Gerusalemme. La contesa della Moschea di Al-Aqsa crea nuove tensioni tra ebrei e palestinesi

Gerusalemme. La contesa della Moschea di Al-Aqsa crea nuove tensioni tra ebrei e palestinesi

Scontri tra palestinesi e poliziotti israeliani si sono verificati nella Città Vecchia di Gerusalemme, nel quartiere della Moschea di Al-Aqsa, prima dell’inizio del capodanno ebraico. Le tensioni si sono infuocate dopo che due gruppi di civili mussulmani a guardia della Moschea sono stati allontanati la scorsa settimana per ordine del ministro della difesa Moshe Yaalon. Testimoni palestinesi hanno riferito che la polizia era entrata nella Moschea, il terzo luogo più sacro all’Islam, sparando pallottole di acciaio rivestite di gomma e lanciando lacrimogeni e ferendo diversi fedeli. “Ci rincorrevano con i lacrimogeni. È stato così fin dalla mattina presto”, ha testimoniato all’agenzia France Presse, uno dei fedeli.

Il portavoce della polizia israeliana, Micky Rosenfeld, ha sostenuto che le unità di polizia sono entrate nella costruzione alle 6.45 di mattina, dopo essere state avvertite che alcuni palestinesi stavano progettando un attacco contro fedeli ebrei che si recavano verso il Monte del Tempio. “La polizia è entrata nell’edificio, mentre manifestanti mascherati lanciavano pietre e bottiglie incendiarie. Il lancio proveniva dall’interno della Moschea. Abbiamo circondato il cancello principale e abbiamo chiuso le porte della Moschea”. Rosenfeld ha detto che c’erano circa 650 fedeli ebrei sul luogo, ed ha aggiunto che “la polizia ha alzato il livello di sicurezza per le prossime 48 ore proprio in concomitanza del capodanno ebraico, quando migliaia di visitatori e turisti sono attesi nella Città Vecchia e presso il Muro Occidentale”.

La settimana scorsa il ministro israeliano della difesa aveva detto che le guardie mussulmane, chiamate Mourabitoun, difensori dell’Islam, che stazionano presso la Moschea di Al-Aqsa sono fuorilegge. In realtà, si tratta di civili volontari che cercano di proteggere il terzo luogo santo dell’Islam dal rischio di atti violenti degli estremisti ebrei. Il governo di Israele ritiene però che le guardie mussulmane stiano provocando violenti scontri contro le forze di sicurezza israeliane e i fedeli ebrei che entrano nell’edificio. Lo sceicco Omar Kiswani, direttore della Moschea, ha detto: “rifiutiamo la decisione di vietare ai mussulmani di entrare nella Moschea. L’unico organismo che ha l’autorità su questo luogo è il Waqf, che è sotto il patronato della Giordania. Chiameremo tutti i mussulmani ad essere presenti ad Al-Aqsa. È la dimora di tutti mussulmani e la loro presenza in questo luogo ne intensifica la relazione”. A sua volta, il rabbino capo del Muro Occidentale, Shmuel Rabinovitch, ha ribadito che non accetterà che i mussulmani vietino il transito degli ebrei verso la Moschea. Tuttavia ha consigliato ai fedeli ebrei di non visitare il luogo. E ha concluso: “Gli ebrei dicono di non avere il monopolio su Dio – è per questo che il Muro Occidentale è aperto a tutti. Un luogo sacro non deve essere chiuso a nessuno, al di là della religione, o di qualunque sia la sua visione della vita”.

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