Migranti, scherzo da prete per il Papa. Aveva chiesto a Parrocchie ed enti (più di 400) accoglienze. La risposta: ne ospitiamo 80 . C’è da gridare al miracolo. In negativo

Migranti, scherzo da prete per il Papa. Aveva chiesto a Parrocchie ed enti (più di 400) accoglienze. La risposta: ne ospitiamo 80 . C’è da gridare al miracolo. In negativo

E’ decisamente enfatico, trionfante, il comunicato diffuso dal Vicariato di Roma che annuncia che ben 80 (attenzione al numero, memorizzatelo ndr) tra Parrocchie ed Istituti religiosi sono pronti ad accogliere altrettante famiglie di profughi in stanze ed alloggi nelle loro disponibilità. E’ la risposta, incredibile, verrebbe da dire uno scherzo da prete, al Pontefice, che alcune settimane fa aveva ‘invitato’ parrocchie ed ogni istituto religioso a farsi carico di almeno una famiglia di migranti. Il Vicariato suona la grancassa per una operazione decisamente minimale. Chiunque viva a Roma ed abbia una minima conoscenza del territorio che la circonda, può valutare il peso specifico delle attività in pugno a parrocchie, perlomeno 400 istituti religiosi, cliniche private e, per rispetto, non vogliamo assolutamente aggiungere altro all’infinita lista di Enti e Congregazioni, che hanno la piena gestione su un patrimonio immobiliare infinito e che , per altro, è sfuggito da anni a diverse scale e livelli di tassazione, malgrado le ultime e spettacolari esternazioni di Bergoglio sul tema. Ma leggiamolo il comunicato diffuso dal Vicariato, proprio per completezza dell’informazione, come è nostra abitudine: “Sono più di ottanta le parrocchie e gli istituti religiosi di Roma che hanno dato la disponibilità per accogliere almeno un rifugiato (attenzione non più una famiglia ma un rifugiato ndr) dopo l’appello di Papa Francesco ad aprire le porte. Un numero importante a cui si aggiungeranno nei prossimi mesi altre iniziative di solidarietà – gemellaggi tra parrocchie, adozione di famiglie da parte di altre famiglie, iniziative di sostegno economico, locali da utilizzare per la formazione – che coinvolgeranno tutte le comunità della diocesi e che la Caritas diocesana promuoverà a partire dal 2016.

L’accoglienza parla di singole persone, non di famiglie

L’approfondimento verrà pubblicato domani (domenica 4 ottobre 2015) sul settimanale diocesano Roma Sette, allegato domenicale del quotidiano Avvenire”. Da registrare i numeri che seguono all’appello del Pontefice: “Alla prima scadenza del 30 settembre, non definitiva, 62 parrocchie, 13 istituti religiosi, 2 seminari, 2 case famiglia e 2 istituti pontifici hanno aderito alla proposta della Caritas per la ‘prima accoglienza’ – rivolta a richiedenti protezione internazionale ancora non riconosciuti che saranno inviati dalla Prefettura di Roma – o per la ‘seconda accoglienza’, per rifugiati già riconosciuti e che hanno terminato il periodo di assistenza nel circuito dell’accoglienza dello Sprar (Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati) cui aderisce la Caritas stessa – spiega il Vicariato. Ma sui numeri, a leggere bene il comunicato, c’è la sorpresa, visto che l’iniziale disponibilità di 62 parrocchie, 13 istituti religiosi, 2 seminari, 2 case famiglia e 2 istituti pontifici, va decisamente dimagrita, dato che, ripetiamo, non si tratta più di famiglie ma di singole persone, va ad aggiungersi a quello che è decisamente un giallo, la seconda parte del comunicato in cui si afferma:“Sono in corso i sopralluoghi tecnici, che termineranno a metà ottobre, finora sono 17 le parrocchie risultate idonee ad accogliere subito (12 prima accoglienza, 5 seconda); 8 parrocchie dovranno effettuare importanti lavori di ristrutturazione e adeguamento e saranno pronte tra due mesi, 14 sono risultate non idonee a ospitare in quanto incompatibili con le normative.

Non ha avuto un gran successo l’appello del Pontefice. Anzi

A questo numero vanno aggiunte 16 parrocchie che già collaborano stabilmente con la Caritas diocesana nell’accoglienza dei senza dimora e alle quali è stato chiesto di lasciare gli spazi disponibili per il prossimo ‘Piano Freddo’ (novembre 2015-marzo 2016) e che, al termine di questi, potranno dedicarsi a ospitare famiglie. Altre 8 parrocchie, inoltre, mettono a disposizione spazi per promuovere le scuole di italiano e mense diurne”. Alla fine della giostra e fatti i conti, non ci sembra che la mobilitazione chiesta dal Pontefice abbia avuto un gran successo, probabilmente, fatti i salvi i miracoli e su questo la chiesa ha la specializzazione, gli unici che possono fare la differenza sono i romani e il loro mondo dell’associazionismo, che, probabilmente, hanno già fatto di più di quanto ha realizzato, almeno in questa prima fase, l’appello del Pontefice argentino. Per il ‘povero’ Francesco un vero e proprio scherzo da prete.

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