Attentato a Baghdad ad opera di jihadisti sunniti: 62 morti e 125 feriti accertati. Bilancio destinato a salire

Attentato a Baghdad ad opera di jihadisti sunniti: 62 morti e 125 feriti accertati. Bilancio destinato a salire

Nella mattinata di giovedì 13 agosto un camion frigorifero è esploso nel cuore del mercato di Sadr City, il quartiere sciita a nord est di Baghdad, provocando la morte di almeno 162 persone e il ferimento di 125. Secondo l’Agenzia di stampa Associated Press, la polizia irachena sostiene che il bilancio delle vittime potrebbe aggravarsi nelle prossime ore. L’attentato è stato rivendicato dalla fazione jihadista sunnita che fa parte dell’organizzazione dello Stato islamico. Un testimone ha raccontato all’Associated Press che medici e infermieri delle ambulanze erano raccapricciati dalla quantità di resti umani sul terreno, dappertutto. Si tratta, infatti, di uno tra gli attentati più orrendi e terrificanti mai portati contro la capitale irachena, segno della escalation militare sunnita, favorita proprio dalle farneticazioni del capo dell’Isis.

I militanti sunniti dello Stato islamico avevano già compiuto decine di attentati analoghi contro gli sciiti iracheni, ma mai con tale potenza devastante. In luglio, un gruppo sunnita aveva compiuto un attentato suicida in un altro mercato sciita a nord di Baghdad, che aveva provocato non meno di 120 morti. L’attacco di agosto è stato effettuato dopo che il premier iracheno Al-Abadi aveva promesso riforme draconiane contro la corruzione e contro gli sprechi di denaro. Aveva cercato di rispondere così alla rabbia della popolazione irachena che da settimane manifesta in massa, a Baghdad e nel sud del paese, contro l’arricchimento illegittimo della classe politica e gli sprechi nei servizi pubblici. Gli iracheni protestano per il rincaro dei servizi essenziali, dalla luce all’acqua, perfino del petrolio.

Ad oggi, lo Stato islamico ha occupato circa un terzo del territorio iracheno, in particolare le province importanti di Ninive a nord e di Anbar a ovest. I raid aerei della coalizione guidata dagli Stati Uniti continuano, anche con l’aiuto della Turchia, che ha messo a disposizione aerei e basi militari. Ma contro la guerriglia e le bombe mirate, soprattutto nel cuore di Baghdad, va rafforzata la sicurezza preventiva sul terreno. L’esercito e la polizia irachene non sono ancora in grado di provvedervi con efficacia.

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