Vertice delle Americhe: atteso incontro tra Obama e Raul Castro. Intanto, Obama esce dal Novecento e Cuba sorride

Vertice delle Americhe: atteso incontro tra Obama e Raul Castro. Intanto, Obama esce dal Novecento e Cuba sorride

È stata solo una stretta di mano, e neppure la prima, tra Barack Obama, presidente degli Stati Uniti, e Raul Castro, fratello di Fidel, e presidente di Cuba. Ma di certo quando gli storici dovranno selezionare, tra alcuni anni, le foto che meglio rappresentino l’eredità dei due leader, questa foto potrebbe essere tra quelle che definiscono la fine di mezzo secolo di scontri da Guerra Fredda. Il momento, ampiamente anticipato dai media, si è presentato alla cerimonia di inaugurazione del Vertice delle Americhe a Panama, la prima vera occasione per i due leader di parlarsi sul serio dopo l’annuncio a sorpresa del 17 dicembre scorso sulla normalizzazione dei rapporti diplomatici tra USA e Cuba. La stretta di mano, rapida quanto casuale, è stata immortalata dalle telecamere di Telesur, una rete televisiva venezuelana (quando si dice il destino…) e ovviamente ha fatto il giro del mondo. Intorno ai due capi di stato sono visibili: il segretario generale dell’ONU, Ban Ki-moon, e il ministro degli esteri cubano, Bruno Rodriguez, che poche ore prima aveva posato davanti alle telecamere col suo omologo USA John Kerry. I commentatori dei media mondiali hanno fatto a gara perfino a segnalare le differenze somatiche e prossemiche tra la foto scattata a Panama e quella scattata ai funerali di Nelson Mandela in Sudafrica nel 2013. La foto di venerdì è stata ritenuta più cordiale e meno enfatica, più colloquiale e familiare. È la testimonianza, aggiungiamo noi, che da quando le relazioni diplomatiche tra i due paesi si sono normalizzate, tra Obama e Castro gli scambi telefonici sono stati molteplici, e ciò ha naturalmente giovato al loro rapporto personale, e più in generale al rapporto tra i due paesi.

Dallo staff di Obama fanno ovviamente sapere che la stretta di mano “non è altro che una interazione informale e che non vi è stata conversazione di sostanza tra i due leader, che però dovranno vedersi nella serata panamense di sabato” (nella notte italiana, ndr), per un colloquio più diretto e operativo che verterà sulla riapertura delle sedi diplomatiche e sulla tanto auspicata fine dell’embargo su Cuba. Va aggiunto che giovedì scorso, appunto, i ministri degli esteri di Cuba e USA, Rodriguez e Kerry, si sono incontrati proprio per costruire il dossier per i due presidenti. Era la prima volta che due ministri degli esteri di Cuba e USA non s’incontravano dai tempi del presidente Eisenhower. Altra grande questione nel dossier Cuba è la volontà dell’Amministrazione Obama di cancellare, finalmente, Cuba dalla lista degli sponsor del terrorismo. Decisione che consentirà di riaprire ulteriori canali diplomatici con Cuba, ad esempio a proposito dei visti per i cittadini cubani che vogliano recarsi negli USA.

Il summit dei 34 paesi del continente americano non si occuperà solo del rapporto tra Cuba e USA, ovviamente. Tre sembrano le questioni cruciali sul tappeto: la crisi del Venezuela, il percorso di pacificazione nazionale in Colombia e il crollo verticale di alcune economie regionali.

Il clou del vertice: il discorso del presidente cubano Raul Castro e quello di Obama, che lo ha preceduto

Il presidente Obama ha dichiarato il suo rifiuto di combattere nuove battaglie da Guerra Fredda del passato, mentre il presidente Castro è corso in sua difesa, assolvendo Obama sulla questione dell’embargo contro Cuba, dopo 50 anni di conflitto tra i due paesi. Nel suo discorso di quasi un’ora, Raul Castro ha ripercorso la storia delle relazioni con gli USA nell’ultimo secolo – una vivida rappresentazione di come gli Stati Uniti siano stati sempre attratti dall’idea di controllare la democrazia cubana. Poi, Castro si è scusato del fatto che si è lasciato sopraffare dalle emozioni. E ha detto che molti presidenti USA si sono lasciati attrarre dal desiderio di controllare Cuba, ma che Obama non è tra questi. “Ho detto al presidente Obama che mi sono lasciato prendere emotivamente sulla rivoluzione”, ha rivelato Castro, osservando che Obama non era neppure nato quando gli americani cominciarono con le sanzioni contro l’isola. “Mi scuso con lui, perché Obama non ha alcuna responsabilità. Secondo me, il presidente Obama è un uomo onesto”.

Obama è intervenuto al Vertice delle Americhe prima di Castro. Ha riconosciuto che le profonde differenze tra i due paesi potrebbero persistere. Tuttavia, ha detto di non essere interessato a cadere in qualche discorso ideologico, mentre è più attento a creare “maggiori opportunità e risorse per il popolo cubano”. “Gli Stati Uniti non saranno ingabbiati dal passato “, ha detto Obama, “guardiamo al futuro”.

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