Morte di Lo Porto, tra Roma e Washington una doppia verità. Il triste spettacolo offerto da Montecitorio

Morte di Lo Porto, tra Roma e Washington una doppia verità. Il triste spettacolo offerto da Montecitorio

Una triste e irrispettosa aula di Montecitorio, ha ascoltato l’informativa del ministro degli Esteri, Gentiloni sulla morte nel nostro cooperante Giovanni Lo Porto, freddato da un Drone americano in una località non meglio precisata tra Pakistan ed Afghanistan. Ad ascoltare il ministro, solo 40 parlamentari, e pensare che fino a poche ore prima, le agenzie di stampa erano state inondate di note e prese di posizione sulla grave vicenda. Il parlamento, che pure ha assicurato alla vittima, il solito minuto di raccoglimento, era già con la testa e le valige, in quelli che una volta erano i ‘collegi elettorali’. Una fuga di massa che ha lasciato Montecitorio pressoché deserto, con i soliti pretoriani a presidiare i banchi dei gruppi parlamentari. Poi il racconto in Aula del titolare della Farnesina, che però resta un giallo, visto che il New York Times, ha una versione diversa da quella data da Gentiloni e racconta sulle sue prestigiose colonne, che Obama sapeva nei giorni della visita del Matteo nazionale, ma nulla ha raccontato al Premier italiano. Ecco comunque la versione ufficiale della Farnesina. Matteo Renzi “è stato informato nella tarda serata del 22 aprile” della morte di Giovanni Lo Porto, ucciso da un drone Usa durante un blitz antiterrorismo. Questa è parte della ricostruzione fatta dal ministro degli Esteri Paolo Gentiloni, che nella giornata di venerdì ha riferito alla Camera dei Deputati, in una informativa urgente. Il cooperante italiano, ha spiegato il ministro, “era un volontario generoso ed esperto del mondo della cooperazione allo sviluppo”. Ribadita da Gentiloni “la vicinanza del governo e mia personale alla madre di Giovanni, la signora Giusi e a tutti i familiari e amici”. Poi Gentiloni ha descritto e reso pubblico il comportamento degli americani: “La notizia della morte di Giovanni Lo Porto è stata fornita dagli americani appena finalizzate le verifiche, che si sono protratte per 3 mesi a causa della particolarissima natura del contesto dell’operazione antiterrorismo, che la zona in cui è morto il cooperante italiano è una zona di guerra, di sequestri e che non consentiva facile accesso al compound colpito”. Gentiloni ha anche confermato la versione data dagli Usa sull’attacco alla presunta base terrorista: “Il governo Usa ha confermato che non vi erano informazioni in base alle quali si potesse prevedere che ci fossero i due ostaggi occidentali nel compound colpito dal bombardamento”. Infine Gentiloni ha confermato le notizie che si sono rincorse in queste ore, soprattutto alla prova dell’esistenza in vita, non certo recente, del cooperante italiano: “L’ultima prova che Giovanni Lo Porto fosse in vita risale allo scorso autunno. Poi le azioni militari nell’area di confine tra Afghanistan e Pakistan si sono fatte sempre più frequenti. Tali azioni hanno reso ancora più complessa l’attività di acquisizione di informazioni sul terreno. Il nostro dovere –a concluso Gentiloni – è fare ogni sforzo per soccorrere i nostri connazionali e sottrarli ai sequestratori, come fatto negli anni passati e come si sta facendo per padre Dall’Oglio in Siria e Ignazio Scaravilli in Libia”. Ma la ricostruzione fatta da Genitolini, non ha assolutamente soddisfatto le opposizioni con Forza Italia, Fratelli d’Italia, Lega e 5Stelle, criticano aspramente l’incertezza del Governo e soprattutto i tempi tra l’azione del drone che ha ucciso Lo Porto e la comunicazione al nostro Governo sulla morte. Da Palazzo Chigi fanno sapere che nei giorni della visita in Usa e degli incontri Renzi-Obama, nessuno dei due sapeva nulla. L’informazione della Cia è arrivata immediatamente dopo. Il problema per il Governo non è solo legato alle ricostruzioni, ma potrebbe creare un effetto a catena anche su altre questioni in agenda. Renzi, infatti, avrebbe fatto una promessa ad Obama, circa il prolungamento della nostra missione militare proprio in Afghanistan, promessa che potrebbe finire non solo nel mirino delle opposizioni delle Destre e dei 5Stelle, ma anche della minoranza di sinistra del Pd. E tra le polemiche quella dolorosa aperta dal padre della vittima, che non accetta le scuse di Obama e chiede la restituzione del corpo del figlio.

 

 

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