Marino restituisce la carta di credito del Comune di Roma insieme ai soldi spesi per rappresentanza, ma resterà in Campidoglio fino a primavera 2016?

Marino restituisce la carta di credito del Comune di Roma insieme ai soldi spesi per rappresentanza, ma resterà in Campidoglio fino a primavera 2016?

Al termine di una giornata convulsa, praticamente sotto assedio di opposizioni e media, il sindaco di Roma Ignazio Marino prende carta e penna e fa sapere la sua intenzione di proseguire il suo mandato, aggiungendo che rinuncerà alla carta di credito del Campidoglio e che restituirà i soldi di tutte le spese contestate da Destre e 5 Stelle. “Di che cosa si preoccupano oggi i romani? Dei rifiuti, dei trasporti pubblici o degli scontrini delle mie cene di lavoro? Ciascuno si dia la sua risposta e sono convinto che la stragrande maggioranza dei cittadini sia interessata ai problemi di Roma. Di questo mi sono occupato anche oggi – ha detto Marino – Ma non è mia abitudine eludere i problemi e sono stufo di tutte queste polemiche. In questi due anni ho speso con la carta di credito messa a mia disposizione dal Comune meno di 20.000 euro per rappresentanza, e li ho spesi nell’interesse della città. È di questo che mi si accusa? Bene, ho deciso di regalarli tutti di tasca mia a Roma e di non avere più una carta di credito del Comune a mio nome. Ho già dato mandato alla Ragioneria di calcolare questa stessa notte al centesimo le spese di rappresentanza pagate con la carta di credito e domattina staccherò l’assegno per l’intera cifra, ivi compresi quei 3.540 euro investiti nella cena con il mecenate Usmanov, arrivata alla fine di una serie di incontri che hanno portato nelle casse del Campidoglio due milioni di euro. È grazie a quelle risorse che stiamo restaurando, tra l’altro, la fontana del Quirinale. La mia decisione mette un punto, e adesso basta polemiche. Dato che alcuni hanno deciso di investire la Procura di questa vicenda, saranno i magistrati a ristabilire la verità”.

Marino: “un gesto per i romani non per chi mi attacca”

“Ma una cosa è chiara. – ha aggiunto il sindaco – Sono stato io a mettere online tutti gli atti di cui si parla in queste ore. Dopo gli anni opachi e neri è la mia amministrazione ad aver portato trasparenza. Faccio questo gesto per i romani, non per chi mi attacca. Ma ora voglio che Roma guardi avanti, guardi all’impegno per il Giubileo, ai cambiamenti necessari perché i cittadini vivano meglio in una città più moderna e accogliente. Guardo all’obiettivo giubilare, all’anno che si apre in anticipo l’8 dicembre e che si chiuderà a fine novembre del 2016. È una sfida che Roma, con lo sforzo di tutti i cittadini e con il concorso del governo, saprà vincere. Da due anni c’è il tentativo di sovvertire la scelta democratica dei cittadini. Io continuerò sulla strada del cambiamento e gli stessi cittadini giudicheranno”.

La Procura apre un fascicolo sul plafond mensile del sindaco

Va detto, infine, che dopo la scelta del sindaco, la distanza tra lui e la maggioranza che lo sostiene è sempre più ampia e non è assolutamente scontato, anche alla luce dell’atto compiuto mercoledì, che Marino resterà sullo scranno più alto del Campidoglio, fino alla primavera del 2016, così come vorrebbero molti esponenti del Pd e l’inquilino di Palazzo Chigi. Intanto, sempre nella giornata di mercoledì, la Procura di Roma ha deciso di acquisire in Campidoglio la documentazione sull’aumento del plafond mensile della carta di credito utilizzata dal sindaco Ignazio Marino. Dopo aver aperto un fascicolo senza indagati né ipotesi di reato in seguito all’esposto presentato da Movimento 5 Stelle e Fratelli D’Italia sulle presunte spese “non istituzionali” del primo cittadino della capitale, gli inquirenti ascolteranno i titolari degli esercizi nei quali -sempre secondo gli esposti – Marino avrebbe speso, secondo le accuse contenute negli esposti, ingiustificatamente denaro pubblico. Nell’esposto presentato da Fratelli d’Italia, si fa riferimento a cene “probabilmente non istituzionali”, a spese di tintoria e altri pagamenti effettuati con la carta di credito il cui massimale sarebbe poi stato aumentato da 10 a 50 mila euro.

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