Un ‘Tesoretto’ che scatena più che un sospetto

Un ‘Tesoretto’ che scatena più che un sospetto

Il ‘tesoretto’ da 1,6 miliardi spuntato nel Def finisce sotto il tiro dei tecnici che hanno analizzato il Documento di economia e finanza. “Sembra prematuro” pensare di utilizzare il gruzzolo, pari appunto a 1,6 miliardi di euro nel 2015, “reputandoli già acquisiti”. E’ il monito lanciato dal presidente dell’Ufficio parlamentare di bilancio, Giuseppe Pisauro, che relaziona sul Documento di economia e finanza in audizione nelle commissioni Bilancio di Camera e Senato. Anche Bankitalia è cauta: “Meglio usarlo per migliorare i conti”, è il concetto. Il riferimento è allo spazio di deficit che l’Italia si prende innalzando dal 2,5 al 2,6% del Pil l’indebitamento netto per il 2015, rispetto a quanto accadrebbe se non venissero introdotti nuovi provvedimenti e con le nuove stime di crescita. L’Ufficio Parlamentare di Bilancio. Pisauro ha infatti spiegato che l’intenzione del governo di “utilizzare il margine di 0,1% di Pil, pari a circa 1,6 miliardi”, desta perplessità. Il dubbio principale riguarda il “rischio che c’è in questa operazione”: una “deviazione anche molto modesta del quadro macro o dei tassi di interesse dalle previsioni annullerebbe quel miglioramento e provocherebbe un allontanamento significativo dal percorso di avvicinamento all’obiettivo di medio termine”, indicato dai trattati europei. Quindi l’invito alla prudenza: “A nostro giudizio sembra prematuro in questa fase dell’anno, quando ancora non si conosce il saldo dell’autotassazione, pensare di utilizzare risorse, sebbene di entità limitata, reputandole già acquisite. Una decisione presa ad aprile di spendere nell’anno corrente l’effetto del miglioramento del quadro macro rispetto alla previsione dell’autunno precedente, senza attendere prima che tale miglioramento si materializzi, sembra contraria a considerazioni di prudenza”. Anche sulle previsioni di crescita, Pisauro ha invocato cautela perché rischiano di essere “ottimistiche” e sul ritmo di espansione pesano variabili esterne quali l’andamento del prezzo del petrolio e del cambio. Banca d’Italia. Più morbida la presentazione di Bankitalia, per quanto riguarda le previsioni macro: via Nazionale definisce lo scenario descritto per il biennio 2015-16 “plausibile, anche se non esente da rischi a breve termine: i miglioramenti della fiducia devono consolidarsi; l’incertezza sull’esito delle trattative sul programma di aggiustamento del governo greco resta elevata e può indurre volatilità nelle condizioni finanziarie”. Se resta l’incertezza sulla Grecia, come accennato Bankitalia dice auspicabile che il ‘tesoretto’, che è “modesto” e dovuto interamente alla minore spesa per interessi, “sia utilizzato per accelerare il riequilibrio della finanza pubblica”, dando così “maggiore certezza al percorso verso il riequilibrio”.

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