Musica: Larry Nocella, genio del sax

Musica: Larry Nocella, genio del sax
Una perdita immensa
Il 10 maggio del 1989, la musica italiana perdeva un grande musicista, un artista raffinato e un uomo sensibile dal carattere non facile (celebre il suo ‘litigio’ in diretta tv con Gianni Minà). Larry Nocella, sassofonista colto se ne andò ad appena 40 anni nella città di Torino che lo aveva accolto e che gli ha dedicato un celebre locale, “Larry’s Club”, in omaggio al suo lirismo e al suo talento musicale.
Strumentista noto per aver suonato con Pino Daniele, con il leggendario batterista statunitense Kenny Clarke, Tullio De Piscopo, Vince Tempera, Franco D’Andrea, Massimo Urbani e gli Area, non fu mai popolare quanto avrebbe meritato per il suo indiscusso talento.
Nato a Battipaglia il 18 dicembre del 1949, si era poi trasferito a Napoli per studiare al prestigioso Conservatorio San Pietro a Maiella. Larry Nocella si era avvicinato al jazz giovanissimo rimanendo folgorato da Sonny Rollins, Charlie Parker, Gerry Mulligan e John Coltrane, ovvero i maestri dell’evoluzione del sassofono moderno. In tenera età aveva imparato a suonare il trombone a pistoni, il clarinetto per poi passare definitivamente a diciotto anni al sassofono tenore, il suo vero amore, la sua voce per eccellenza. Larry Nocella era in possesso come pochissimi dell’orecchio assoluto, ovvero quella sensibilità musicale che gli consentiva di suonare con estrema facilità anche le partiture più complesse e le improvvisazioni più audaci e inusuali. Il suo fraseggio al sax tenore era fluente, ricco di sfumature musicali provenienti dal suo immenso bagaglio artistico e umano.
Una carriera straordinaria
Nei primi anni ’70 Larry Nocella inizia la sua carriera professionale suonando nei night club napoletani di Bagnoli, frequentati dagli americani della base militare di stanza a Napoli. Un’ altra città importante per la sua crescita artistica fu Milano, anche se il primo impatto non fu felice, tant’è vero che dopo poco tempo, approfittando di un ingaggio ottenuto con un’altra orchestra da ballo, si trasferì a Torino dove ebbe modo di suonare spesso allo Swing Club; è qui che il maestro delle percussioni Kenny Clarke, di passaggio per una serie di concerti in Italia, una sera lo ascoltò e rimase colpito dal suo sound, tanto da invitarlo a Parigi per suonare insieme a lui, invito che Larry prese al volo rimanendo nella capitale francese per circa un anno. In seguito a problemi di droga, Larry Nocella fu espulso dalla Francia e ritornò a suonare al Capolinea di Milano, stavolta però accolto in maniera diversa da quella precedente, con più favore da parte della critica, mai tenera con lui. Fu un periodo musicale intenso per la sua maturità musicale di questo vero e proprio gigante del jazz italiano. A Milano il sassofonista campano incise anche il suo primo disco (oggi quasi introvabile) dal titolo “No Secret”, il 13 ottobre 1977, per l’etichetta Harmony, un disco arrangiato e prodotto dal maestro Vince Tempera e Angel Arienti, con un gruppo di musicisti di prima classe come lo stesso Arienti alla chitarra, Vince Tempera alle tastiere, Julius Farmer al basso e Tullio De Piscopo a batteria e percussioni. Quest’ultimo fu uno dei suoi più fraterni amici, aveva una grande stima e un forte apprezzamento per il talento musicale del sassofonista di Battipaglia; gli fu vicino e lo aiutò in diverse occasioni, registrando assieme anche un bellissimo Live, nel 1980, con il pianista Riccardo Zegna e il contrabbassista Luciano Milanese.
Gli anni Ottanta furono una fase di apertura verso altre strade alternative dal jazz, come quella della collaborazione e la successiva registrazione del disco “Tic & Tac” con il gruppo Area, oppure la partecipazione a tre dischi di Pino Daniele, “Live Sciò”, “Ferry Boat” e “Bonne Soirée” (forse il suo periodo di massima notorietà), o ancora l’incisione fatta con il bluesman Andj J. Forrest, dal titolo “Harmonica Man” (Fonit Cetra, 1981), assieme alla cantante Rossana Casale.
Ecco come lo ricorda la cantante Tiziana Ghiglioni: “Ho un ricordo molto chiaro del suo splendido sound, caldo, potente e sicuro, del suo senso ritmico spiccato, del suo talento jazzistico “assoluto”, una figura di grande fascino, di spessore musicale che tutti, soprattutto i giovani, dovrebbero conoscere e apprezzare”.
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