Grazie a Ken Loach nasce una Syriza britannica, Left Unity. Presentato il programma elettorale. Intervista al regista

Grazie a Ken Loach nasce una Syriza britannica, Left Unity. Presentato il programma elettorale. Intervista al regista

Contro la logica del mercato e contro l’austerità, il regista Ken Loach ha presentato in un palazzo occupato dai senza-casa al centro di Londra, il programma elettorale di Left Unity, la nuova formazione politica britannica, che sull’onda dell’esperimento della greca Syriza, tenta di mettere assieme quell’enorme pezzo di sinistra che non ha più fiducia nel partito Laburista. In Gran Bretagna si voterà per le elezioni legislative il prossimo 7 maggio, con il cosiddetto modello Westminster, turno unico di collegio dove vince chi prende un voto in più. Il quotidiano francese Le Nouvel Observateur ha intervistato Ken Loach. Le considerazioni del regista, qui tradotte per i nostri lettori, sono un ottimo punto di partenza anche per coloro che in Italia si battono per “un’altra” sinistra. Le idee lanciate da Ken Loach, infatti, non appaiono distanti dalle posizioni espresse sul continente da Maurizio Landini in Italia, da Podemos in Spagna, dalla nuovelle gauche dei frondisti socialisti in Francia, e dai militanti di Syriza in Grecia. E qualche risveglio pare provenire anche dalle fila dei socialdemocratici tedeschi, delusi dalla Grosse Koalition, e dalla Linke, l’Unione delle sinistre radicali. Insomma, un po’ ovunque in Europa, sta facendosi largo  la convinzione che la tradizione socialista e laburista possa essere rigenerata, in alcuni casi, e superata in altri, da nuove formazioni politiche. Qui di seguito l’intervista a Ken Loach.

Lei ha sostenuto Syriza in Grecia. Crede che i suoi compatrioti britannici siano pronti a votare in massa per un partito che gli somigli? Oggi purtroppo no. Se domani un nuovo partito di estrema sinistra emergesse, allora sì, penso che potrebbe unire. Ma il punto è che sia davvero un nuovo movimento, che non unisca solo la vecchia estrema sinistra. Perché la forza di Syriza e di Podemos è proprio quella di essere nati dalle mobilitazioni sociali sulle strade. Ciò che affascina dietro la vittoria del partito di Alexis Tsipras è la gente, tu, io, e tutti insieme abbiamo deciso di essere semplicemente gli attori di un film e di riprenderci il potere sulle nostre vite. Syriza parte da un semplice postulato: tutti devono avere un tetto, un pasto, un salario decente, tutti devono avere il proprio posto nella società e non essere lasciati ai margini. Per quanto possa sembrare incredibile, è una grande novità per l’Europa. Se ci sono riusciti i greci, perché noi no? In Spagna, e qui vicino a noi, in Irlanda, i cittadini fanno scattare la propria rabbia. Dinanzi ai politici corrotti, gli irlandesi si rivolgono al Sinn Fein, il partito repubblicano che difende un programma sociale. Allora, perché noi no? Dobbiamo andare controcorrente rispetto ai poteri finanziari e dell’Unione Europea, che s’interessano più alla salute delle grandi imprese che a quella dell’immensa maggioranza della popolazione.

Come fare? Beh, si fa quel che si può. Ho chiesto la creazione di un nuovo partito di estrema sinistra, Left Unity, che è nato nel 2013. Non faccio parte del gruppo dirigente, la nuova generazione deve prendere in mano le cose. Se ciò non funzionerà, forse vorrà dire che non abbiamo fatto tutti gli sforzi necessari per convincere i diversi gruppi di estrema sinistra ad unirsi in un solo partito piuttosto che operare l’uno contro l’altro. Invece di impegnarsi con i movimenti che abbiamo conosciuto anche noi qui in Gran Bretagna, tipo Occupy, la sinistra radicale inglese è rimasta a distanza, avvicinandosi poco a poco. Intanto, i Verdi sono emersi come la forza principale alla sinistra del Labour, attraendo voti di coloro che vogliono un’autentica politica di sinistra. Ciò dimostra che esiste tanto malcontento, tanta rabbia contro il Labour. Ma i Verdi sono favorevoli al capitalismo, certo a un capitalismo responsabile, ma sempre capitalismo.

La vittoria di Syriza a livello europeo e l’emergere di un partito come i Verdi a livello nazionale non condurrà il Labour a spostarsi più a sinistra? No. Più i laburisti sono messi sotto pressione sul fianco sinistro, più diventano di destra. Possono impegnarsi a rinazionalizzare le ferrovie, i servizi postali e opporsi al trattato di libero scambio transatlantico in corso di negoziato? No, affatto. Il Labour e i Tories condividono la medesima visione della società. Tra loro non vi è che una differenza di gradi. Ovunque in Europa, è questo il caso: la socialdemocrazia non fa più parte della sinistra. Il leader del Labour, Ed Miliband, è un uomo di destra. Come Tony Blair. Come Francois Hollande.

Come si spiega che in Inghilterra, come in Francia, l’estrema destra abbia il vento in poppa, e non l’estrema sinistra? I media hanno la loro parte di responsabilità: offrono un posto enorme a Nigel Farage, il leader dell’Ukip, che è riuscito molto abilmente a far credere di offrire un’alternativa, che se ne hai abbastanza dei politici, vai a prenderti una birra con lui in un pub e parli di cose che ti interessano davvero. Mentre in realtà è sostenuto da ricchi uomini di affari distanti dalla vita della gente comune. Ma se l’Ukip dovesse attrarre il voto del malcontento, sarebbe comunque una nostra sconfitta: vuol dire che la sinistra non è stata in grado di rispondere a quella rabbia.

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