetterli, saranno chiamati a comparire in aula anche Luciano Casamonica, Gianni Alemanno, l’ex prefetto Giuseppe Pecoraro, Nicola Zingaretti, Alfonso Sabella, Gianni Letta, Ignazio Marino, Raffaele Cantone e il ministro Giuliano Poletti. In generale, sulle richieste dei difensori, la procura si è espressa affermando che alcune testimonianze sarebbero irrilevanti o sovrabbondanti. Tra queste, secondo i pm ci sarebbero quelle di Raffaele Cantone, Gianni Letta, Franco Gabrielli, Alfonso Sabella, e Luciano Casamonica. Nomi, questi ultimi, che ricorrono in diverse liste approntate dai penalisti.
 
Interdittiva antimafia, chiuso il centro d’accoglienza di via Visso
 
Infine, sempre nella giornata di mercoledì è stata disposta la chiusura a conclusione del rapporto, a seguito di interdittiva antimafia, nei confronti della Cooperativa che aveva in gestione il Centro di accoglienza di via Visso. Dopo aver informato gli ospiti del Centro, e in accordo con i competenti dipartimenti, l’Amministrazione Capitolina ha provveduto ad attivare una serie di interventi finalizzati a ricollocare le famiglie che ne avessero titolo presso altre strutture del territorio. E’ stata, inoltre, sensibilizzata al massimo la Sala Operativa Sociale per tutti i casi in cui si registra necessità di sostegno, a salvaguardia delle persone con particolari fragilità, per le quali non verrà consentita l’interruzione dell’assistenza”. Così una nota del Campidoglio.
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