Tunisi, in migliaia alla marcia contro il terrorismo. “Le monde est Bardo”

Tunisi, in migliaia alla marcia contro il terrorismo. “Le monde est Bardo”

A Tunisi, decine di migliaia di persone hanno marciato dalla città vecchia al Museo del Bardo, in memoria dei 21 turisti stranieri e del poliziotto caduti nell’attentato organizzato e realizzato da due islamisti, 11 giorni fa. La marcia è stata organizzata dal governo tunisino per chiedere il sostegno internazionale al Paese e per rialzare il morale dei tunisini sconvolto dalla violenza estremista. In testa al corteo, accanto al presidente tunisino Beji Caid Essebsi, decine di capi di stato e di governo, da Hollande a Renzi, dal presidente dell’Autorità palestinese Abbas alla presidente della Camera Laura Boldrini, al ministro degli Esteri tedesco Steinmeier, al primo ministro algerino Abdelmalek Sellal.

“Sono qui oggi per sfidare il terrorismo, per mostrare al mondo che quanto è accaduto al Bardo non rappresenta la Tunisia”, ha detto Samia Boukari, 32 anni, al quotidiano inglese The Guardian. Le strade di Tunisi erano piene di bandiere tunisine e di cartelli con su scritto “Le monde est Bardo”. Appena giunto all’ingresso del Museo del Bardo insieme con Hollande, il presidente Essebsi ha detto: “I tunisini hanno dimostrato oggi di non aver paura del terrorismo. Quando la Tunisia è presa di mira, tutti i tunisini si sentono come uno solo”. Ha ringraziato il presidente francese, il quale ha detto di essere stato il primo a rivolgere le sue condoglianze dopo l’attacco, e le altre autorità politiche internazionali che hanno marciato col popolo tunisino.

Il presidente tunisino Essebsi, ministro prima della rivoluzione del 2011, è il fondatore del partito centrista Nidaa Tounes, il maggior partito di governo. Ha promosso la marcia con una serie di interventi televisivi, nei quali ha fatto appello ad una larghissima partecipazione per consolidare “l’unità nazionale” di fronte al terrorismo. Il partito islamista moderato tunisino Ennahda, che ha un ministro e tre viceministri nella coalizione governativa, ha aderito alla marcia.

Gli inquirenti hanno scoperto che l’attacco contro il Museo del Bardo era stato organizzato da un gruppo jihadista tunisino, guidato da Okba Ibn Nafaa, della Katiba (la falange tunisina di Al-Qaeda nel Maghreb islamico), ucciso nel corso di un’operazione antiterrorismo. Lo stato islamico, che ora ha messo piede in Tunisia attraverso il confine meridionale con la vicina Libia, ha rivendicato l’attentato sui propri social network.

Il ministro dell’Interno tunisino ha rivelato che la guardia nazionale aveva ucciso nove islamisti radicali, tra i quali, appunto, il leader del gruppo jihadista, Ibn Nafa, Lokmane Abu Sakhr, nel corso di uno scontro a fuoco nella regione occidentale di Gafsa, sabato scorso. Tuttora, nelle galere tunisine, sono state consegnate 20 persone sospettate di aver partecipato in qualche modo all’attentato contro il Museo del Bardo.

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