Il capo dell’Isis, ferito nel corso di un raid aereo il 18 marzo, si aggrava e cede il comando, secondo il Guardian

Il capo dell’Isis, ferito nel corso di un raid aereo il 18 marzo, si aggrava e cede il comando, secondo il Guardian

La notizia è clamorosa e la pubblica il quotidiano inglese The Guardian. Il leader dello Stato islamico, Abu Bakr al-Baghdadi, che sarebbe rimasto gravemente ferito nell’ovest iracheno nel corso di un bombardamento aereo effettuato il 18 marzo dalla coalizione guidata dagli USA, è in fin di vita e ha perso i poteri. Una fonte irachena con legami con il gruppo terroristico ha rivelato che Baghdadi non era considerato in pericolo di vita, al momento del ferimento, ma col passare dei giorni la sua ripresa rallentava sempre di più. Perciò, sempre secondo questa fonte, ha perso il controllo dell’organizzazione. L’aggravamento delle condizioni di Baghdadi pare che abbia costretto i leader dell’Isis a incontrarsi con urgenza per inventarsi un nuovo capo, in attesa della morte del loro attuale leader.

La conferma del ferimento di Baghadi e dell’aggravamento delle sue condizioni è poi pervenuta dalla testimonianza di un generale iracheno, Hisham al-Hashimi, che ha detto al Guardian: “sì, è rimasto ferito a al-Baaj nei pressi del villaggio di Umm al-Rous il 18 marzo, insieme con un gruppo che era con lui. Ha scelto quest’area perché sapeva che gli americani non l’avrebbero attaccata. Dal 2003, l’esercito USA ha sempre avuto una scarsissima presenza in quella regione, che è una parte dell’Irak che non esiste neppure sulle mappe”.

Secondo il quotidiano inglese, Baghdadi invoca ancora la sua autorità religiosa, mentre i bombardieri americani si fanno sempre più minacciosi sul quartier generale dell’Isis, e sul comando strategico. Al punto che molte decisioni sono state assunte da altri leader dell’Isis. Col ferimento e l’aggravamento delle condizioni di Baghdadi, pare sia molto cresciuta l’influenza dei consigli militari e della Shura.

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