Argentina. Elezioni presidenziali: a sorpresa, il centrosinistra esce sconfitto, e va al ballottaggio con la destra neoliberista

Argentina. Elezioni presidenziali: a sorpresa, il centrosinistra esce sconfitto, e va al ballottaggio con la destra neoliberista

Con l’86% dei voti scrutinati, in Argentina il candidato dell’opposizione conservatrice alle presidenziali è riuscito nell’impresa di costringere il centrosinistra al ballottaggio. In modo del tutto imprevisto, le elezioni presidenziali argentine si sono rivelate un lungo braccio di ferro tra Daniel Scioli (nella foto), candidato sostenuto dal centrosinistra al governo della presidente uscente Cristina Fernandez, il cui partito ha ottenuto il 35,9% dei consensi, e Mauricio Macri, candidato dell’opposizione di destra, forte di un 35,2%. Lo stesso Macri non credeva di aver raggiunto un risultato così imprevisto ed ha commentato a caldo: “quanto accaduto oggi cambierà la politica in questo paese”. Macri è il sindaco di Buenos Aires, ed è sostenitore di una politica iperliberista, con un programma di vero e proprio ritorno al passato. Il ballottaggio tra i due candidati alle presidenziali avrà luogo il prossimo 22 novembre. Per evitare il ballottaggio, era necessario che uno dei candidati raggiungesse la soglia del 45% dei suffragi al primo turno, con un distacco col secondo classificato di almeno 10 punti. Come si è visto, così non è stato, nonostante i sondaggi dell’ultim’ora e la convinzione del centrosinistra di una vittoria straripante.

La sconfitta è stata accolta con un silenzio devastante nella sede centrale del candidato Scioli. Fino a pochi minuti prima, però, erano tutti convinti, a sinistra, che l’Argentina riuscisse a confermare la tendenza elettorale di una fiducia maggioritaria alle politiche già messe in atto negli anni scorsi. Il primo commento di Scioli: “non sono sorpreso dal fatto che la distanza si sia ridotta, ma mai avrei immaginato un risultato così alto per Macri”. Poi Scioli è passato a contestare i risultati dei sondaggi, che davano una vittoria schiacciante, vicina al 50%, del centrosinistra e di Scioli, ex governatore della provincia di Buenos Aires: “i sondaggi erano totalmente sbagliati. Il risultato è giunto del tutto inatteso”. Ora, naturalmente, con l’incognita del ballottaggio, la vittoria dl centrosinistra argentina è messa in discussione. Lo stesso Scioli, nonostante l’amarezza per la sconfitta, ha richiamato i suoi sostenitori a non abbassare la guardia: “Uniti e insieme trionferemo”, ha detto in un comizio improvvisato, “ci rivolgeremo agli elettori indecisi e indipendenti ad unirsi alla nostra causa”.

Scioli, ex campione nautico, deve gran parte del suo sostegno all’elettorato povero, della classe media impoverita, che ha dato credito alla signora Fernandez, presidente uscente, e a Nestor Kirchner, suo marito, che avevano inaugurato una politica di espansione del sistema del welfare, risollevando l’Argentina dalla crisi devastante del 2001. Fernandez, al suo secondo mandato presidenziale, ha dovuto obbligatoriamente cedere il passo ad un altro candidato, a Scioli, appunto, che da governatore della provincia di Buenos Aires aveva creduto nelle riforme del welfare e le aveva sostenute concretamente. Per questo, la sorpresa negativa della sconfitta è stata devastante.

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