Strage di Tunisi, incerta la sorte di tre italiani. Primi arresti. Gentiloni: “Al massimo i livelli di sicurezza in Italia”. Pinotti: “nel Mediterraneo centrale più navi e più aerei”

Strage di Tunisi, incerta la sorte di tre italiani. Primi arresti. Gentiloni: “Al massimo i livelli di sicurezza in Italia”. Pinotti: “nel Mediterraneo centrale più navi e più aerei”
Resta ancora incerto il numero degli italiani rimasti uccisi nell’attacco terrorista al Museo del Bardo di Tunisi. Molti dei cadaveri portati negli ospedali della città, sarebbero infatti irriconoscibili ed alcuni di questi privi di documenti. I numeri crudi della strage sono comunque drammatici: gli italiani di cui sarebbe stata accertata la morte, sarebbero due, altri due i dispersi, mentre ci sarebbe l’ipotesi di morte anche per una quinta persona, anche se la triste contabilità potrà essere certa solo nei prossimi giorni, quando sarà possibile avere la certezza del Dna sui corpi martoriati trasportati negli obitori. Va detto che molte delle vittime sono state centrate dall’esplosione di ordigni lanciati dai terroristi, esplosioni che avrebbero reso irriconoscibili i corpi. Italia in lutto e Piemonte la regione più colpita dall’attacco, due delle vittime fino ad ora accertate, sono infatti piemontesi: un pensionato di Novara, Francesco Caldara e un torinese, Orazio Conte, la cui moglie è rimasta ferita seriamente nel corso dell’attacco. A Torino, il Sindaco Fassino, ha proclamato due giorni di lutto cittadino. Mercoledì sera si svolgerà nella città una manifestazione di condanna per quanto accaduto a Tunisi. Solidarietà al Capoluogo piemontese è arrivata dal Sindaco di Roma, Ignazio Marino e da decice, centinaia di città grandi e piccole. Intanto, in Tunisia proseguono le indagini e i fermi. Sono infatti almeno nove i fiancheggiatori dei terroristi arrestati dalle forze di sicurezza di quel Paese. Ad annunciarlo la stessa Presidenza della Repubblica tunisina, che ha lasciato trapelare la notizia. I sospetti sono trattenuti e interrogati dalla Polizia e non è ancora chiaro se siano stati direttamente coinvolti nell’attacco à se, invece, abbiano prestato collaborazione ai quattro, forse cinque attentatori, tre dei quali sono rimasti uccisi ed uno ferito. “Siamo in guerra”, ha detto il presidente tunisino Beji Caid Essebsi durante una riunione del Consiglio superiore delle forze armate convocata a Tunisi. Poi sono stati diffusi i numeri generali dell’attacco, almeno secondo quanto è stato raccolto dal ministero della Sanità Tunisino, che ha il polso degli ospedali. Secondo un primo bollettino diffuso dal titolare di quel dicastero, parla di 23 morti, di cui 18 turisti stranieri e 5 tunisini, mentre sarebbero 11 gli italiani feriti, uno dei quali in gravissime condizioni. Il ministro ha anche voluto dare cetrezze alla nazionalità dei turisti feriti e oltre agli 11 italiani, a restare feriti dal piombo dei terroristi sono stati 9 tunisini, 11 polacchi, 8 francesi, 5 giapponesi, 1 russo, 1 tedesco e 2 sudafricani. Intanto, nella notte, le due navi da crociera di Costa e Msc, hanno mollato gli ormeggi dal porto di Tunisi ed hanno preso il largo e prima di lasciare la Tunisia l’Ad del Gruppo Costa ha voluto rendere noto “che tra i passeggeri della ‘Fascinosa’, ci sarebbero tre morti, due persone irreperibili e otto feriti”. Costa Crociera ha anche fatto sapere che nessuna delle sue navi attraccherà più, nei prossimi mesi nel porto di Tunisi. Fin qui la cronaca dal Paese rivierasco, ma vanno tenute nel giusto conto le reazioni istituzionali e politiche in Italia. Mercoledì mattina ha riferito in aula al Senato un commosso ministro degli Esteri, Paolo Gentiloni, che ha fatto sapere che sono stati innalzati i dispositivi di sicurezza in tutto il Paese. “Oggi in Italia tutti i livelli di allerta di mobilitazione delle forze di sicurezza sono al massimo e concentrati sulla minaccia terroristica”. Gentiloni ha parlato ai microfoni della trasmissione  Agorà. “Tecnicamente – ha detto ancora il ministro – siamo in una “fase di pre-massima allerta terrorismo perché l’intelligence non ha minacce specifiche. Nessun allarmismo”, ma è chiaro che tutti i meccanismi di allerta in Italia sono al massimo. Dobbiamo proteggere i nostri confini, i nostri concittadini ed alzare i livelli di sicurezza sui possibili bersagli del terrorismo, tutte cose – ha voluto assicurare il ministro – che “il ministero interno sta facendo”. “I nostri servizi di intelligence sono attivi, abbiamo rafforzato la presenza navale nel Mediterraneo e finora non esistono elementi di connessione tra fenomeno migratorio e terrorismo, ma nessuno può in teoria escluderlo”. In difesa del territorio nazionale ed in contrasto con quella che è ormai una vera e propria emergenza, il ministro della Difesa, Pinotti valuta come ormai indifferibile “a seguito dell’aggravarsi della minaccia terroristica, resa di drammatica evidenza anche dagli eventi in Tunisia, si è reso necessario un potenziamento del dispositivo aeronavale dispiegato nel Mediterraneo centrale”.
 
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