Campidoglio. Il Pd ha paura di discutere in Consiglio le dimissioni di Marino. La protesta al Nazareno: “Renzi ripensaci”

Campidoglio. Il Pd ha paura di discutere in Consiglio le dimissioni di Marino. La protesta al Nazareno: “Renzi ripensaci”

La democrazia per il Pd romano è un optional. Dice la presidente del Consiglio comunale, Valeria Baglio,  dopo aver ricevuto le dimissioni da parte del sindaco Marino che non c’è bisogno di riunire l’Assemblea. Aggiunge che le dimissioni sono state protocollate. “Ora – aggiunge – diventano efficaci trascorso il termine di venti  giorni. Marino è amareggiato ma c’è anche la serenità e la responsabilità di una decisione presa per il bene della città”. Ma quanta ipocrisia in questo “bene della città”, parole che vanno da Renzi a Orfini fino al cardinale Vallini, che non passa ora senza rilasciare una dichiarazione da cui trasuda la sua gioia per la decisione presa dal Pd. La realtà è che il Pd ha avuto paura a portare la sua richiesta di dimissioni al dibattito della Assemblea Capitolina. È vero che il sindaco ha dato formalmente le dimissioni, ma era diritto dei cittadini venire a conoscenza, non dalle cronache dei giornali, di quanto è accaduto in Campidoglio. Sentire per esempio dalla viva voce dei consiglieri Dem perché hanno obbedito al diktat del segretario  del partito e del presidente e commissario.

Rodotà: si è assistito ad un vero e proprio linciaggio del Sindaco

Perché, come dice Stefano Rodotà, si è assistito ad un vero e proprio linciaggio nei confronti del sindaco senza che dal gruppo consiliare si levasse una voce libera. Se è vero che il capogruppo  Panecaldo aveva già pronte, firmate in bianco, le  richieste di sfiducia, si tratta di un episodio di eccezionale gravità. Sarebbe stato utile anche ascoltare gli assessori, quelli dimissionari, nominati da Renzi Matteo e quelli che con il sindaco operano da più lungo tempo. Le dichiarazioni che hanno rilasciato suonano tutte in positivo, parlano di un buon lavoro fatto in questi mesi con Marino. Il commissario Orfini in una lettera al curaro scrive dei “tanti errori” commessi dal sindaco Marino. Quali? Se è vero che la sfiducia era già pronta, i consiglieri comunali potevano avere il coraggio di affrontare un dibattito pubblico, davanti alla città, dare una spiegazione a chi li ha eletti.

Le  divisioni nel gruppo Pd e le sciocchezze di  Renzi sulle primarie vinte dal sindaco

Raccontare anche delle loro divisioni interne, di un gruppo che con i cittadini non ha certo avuto grandi  e tanti rapporti. Tante invece le divisioni. L’ordine di Renzi Matteo, controfirmato dall’Orfini Matteo, era chiaro “O se ne va o lo cacciamo”. Non solo, in preda all’ira e anche alla paura perché la salute del suo Pd nelle grandi città dove si andrà al voto non è delle migliori, non sapendo più a che santo votarsi (monsignor Vallini non basta, si dice anche che nelle stanze di Francesco le parole faziose del “suo” vicario della diocesi di Roma, non siano state particolarmente apprezzate) si abbandona a sciocchezze tipo “già quando abbiamo fatto le primarie, Marino divise il partito”, come dire che è in piantagrane un po’ birichino. Visto che nelle primarie, ricordiamo che a Roma concorrevano con Marino anche altri candidati del Pd, renziani similrenziani, di Sel e di Lista Civica, si deve scegliere il candidato sindaco, è chiaro che il Pd si divide. Nelle primarie c’è il vincitore e i vinti. Marino su circa 100 mila votati ne prese più della metà. Si dà il caso che il numero dei firmatari della petizione che invita il sindaco a non dimettersi si avvicini, 48 mila, al voto ottenuto alle  primarie. Intanto è partita una nuova petizione online, sempre su Change.org.

Manifestazione davanti al Nazareno: “Una persona onesta non può sparire così”

I sostenitori del sindaco su Change.org : “Renzi, ripensaci e ridacci il nostro sindaco, Ignazio Marino”,  un appello rivolto direttamente al segretario Dem e o premier.  È stata promossa nel corso della manifestazione a sostegno del sindaco che si è svolta al Nazareno, la sede del Pd a Sant’Andrea delle Fratte. Un seguito di quella che si era solta domenica mattina quando la piazza del Campidoglio si era riempita di sostenitori di Marino.  “Renzi ripensaci”, “Basta con questa montatura”, il canto di “Bella ciao”, altri slogan, un passa parola “Se presenterà la sua lista civica lo rivoteremo, una persona onesta non può sparire così. Il Pd non lo voteremo più”. Si chiede di essere ricevuti da qualcuno del partito. Niente da fare. Già, una lista civica, ma forse il problema non è questo, è quello di pensare a mettere insieme per le prossime elezioni una forza di sinistra, insieme ad associazioni, movimenti, del mondo del lavoro, della cultura, dello spettacolo che prosegua, con Marino, quel processo di rinnovamento, di cambiamento, portato  nel Campidoglio, di cui ha parlato Fabrizio Barca e che rischia ora di essere interrotto.

Mafia Capitale. Il Comune parte civile. Il martedì 20 Marino con la fascia di sindaco

Mentre si svolgeva la manifestazione, il sindaco ha firmato l’atto di costituzione di parte civile di Roma Capitale nel procedimento penale nei confronti di cinque imputati del procedimento Mafia Capitale. Tra questi, l’ex direttore generale di Ama Giovanni Fiscon. Il processo inizierà il prossimo 20 ottobre e Marino ha espresso la sua ferma intenzione di partecipare alla prima udienza con la fascia tricolore. Il 5 novembre invece partirà il maxiprocesso di Mafia Capitale con più di 50 imputati per cui il Campidoglio si è costituito parte offesa e non civile per la mancanza di tempi tecnici dopo la richiesta di rito immediato. Poi ha firmato tre ordinanze in vista del Giubileo in materia di traffico, mobilità e inquinamento atmosferico e acustico, per una spesa complessiva di circa 10 milioni di euro.

Funzionano  totalizzatori per  commissario e candidati sindaco. Elezioni? Meglio nel 2017

Nei prossimi giorni si proseguirà anche con le Commissioni nel lavoro di ordinaria amministrazione. Nel frattempo funzionano due totalizzatori, come negli ippodromi alle corse dei cavalli. Uno riguarda il commissario che dovrà essere nominato dal prefetto Gabrielli, cui è molto interessato il ministro dell’Interno, Alfano, per conto di Renzi che pretende un “uomo suo”. Il  secondo riguarda le candidature. Siamo in alto mare, si scatenano gli appetiti. Si intrecciano possibili alleanze, alcune oscene.  Scompare la parola “centrosinistra”, per pudore e prendono corpo nomi di possibili candidati sindaci che possono andar bene al centro senza più sinistra e alla destra con il centro. I grillini annunciano il nome del candidato a gennaio. Saremo i primi dicono e saremo i primi anche nella elezione del sindaco. Una minaccia da non sottovalutare. Ammesso che si voti a metà maggio o giugno. Perché ai renziadi andrebbe bene un commissario di famiglia che porti fino al 2017. Democrazia a gogò.

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