Inside out, l’incredibile viaggio fuori e dentro di noi. Il film della Pixar sbanca il botteghino

Inside out, l’incredibile viaggio fuori e dentro di noi. Il film della Pixar sbanca il botteghino

Inside out, il nuovo film della Pixar, diretto da Pete Docter, già noto per Monster & Co, Wall-e e Up, è il più visto nei cinema italiani: già nel primo week end ha sbancato i botteghini con più di 6 milioni di euro. Racconta la storia della piccola Riley dal punto di vista delle sue emozioni: Gioia, Tristezza, Paura, Disgusto e Rabbia, personaggi veri e propri che dal quartier generale controllano la sua vita, reagiscono agli stimoli del mondo esterno (ognuno a modo proprio) e si occupano di custodire i suoi ricordi.

A cercare di mantenere tutto in equilibrio è Gioia che per natura tende a placare i suoi compagni d’avventura nei momenti di rabbia o paura, in quelli spiacevoli e tristi, inviando quasi sempre alla bimba stimoli di felicità. È così che Riley cresce socievole e allegra e si affaccia alla preadolescenza nel migliore dei modi. Purtroppo però proprio in quel momento delicato della sua vita è costretta a trasferirsi con i genitori in una città diversa, lontana mille miglia dal suo amato Minnesota, dove lascia le sue amicizie, i suoi hobby, i suoi ricordi. Ed è proprio lì che “dentro di sé” accade qualcosa.

Nel tentativo di ridurre i momenti di sconforto, Gioia e Tristezza commettono un errore fatale e finiscono all’altro capo del mondo interiore di Riley, molto lontano dal quartier generale, lasciando le altre emozioni sole, in balia della loro natura. Sarà un viaggio faticoso, difficile ma senza dubbio emozionante quello che dovranno compiere loro due per trovare un equilibrio e tornare a casa, come quello che dovrà compiere Riley priva di due emozioni fondamentali che, scopriremo presto, non solo non si contrappongono, ma hanno estremamente bisogno l’una dell’altra.

Quando tutto tornerà al suo posto, infatti, la battaglia per non farsi travolgere dalla tristezza si rivelerà essere perdente e insensata: Gioia capirà che bisogna accettare i momenti tristi, accoglierli, superarli e andare avanti per raggiungere un po’ di felicità. Tristezza capirà di non essere inutile come pensava. Riley ne uscirà più grande, più forte, più felice. Tutti i protagonisti di questo incredibile film alla fine dell’avventura crescono acquisendo consapevolezza: di quello che sono, di quello che rappresentano e di quello che, in equilibrio tra loro, possono fare. E la cosa straordinaria è che in questa storia possiamo identificarci tutti, dal piccolo al grande, dall’ansioso cronico all’eterno positivo. “Questo film parla proprio di me”, è quello che pensiamo appena usciti dalla sala. Empatia, immedesimazione: ci sentiamo capiti. Anzi. Per una volta sentiamo di esserci capiti un po’ meglio.

Ecco perché Inside out piace così tanto anche agli adulti. Perché questo dentro fuori di Riley ci insegna a riconoscere le nostre emozioni, da dove vengono e perché a volte prendono il sopravvento tra di loro e su di noi. In un mondo come il nostro, in cui troppo spesso ci sentiamo come pedine in un girotondo di eventi che condizionano la nostra vita e ci fanno sentire persi, abbiamo sempre più bisogno di qualcosa che ci orienti, o meglio, di capire come orientarci dentro noi stessi. Inside out, incredibilmente, intercetta questo bisogno e ci guida nel nostro complicato modo di essere.

E se da domani ci capiterà di sentirci a terra o arrabbiati senza un apparente motivo, sapremo che lì dentro di noi, chissà dove, probabilmente Gioia e Tristezza avranno di nuovo combinato qualche guaio. Ma potremo stare tranquilli, perché sicuramente avranno già intrapreso la strada verso casa.

Share

Leave a Reply