Ban Ki-moon, Renzi e Mogherini sulla nave militare San Giusto al largo delle coste siciliane

Ban Ki-moon, Renzi e Mogherini sulla nave militare San Giusto al largo delle coste siciliane

Una settimana dopo la strage più grave di migranti mai avvenuta nel Mediterraneo, con almeno 800 morti in fondo al mare, il segretario generale dell’Onu, Ban Ki-moon, Matteo Renzi e Federica Mogherini si sono incontrati al largo delle coste siciliane per manifestare la volontà di mettere fine ai drammi dell’immigrazione clandestina. Giunti in elicottero in Sicilia, il segretario generale dell’ONU, il premier Renzi e il capo della diplomazia europea, Mogherini, hanno trascorso alcune decine di minuti a bordo della nave della Marina Militare San Giusto. Dopo aver assistito ad una operazione dei soccorsi in mare, Ban Ki-moon ha salutato l’impegno dell’Italia in un mare “divenuto purtroppo un mare di cadaveri, un mare di miseria”, come si legge sul testo del discorso diffuso dall’ONU. “Tante migliaia di persone hanno perso la vita cercando un futuro migliore”, ha aggiunto Ban Ki-moon, il quale ha stimato che quella dei migranti nel Mediterraneo “sembra essere la più grave crisi umanitaria dalla seconda guerra mondiale”.

“Arrestare i trafficanti di esseri umani”, ha poi detto Matteo Renzi, “per evitare una catastrofe umanitaria è una priorità assoluta per la quale noi continueremo ad avere il sostegno delle Nazioni Unite”. Anche il segretario generale dell’ONU ha insistito sulla necessità di lottare contro le reti “criminali”. “Dobiamo trovare una soluzione politica sul terreno”, ha proseguito Ban Ki-moon, “in particolare in Libia”. Il segretario generale dell’ONU si è mostrato poco convinto delle idee europee sulle operazioni militari contro gli scafisti che operano quasi liberamente sulle coste libiche, e sui conflitti tra fazioni ribelli che seminano il caos. “Conto sulle leadership dell’Unione europea. Siete il gruppo di paesi che ha maggiori capacità e maggiore volontà”, ha insistito.

Per poter intervenire contro gli scafisti, la UE cerca l’avallo delle Nazioni Unite. “Non sarà facile”, ha riconosciuto Federica Mogherini, che ha anche ricordato che occorrerà un mandato dell’ONU e l’accordo delle autorità libiche, che purtroppo restano molteplici. Dopo l’incontro con Ban Ki-moon, Mogherini volerà a New York, presso la sede delle Nazioni Unite, prima dell’incontro di mercoledì a Washington con il segretario di stato americano John Kerry.

Da parte sua, Renzi ha auspicato la distruzione degli scafi libici. E ha definito “schiavisti moderni” gli scafisti libici. Tuttavia, Ong umanitarie ed esperti si mostrano molto più circospetti su questa iniziativa. Per le prime, anche se la comunità internazionale dovesse pervenire ad un accordo per bloccare la rotta libica, si aprirebbero altre rotte. Per i secondi, la distruzione degli scafi e l’eliminazione degli scafisti sono molto difficili da realizzare, soprattutto per la difficoltà di distinguere gli scafisti “buoni” dagli scafisti “malvagi”.

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