Marino: “Chi mi ha accoltellato ha 26 nomi ed un solo mandante”. Tronca nuovo Commissario di Roma Capitale, in squadra anche Cantone?

Marino: “Chi mi ha accoltellato ha 26 nomi ed un solo mandante”. Tronca nuovo Commissario di Roma Capitale, in squadra anche Cantone?

Un Marino battagliero ed orgoglioso quello che ha affrontato in Campidoglio decine di giornalisti in una affollatissima sala del Palazzo Senatorio. Insieme alla stampa molti cittadini che non hanno fatto mancare l’affetto politico nei confronti dell’ormai ex sindaco ed in serata molti di loro (nella foto) hanno protestato in Piazza del Campidoglio, mentre le destre becere esultavano per la fine dell’esperienza amministrativa del centrosinistra. Tema cardine della conferenza stampa di Marino è stato la violazione della democrazia che in queste ore si è consumata intorno e dentro il Colle Capitolino. Il sindaco, nelle sue comunicazioni, è stato chiarissimo: “Per me è molto rilevante poter fare queste comunicazioni e alcune riflessioni. La crisi politica che si è aperta al Comune auspicavo si potesse chiudere nell’aula per spiegare con dibattito chiaro e trasparente cosa stesse accadendo. Invece si è preferito andare dal notaio, segno di politica che discute e decide fuori da sedi democratiche”.

Il sindaco ai consiglieri: “Hanno preferito sottomettersi e dimettersi”

Gravi le responsabilità imputate dal sindaco ai consiglieri del Pd: “Hanno preferito sottomettersi e dimettersi invece di avere un confronto democratico. Ostinatamente ho chiesto di poter intervenire in Assemblea capitolina, casa della Capitale d’Italia, degli eletti dal popolo e di romane e romani. Mi è stato negato, e chiedo ancora perché? Avrei chiesto all’aula di spiegare le ragioni della crisi politica. Io non le ho capite. Ho fatto degli sbagli? Certo. In chirurgia si dice che l’unico chirurgo che non sbaglia è quello che non entra in sala operatoria. Ci sono pochi chirurghi così, ma molti politici. In Assemblea capitolina avrei preso atto delle conclusioni del dibattito. Dopo un dibattito aperto, avrei accettato una eventuale sfiducia e avrei stretto la mano a tutti consiglieri oppure avrei chiesto di continuare a servire le istituzioni e non di servirsi delle istituzioni.

In Aula avrei parlato anche agli eletti del Pd, il partito che più mi ha deluso

Avrei chiesto di fare quello che crediamo giusto e non quello che sembra convenire di più. Si sta consumando qualcosa di importante che riguarda la democrazia, il bene supremo. In aula avrei risposto punto per punto, avrei parlato anche agli eletti Pd, il partito che più mi ha deluso”. Poi Il sindaco ha dato una vera e propria randellata a come si è consumata la sua defenestrazione, imputandola direttamente al Pd, partito che ha contribuito a fondare: “Dal notaio si va per vendere o comprare qualcosa, chi si definisce democratico come il Pd non può considerare politica qualcosa che si vende e si compra. Il Pd, il partito in cui ho creduto e che oggi più mi ha deluso per i comportamenti dei suoi dirigenti perchè ha rinnegato il suo stesso nome e il suo dna”.

Chi mi ha accoltellato ha 26 nomi ed un solo mandante

Poi la parte più importante del suo intervento coinvolge direttamente il presidente del Consiglio, Matteo Renzi. Ad una precisa domanda sullo stato dei rapporti con il premier, Marino ha seccamente risposto: “Io non ho avuto rapporti turbolenti con il presidente del Consiglio, nell’ultimo anno non ho avuto nessun rapporto”. Per poi essere ancor più duro e chiamare in causa il premier come responsabile unico della fine della sua esperienza amministrativa: “Chi mi ha accoltellato ha 26 nomi e cognomi e mi pare un unico mandante”. Sul futuro Marino, vista naturalmente la concitazione del momento, ha preferito glissare, ma anche in questo caso non ha mancato di sferrare una stoccata violentissima al Pd, questo significa che ormai, a meno di miracoli, il rapporto con quel partito si è ormai interrotto e bruciato: “Sarei davvero così leggero nel dare risposta adesso a questa domanda. Per me che ho vissuto tanti anni negli Usa, l’idea di un vero partito democratico che rappresenti idee progressiste è fondamentale. Certo quando un familiare ti accoltella tu rifletti e dici è stato gesto inconsulto o premeditato?”.

Punto per punto i risultati portati a casa dalla sua amministrazione

Nel corso della conferenza stampa, Marino ha anche voluto ricordare alcune delle cose fatte dalla sua Amministrazione: “Abbiamo chiuso Malagrotta in 90 giorni, forse qualcuno vuole riaprirla. La differenziata è arrivata in città a livelli più alti di diverse capitali europee. Abbiamo avviato la realizzazione di ecodistretti che permetteranno di trasformare i rifiuti in un’opportunità economica e permetteranno di abbassare le tasse. Abbiamo riconquistato lo spazio pubblico come bene comune, come i camion bar. Chi prima di noi ha avuto il coraggio di spostarli da dove erano?”. Poi sulla stabilità economica di Roma Capitale: “Ora i conti sono in ordine. Oggi Roma è tornata a essere virtuosa. Abbiamo chiuso il capitolo Parentopoli, abbiamo sbarrato le porte al malaffare”. Infine l’accusa a chi lo ha defenestrato: “Voglio sapere quali sono gli errori che mi si rimproverano, le scelte amministrative che insieme alla maggioranza sono state scritte sul programma del 2013, che la maggioranza ha condiviso, sostenuto e ora vuole rinnegare. Quali scelte non vanno più bene?”. In piazza del Campidoglio l’attesa è stata scandita dalla presenza di militanti appartenenti a più fronti politici, da un lato i sostenitori di Marino, che non hanno mancato di mostrare il loro sostegno nei confronti dell’ormai ex sindaco, e dall’altro aderenti alla Lista Marchini, alle destre ed all’ultra destra di Casapound e Fratelli d’Italia, unita ai militanti di ‘Noi con Salvini’. Questura e Prefettura hanno rinforzato i presidi per garantire la sicurezza in tutta l’area del Campidoglio. Decine gli agenti ed i carabinieri dispiegati attorno al Palazzo Senatorio.

Il commissario Orfini imbarazzato ed offensivo cerca di difendere l’indifendibile

Poi, quasi a voler replicare al j’accuse del sindaco nei confronti del Pd, da registrare l’intervento a metà strada tra l’imbarazzato e l’offensivo del presidente e commissario romano del Pd, Matteo Orfini, ospite nella serata di venerdì alla trasmissione de La7, 8 e 1/2

“Da Marino – sentenzia Orfini – sono arrivate un’infinita serie di bugie a cominciare dal fatto che il Pd non abbia voluto un confronto in aula. I consiglieri si sono dimessi nonostante il sindaco rimanesse asserragliato su quella poltrona”. Poi quella che sembra una pia illusione: “Credo torneremo a governare questa città. Noi siamo già al lavoro per il dopo Marino. Il Pd ed il sindaco devono ammettere che questa vicenda è andata male. Agli elettori diciamo: ora aiutateci per il dopo”.

Già nominato il commissario straordinario di Roma Capitale. E’ il Prefetto di Milano Francesco Paolo Tronca. In squadra anche Cantone e Fuortes?

Il prefetto di Roma Franco Gabrielli ha firmato la nomina di Francesco Paolo Tronca, prefetto di Milano, a commissario del Comune di Roma. A confermarlo lo stesso prefetto capitolino: “Ho già firmato il decreto di nomina. Il prefetto Paolo Tronca terminerà il suo lavoro all’Expo e inizierà a lavorare per Roma”. E secondo alcune anticipazioni fatte nel corso delle trasmissione di Enrico Mentana su La7, tra i papabili per poltrone di rilievo tra i commissari che affiancheranno Tronca, ci dovrebbe essere anche il presidente dell’anticorruzione, Raffaele Cantone, che potrebbe avere le deleghe sugli appalti legati al Giubileo. Altro nome fatto da Mentana è quello di Carlo Fuortes, manager ed economista della cultura ed attuale sovrintendente del Teatro dell’Opera di Roma. Anticipazioni che solo nelle prossime ore avranno la legittimazione con il Decreto di nomina.

Cento (Sel): “Furto di democrazia. Mai accaduto nella storia di Roma che a un sindaco fosse impedito di andare in Consiglio Comunale”

“Un furto di democrazia, perché non era mai accaduto nella storia di Roma, che a un sindaco fosse impedito di andare nell’aula del consiglio comunale, dove ci sono i rappresentanti eletti dai cittadini romani, a spiegare le sue ragioni e ad ascoltare le critiche alla sua amministrazione di questi due anni e mezzo. A Roma vi è una forzatura in atto da parte del gruppo dirigente del Pd: normalizzare questa esperienza amministrativa, ci avevano provato già a luglio scorso, quando la sinistra e Sel sono uscite dalla giunta Marino, proprio perché criticavamo alcune mancanze e lacune nel governo della Capitale e nei suoi servizi offerti ai romani”. Lo afferma il segretario romano di Sinistra Ecologia Libertà, Paolo Cento dai microfoni di Skytg24, a conclusione della segreteria nazionale di Sel convocata sulle vicende romane di queste ultime ore.

“Oggi – prosegue il segretario romano di Sel – vedendo le firme di chi porta allo scioglimento del consiglio comunale è chiaro il progetto: il Partito Democratico, la Lista Marchini, alcuni pezzi del centrodestra sono insieme per far cadere questa amministrazione. Mi auguro che non stiano insieme anche domani, nella campagna elettorale perché i dirigenti del Pd dovranno spiegare ai propri militanti, agli elettori questa operazione di trasformismo. Mi auguro che non sia così, comunque Sel è già al lavoro per mettere in campo una proposta ampia, democratica, innovativa, di sinistra per governare e cambiare Roma. E già – conclude Cento – il 13, 14, 15 novembre diamo già appuntamento a tutti sul territorio, nei Municipi, nelle periferie per un vero e proprio ‘Roma day'”

L’irrisione politica di Onorato (Lista Marchini) al Pd: “Le nostre firme sono state determinanti”

“È finita che il Pd dopo due anni e mezzo ha riconosciuto quello che dicevamo da tempo, cioè che Marino non era in grado di governare questa città”. L’ha detto uscendo dal Campidoglio l’ex consigliere della Lista Marchini Alessandro Onorato, mostrando il foglio recante le firme dei dimissionari. “Sono stato il 25esimo – ha detto – le nostre firme sono state determinanti”.

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