Il ‘cerchio magico’ fa scivolare Berlusconi. Il quasi ex Fitto vince la partita in Puglia

Il ‘cerchio magico’ fa scivolare Berlusconi. Il quasi ex Fitto vince la partita in Puglia

Berlusconi ha tre fronti aperti: il primo in Puglia, il secondo in Liguria, ed il terzo, il più complesso da gestire, a Roma. L’ex Cavaliere si è affidato alla parte più estrema e radicale del suo partito e si sta letteralmente rintanando in un bunker dorato ma con poche prospettive politicamente vitali. Tutti i consiglieri, che un tempo erano considerati i più fidati, sono stati praticamente messi alla porta. Berlusconi, con loro, è stato spietato, anche nel tentativo di tenere unito il suo cerchio magico, quello che oggi detta la linea e ‘liquida’ gli avversari interni. Per loro, per gli avversari dell’attuale corso politico, non c’è più spazio nei salotti del villone di Arcore e tanto meno nelle liste alle prossime elezioni amministrative regionali. Una resa dei conti che parte dalla Puglia e che vede, per ora vincitore, a tutto svantaggio proprio dell’ex Cavaliere, l’europarlamentare Fitto, riuscito ad appropriarsi anche del candidato in pectore di Forza Italia alle regionali. Una mossa che mette letteralmente in ginocchio Forza Italia e che Fitto giustifica dal suo blog in questo modo: “Forza Italia è ormai un partito senza regole, con dirigenti senza legittimazione, una linea politica suicida ed elettori in fuga. Forza Italia è un cupo bunker.
 Scrivo queste righe – premette Fitto – con i sentimenti con cui ci si accosta a una vicenda che sa di tragedia greca o shakespeariana. Il centrodestra italiano, in primo luogo grazie a Berlusconi, è stato a lungo depositario delle speranze e delle attese degli italiani di un grande cambiamento e di una profonda riforma liberale”. Poi quello che sembra un vero e proprio addio all’ex Cavaliere: “Un mix di errori politici e di circostanze esterne negative ha purtroppo impedito di realizzare questa promessa. Per parte mia, insieme a tanti amici, rivendico di essere stato accanto a Berlusconi nelle fasi per lui più dure, quelle degli attacchi giudiziari, dell’uso politico della giustizia, del tentativo di estrometterlo dalla politica per via giudiziaria. E’ il mio e nostro orgoglio, ed è una regola che, per me, vale nella vita, prim’ancora che nella politica: nei momenti difficili, si difende chi è sotto attacco. Ma ora che le nubi giudiziarie sono in gran parte diradate intorno a Silvio Berlusconi, è venuto il momento di discutere in modo intellettualmente onesto della situazione che è sotto gli occhi di tutti. Siamo ora in un partito senza regole, dalla testa in giù.
 Piaccia o no, la vecchia Forza Italia e il Pdl avevano sempre rispettato statuti e regole. Da un anno, invece, siamo in una terra di nessuno, dove nulla (a Roma o sui territori) corrisponde a quanto è scritto nello statuto. Siamo in un partito con dirigenti privi di qualunque legittimazione democratica”. Poi l’affondo, durissimo, all’establishment berlusconiano: “Ma davvero pensiamo che le liste possano essere fatte e disfatte dalla senatrice Rossi o comunque dipendere da un suo finale atto di volonta’? Davvero pensiamo che dirigenti possano essere esclusi in Puglia e non solo dalle elezioni regionali e domani dalle elezioni politiche solo per aver espresso un’opinione nel dibattito di partito o per aver partecipato ad un’assemblea? Dove siamo finiti?”.
  “Non eravamo, o non dicevamo di essere, un partito liberale di massa?”. Fino a tarda sera, nessuno, tranne il solito pasdaran Gasparri, replica a Fitto, una sola reazione scomposta, quella di Simone Furlan, ufficio di Presidenza di Forza Italia e, manco a dirlo, ‘generalissimo’ dell’Esercito di Silvio: “Il parroco di Maglie, Raffaele Fitto, da’ vita all’ennesima lagna quotidiana, millantando situazioni che non esistono. Fitto e la sua allegra compagnia di scalmanati vogliono solo una cosa: comandare il partito. Hanno sete di potere e smania di occupare le liste per le Regionali piuttosto che pensare di lavorare sui territori per riavvicinare i delusi al nostro progetto politico. Se ogni giorno Fitto trova un motivo per dire che le cose non vanno bene dentro Forza Italia, scelga una strada diversa. Buona fortuna”. Quelle di Furlan sono l’esatta replica, la copia, delle parole di Berlusconi contro i dissidenti. Tra questi anche altri, come il poeta Bondi e la sua compagna Repetti, sono stati duramente attaccati dalla nuova classe dirigente ‘promossa’ dall’ex Cavaliere e tra questi l’emergente Giovanni Toti, in corsa per la poltrona di Governatore della Liguria. Lui si giustifica così: “In FI vedo troppi dirigenti spaventati dai cambiamenti in atto. E questo mi fa credere che pensino solo alle rendite di posizione”. Poi giudica le attuali polemiche “cose piccole” e rivolto a Bondi,  Toti si fa aspro e vendicativo: “Da tempo non dava un contributo forte a Forza Italia e parlava di fallimento del partito. E’ comodo sbattere la porta e non rinunciare allo scranno remunerato con molte migliaia di euro”. Qualche mese fa, attaccare Bondi in questo modo, sarebbe stato inammissibile. Ma oggi molto è cambiato… Chissà se la vacanza, finalmente tornata possibile in Sardegna, porti consiglio al Supremo Leader.

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