Renzi, da Forte dei Marmi, twitta di gioia ma l’occupazione non cresce. La vicinanza di Santanchè e Briatore: un nuovo patto del Nazareno?

Renzi, da Forte dei Marmi, twitta di gioia ma l’occupazione non cresce. La vicinanza di Santanchè e Briatore: un nuovo patto del Nazareno?

Gridolini di gioia da parte  di Renzi Matteo che dalla lussuosa suite del Grand Hotel Imperiale di Forte dei Marmi (nella foto) twitta: “I dati diffusi dall’Inps dicono che siamo sulla strada giusta contro il precariato e che il Jobs Act è un’occasione da non perdere, soprattutto per la nostra generazione”. E subito i giornalisti di regime, ai quali se ne aggiunge uno che scrive su Metro ed utilizza un blog di Huffington Post,  pronti ad osannare il premier e a gettare la croce addosso, in particolare, alla minoranza del Pd. Quello di Metro a mo’ di scherno  parla di “minoranza nella minoranza”. Ma che c‘entra con i dati diffusi dall’Inps la battaglia intrapresa dalla minoranza per cambiare l’orribile legge sul Senato? Qualcuno, è vero, in nome della poltrona, forse, ha dato forfait e rivolge strazianti appelli all’unità del partito, per la quale si dispera il ministro dell’Agricoltura Martina.

 I dati diffusi dall’Inps non riguardano nuovi posti di lavoro, ma solo  rapporti contrattuali

Non c’entra niente, perché i dati Inps indicano solo una cosa: “952.359 nuove assunzioni a tempo indeterminato nei primi sei mesi del 2015. Pertanto, la quota di assunzioni con rapporti stabili sul totale dei rapporti di lavoro attivati/variati è passata dal 33,6% dei primi sei mesi del 2014 al 40,8% dei primi sei mesi del 2015″. Sono, lo dice l’Inps, rapporti di lavoro non nuovi posti di lavoro. Grazie  alla decontribuzione della legge di stabilità e poi al Jobs Act gli imprenditori fanno un vero affare a trasformare  contratti precari nelle diverse forme usate in contratti, si badi bene non a tempo indeterminato ma a tutela crescente. Come la Cgil ha più volte rilevato, smentendo le gioiose ciarle del ministero del Lavoro utilizzate dal premier per la sua personale propaganda, per 36 mesi i contributi sono pagati dallo Stato, dopo, il lavoratore può essere licenziato in qualsiasi momento con un modico risarcimento.

Mediobanca: la crisi non è finita. Il 70% del prodotto da grandi imprese è estero su estero

Non solo il trucco c’è e si vede.  Che si tratti di un trucco lo si evince anche dai dati resi noti dall’Ufficio studi di Mediobanca  da cui viene la conferma che la  crisi non è ancora finita per le grande imprese italiane e solo nella manifattura si rivedono segnali di ripresa. Un dato su tutti allarma: il 70% di quanto prodotto dalle grandi imprese italiane è “estero su estero” – senza quindi coinvolgere impianti e manodopera nel Paese. E le previsioni per il 2015 non si discostano da questo giudizio, una secca smentita dei gridolini di gioia del premier. Nei giorni scorsi era stato lo stesso presidente dell’Istat, Giorgio Alleva, a spiegare il perché della “confusione che rischiano di creare le diverse rilevazioni”. In aggiunta all’Istat, la fonte ufficiale, si sono aggiunte la nota flash sulla dinamica dei contratti di lavoro con la firma del ministero del Lavoro e l’Osservatorio sul precariato dell’Inps,diverse rilevazioni insomma. “Capita – spiega Alleva – che le cifre non coincidano perché  l’Istat fa riferimento a ‘un’indagine campionaria’, che si basa sulle persone, mentre il ministero poggia sulle comunicazioni obbligatorie, ‘dati di tipo amministrativo’, che riflettono l’andamento dei rapporti di lavoro”.

Uil. Perfetta coincidenza tra  bassa crescita della economia e  non crescita del lavoro

Immediata la presa di posizione della Uil che rileva l’assenza da parte dell’Inps della analisi sulla quota dei contratti fissi sul totale delle assunzioni. “Non è difficile evidenziare come a giugno questa quota, con il 34,5%, continui a calare (-5% su maggio e -10% su aprile) tornando ai livelli di alcuni mesi del 2014. Sembra così esserci più coerenza con i dati, non positivi, dell’Istat sull’occupazione a giugno – afferma  il segretario confederale della Uil, Guglielmo Loy. In sostanza – conclude – il dato dell’Inps conferma che la fiammata di marzo e aprile sulle assunzioni a tempo indeterminato, frutto della poderosa dose di incentivi (che costeranno 11 miliardi in tre anni), si sta affievolendo. E sul campo rimane la perfetta coincidenza tra la bassa crescita della nostra economia e la non crescita del lavoro”.

Grandi imprese, vendite giù del 2,2%. Per il 2015 stime simili

Quanto affermato dalla Uil trova corrispondenza nelle analisi dell’Ufficio studi di Mediobanca cui abbiamo  già fatto cenno, che smentisce l’esistenza di una vera ripresa dopo aver preso in esame i dati relativi a 2055 società industriali e terziarie di grandi e medie dimensioni operanti in Italia. Per le grandi imprese che producono in Italia nel 2014 le vendite sono scese del 2,2% (-4,3% sul solo mercato interno), con l’occupazione in calo dell’1,1%. Le stime per il 2015 non sono molto diverse: il miglioramento più probabile è nei soli investimenti.  Il rapporto fa riferimento a tutte le aziende con più di 500 dipendenti e il 20% di quelle di medie dimensioni prendendo in esame i dati riferiti alle sole attività esercitate in  Italia. Per quanto riguarda il fatturato, il 2014 si è chiuso con un calo di vendite del 2,2%, cresce la disoccupazione -1,1% mai in positivo dal 2008. I margini della situazione pre-crisi sono molto lontani. Il 2015 non si discosta da questa valutazione di Mediobanca che aggiunge: “La stagnazione del mercato domestico smaschera la debolezza dell’industria pubblica. La manifattura tiene il passo, anche grazie ai gruppi maggiori (effetto Fiat Chrysler). Senza il traino dell’estero si affievoliscono anche le imprese di costruzioni e trasporti”. Insomma il governo è chiamato direttamente in causa e non bastano i piani di intervento più volte annunciati specie in questo periodo, piani  sulla sabbia, visto che siamo in estate, che un alito di vento può far volare via.

La riduzione della forza lavoro riguarda le tute blu, -8,5%. Salari -2,3%

Chi paga questa drammatica situazione in cui si trova il nostro paese? Sempre Mediobanca  dice che la riduzione della forza lavoro riguarda soprattutto la base operaia (-8,5% tra 2014 e 2008), in misura minore i “colletti bianchi” (-2%). L e tute blu, quelle che  Renzi Matteo non sopporta proprio, perché gli ricordano la Fiom, la Cgil, i sindacati, i nemici del Matteo, vengono tagliate pesantemente (-12,3% sul 2008), tengono impiegati e quadri (-0,5%), che crescono nelle medie imprese (+6,6%), nelle medio-grandi (+3,2%), nei gruppi maggiori (+3,5%) e nel made in Italy (+5,6%).  Già che ci siamo anche una occhiata ai salari, il cui potere d’acquisto perde il 2,3% dal 2006.

Il soggiorno a Forte dei Marmi, nel segno del gran lusso e dell’invasione dei russi ricchi

Insomma, comprendiamo i gridolini di gioia del premier se riguardano il soggiorno a Forte dei Marmi, una località deliziosa, gli alberghi di gran lusso, anche se a farla da padroni sono ricchi e potenti russi (la mafia? Forse). Certo c’è anche la Santanché, con Sallusti, che ha a disposizione il Twiga di Marina di Pietrasanta  dove incontra  Flavio Briatore e la Capannina del Forte, una volta il regno di Gianni Agnelli con la sua immancabile “cinquecento”. Chissà che nella quiete di questa vacanza, proprio al Forte si mettano le premesse per un nuovo patto del Nazareno, comunque lo si vorrà chiamare.

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