Londra sfida Bruxelles sulle riforme della UE per evitare la Brexit. Malumori e scetticismi verso Cameron

Londra sfida Bruxelles sulle riforme della UE per evitare la Brexit. Malumori e scetticismi verso Cameron

Il premier britannico David Cameron le ha promesse per mesi, ora ha finalmente messo nero su bianco le sue richieste di riforma dell’Unione europea per evitare che la Gran Bretagna lasci la Ue, richieste che gli altri leader europei hanno già definito “difficili”. Il capo del governo britannico ha espresso il suo ottimismo che sia possibile trovare un accordo per evitare il referendum “di una generazione” sulla Brexit, in programma nel 2017. Ha presentato a Londra le sue proposte, dopo aver inviato una lettera al presidente del Consiglio Ue Donald Tusk, con la lista delle priorità del Regno Unito per cambiare l’Europa. La missiva contiene pochi dettagli nuovi, ma chiarisce che la battaglia sarà sul suo piano di ridurre l’immigrazione limitando il sostegno sociale per i migranti in arrivo dagli altri Paesi Ue per i primi quattro anni in Gran Bretagna.

Replicando al discorso di Cameron un portavoce della Commissione Ue ha definito la proposta “altamente problematica”. La cancelliera tedesca Angela Merkel ha detto che ci sono “alcune richieste difficili, altre meno difficili”, sottolineando di essere “ragionevolmente fiduciosa” che si trovi un accordo. “Il referendum sarà la scelta di una generazione” ha detto Cameron a Londra. “È una importante decisione per il nostro Paese, forse la più grande della nostra vita”. Il premier ha detto di avere “tutta la fiducia” che un accordo ci sarà, ma ha aggiunto che non esclude di fare campagna per il no alla Ue in caso di referendum. “Se non potremo raggiungere un accordo e se le preoccupazioni britanniche non troveranno ascolto, che non credo accadrà, allora dovremo ripensare se l’Unione europea sia la cosa giusta per noi. Non escludo nulla”. Nella lettera a Tusk non c’è però alcuna minaccia di abbandonare l’Unione. Poco dopo il discorso, sono emerse indicazioni che il governo britannico è pronto a un compromesso sulla proposta di non concedere benefici previdenziali agli immigrati con meno di quattro anni di residenza.

Il ministro per l’Europa David Lidington ha ammesso “preoccupazioni” tra i partner Ue sul tema, aggiungendo che ciò che conta è il “risultato”. “La mia sensazione è che il tono si stia ammorbidendo” ha detto all’Afp John Springford, ricercatore del Centre for European Reform. “La lettera, e le parole di David Lidington, indicano che Londra cercherà un compromesso”. Le altre tre aree, meno controverse, in cui Cameron vuole cambiare le regole Ue sono un miglioramento della competitività, più “equità” tra Paesi dell’eurozona e non e questioni di sovranità, tra cui l’esenzione dall’obiettivo Ue di un’unione più stretta. Il discorso del premier britannico arriva a quasi tre anni dalla prima volta in cui promise un referendum sulla permanenza del Regno Unito nella Ue, sotto la pressione degli euroscettici nel suo stesso partito conservatore e degli anti-europeisti dell’UK Independence Party.

Dopo la conferma di Cameron alla guida del paese con il voto di maggio, la promessa di un referendum è diventata realtà. Secondo fonti di partito e osservatori potrebbe tenersi già l’anno prossimo. Tusk inizierà le consultazioni con i vari Stati sulla proposta britannica la prossima settimana, mentre a dicembre è in programma un importante vertice europeo a Bruxelles, in cui verranno passate al vaglio le proposte di Londra. Lidington minimizza le chances di un accordo già a dicembre. Il discorso di Cameron è stato accolto con freddezza dagli euroscettici a Londra. Il conservatore Jacob Rees-Mogg l’ha definito “un pastone piuttosto liquido”, mentre un altro Tory anti-Ue Bernard Jenkin, ha chiesto: “tutto qui? È la somma totale della posizione del governo sulla rinegoziazione?”. A Bruxelles fonti europee vedono un futuro tempestoso. I britannici “prima o poi dovranno scendere dell’albero” dice all’Afp una di loro.

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