Scontri davanti al Parlamento ucraino a Kiev. Gli ultranazionalisti provocano un morto e 90 feriti

Scontri davanti al Parlamento ucraino a Kiev. Gli ultranazionalisti provocano un morto e 90 feriti

Una guardia nazionale ucraina ha perso la vita lunedì per le ferite riportate durante gli scontri a Kiev nelle immediate vicinanze del Parlamento. La guardia era stata colpita al cuore da un colpo d’arma da fuoco, ha detto Anton Gerashchenko, consigliere del ministro degli Interni ucraino, Arsen Avakov. “Oltre a usare granate”, ha proseguito, “i provocatori hanno usato armi da fuoco, nascosti dalla folla”. Diverse granate, infatti, sono state lanciate da una folla di manifestanti verso il palazzo del Parlamento, nel quale i deputati ucraini discutevano su un progetto di legge per l’autonomia delle aree concesse ai ribelli filorussi. Quasi 90 persone sono rimaste ferite e diverse di loro versano in gravi condizioni.

Il ministro dell’Interno ucraino ha esplicitamente accusato i nazionalisti ucraini, guidati da Oleh Tyahnybok, confluiti nel partito Svoboda (Libertà). “Ditemi”, ha affermato il ministro con rabbia, “in cosa differisce Svoboda da quei bastardi che uccidono la nostra guardia nazionale al fronte?”. Il Parlamento ucraino ha votato proprio lunedì 31 agosto le riforme costituzionali per dare alle regioni orientali nelle mani dei separatisti filorussi uno statu speciale. Ciò ha provocato le proteste degli ultranazionalisti ucraini, sia all’interno del Parlamento, che soprattutto per le strade di Kiev, nel tentativo di bloccare la riforma.

Almeno quattro agenti di polizia sono stati gravemente feriti quando una granata è stata lanciata dalla folla manifestanti ed è esplosa proprio sugli agenti di guardia al Parlamento. Poi si sono uditi diversi colpi d’arma da fuoco, uno dei quali ha colpito appunto la guardia nazionale, morta poco dopo il ricovero in ospedale. Il bilancio fornito alle agenzie internazionali di stampa dalla guardia nazionale è drammatico: 50 agenti sono stati feriti nel corso dell’esplosione della granata.

La riforma costituzionale è stata poi approvata, in prima lettura, con 265 voti favorevoli, 39 in più della maggioranza necessaria. Alcuni alleati della coalizione che guida l’Ucraina, però, tra i quali l’ex premier Yulia Timoshenko, hanno votato contro la riforma e si chiedono se il presidente Poroshenko riuscirà, in seconda lettura, ad ottenere la maggioranza di 300 voti, necessari per la definitiva approvazione. In realtà, l’approvazione della riforma costituzionale che concede uno status specifico alle regioni orientali del Donetsk e di Luhansk, controllate dai separatisti filorussi, è necessaria per agevolare il processo di pace, in coerenza con quanto stabilito dagli accordi di Minsk a febbraio. Ma le posizioni favorevoli e contrarie alla riforma sono ormai chiare. I favorevoli ritengono che la riforma possa fornire ai partner occidentali dell’Ucraina un’arma concreta di pressione sulla Russia di Putin per raggiungere almeno tre obiettivi: il cessate-il-fuoco, il ritiro delle truppe russe dall’Ucraina e il ristabilimento del controllo sui confini orientali. Per gli oppositori della riforma, invece, ciò consentirà a Putin di realizzare il piano di “distruzione dell’Ucraina”, come ha detto il leader dei radicali ucraini in Parlamento, Oleh Lyashko. Per la Tymoshenko, “Putin non ha bisogno del Donbass, Vuole muovere guerra all’Ucraina. Dobbiamo ritornare ai negoziati sulla strada giusta per riportare pace, non l’illusione della pace”.

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