Cgil, Cisl e Uil lanciano l’allarme sulla ricollocazione dei dipendenti delle Province

Cgil, Cisl e Uil lanciano l’allarme sulla ricollocazione dei dipendenti delle Province

“Rimangono ancora senza soluzione alcuni nodi sul processo di ricollocazione del personale, mentre è sempre più certo il rischio collasso per le Province che, come prevede la manovra approvata oggi in Senato, subiranno un prelievo di risorse il prossimo anno di 1,6 miliardi, dopo il miliardo elargito quest’anno”. Ad affermarlo, sono Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl, in merito ai dati sul ricollocamento dei dipendenti delle province.

Secondo i sindacati, “non si ha ancora alcuna notizia certa sulla destinazione dei dipendenti ‘ricollocati’, né tantomeno del destino degli oltre mille precari, in scadenza a fine anno, così come la mancanza nel monitoraggio di alcune regioni a statuto ordinario, e di tutte quelle a statuto speciale, nasconde seri rischi per i lavoratori coinvolti e per i servizi erogati ai cittadini”.

Inoltre, proseguono le sigle del pubblico impiego, “per quanto riguarda gli oltre 20.000 dipendenti, che rimarranno in carico alle province, c’è il rischio concreto che si trovino alle dipendenze di un ente al collasso, e senza che questo sia in grado di garantire i servizi minimi. La manovra, così come è stata approvata al Senato, lascia immutato il prelievo dalle casse delle province di 1,6 miliardi, dopo il miliardo sottratto quest’anno. Una cifra tale, da non poter dare alcuna garanzia ai lavoratori delle province e ai cittadini sul mantenimento dei servizi pubblici”.

La vicenda, aggiungono i confederali, “è ancora molto lontana dal considerarsi conclusa. Oltre alla diffusione di questi numeri, la priorità deve essere quella di salvaguardare l’occupazione tutta e lo stanziamento di risorse per i servizi. Due priorità, alla base della manifestazione ‘Pubblico sei tu, Contratto Subito’, in programma sabato 28 novembre a Roma.

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