Nessun mix droga-alcool per il ragazzo del Salento. Lorenzo era malato di cuore. Resta un giallo la morte della 16enne a Messina

Nessun mix droga-alcool per il ragazzo del Salento. Lorenzo era malato di cuore. Resta un giallo la morte della 16enne a Messina

Lorenzo Toma il 19enne morto la mattina di domenica scorsa nei pressi di una discoteca a Santa Cesarea aveva una cardiomiopatia ipertrofica che può determinare anche una morte improvvisa. Si tratta di una inspessimento delle arterie cardiache che è assolutamente asintomatico e che porterebbe alla morte solo di grande affaticamento, quello che poi è accaduto sabato notte a Santa Cesarea, quando il ragazzo, per l0intera notte aveva partecipato ai balli in discoteca. Il risultato è stato reso pubblico dai medici e dai periti che hanno partecipato all’esame autoptico. Il ragazzo è morto all’alba dopo essere stato colto da un malore e soccorso dai sanitari del 118, che non sono riusciti a rianimarlo. Sul posto sono intervenuti i carabinieri della Compagnia di Maglie e i colleghi del Nucleo investigativo di Lecce, che hanno ascoltato una serie di persone, a partire dagli amici con cui Lorenzo Toma si era recato in discoteca. La salma è stata poi trasportata all’ospedale Fazzi di Lecce, dove martedì si è svolta l’autopsia che ha stabilito la morte naturale del ragazzo. Resta invece ancora un giallo la morte della 16enne trovata senza vita su una spiaggia di Messina. Nelle prossime ore l’autopsia, mentre gli inquirenti sono alla ricerca di testimonianze e soprattutto sono sulle tracce dei due ragazzi, che dopo aver chiesto aiuto ad alcuni passanti, sono fuggiti, abbandonando la ragazza al suo tragico destino. Sul cadavere non c’erano segni di violenza o di punture, ma non si esclude che potesse aver assunto droghe fumando o per ingestione, per esempio una pasticca di ecstasy. A una verifica di queste ipotesi mirano specificamente gli esami tossicologici che si sono svolti nella giornata di martedì. La ragazza era stata trovata agonizzante dai medici del 118 avvisato da un ciclista, che aveva visto la ragazza barcollare insieme ad altri due giovani che avevano chiesto aiuto proprio al pescatore, prima di dileguarsi . Su questi due giovani, non ancora rintracciati, si sta concentrando l’indagine della Squadra mobile che in queste ore sta ascoltando numerose persone per cercare di chiarire con chi avesse trascorso l’ultima giornata la sedicenne e quali fossero le sue abitudini e le sue frequentazioni.

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