Varoufakis a Londra: accolto come una star dalla Sinistra british. Ma doccia gelata dal governo conservatore. Sarà così anche con Renzi?

Varoufakis a Londra: accolto come una star dalla Sinistra british. Ma doccia gelata dal governo conservatore. Sarà così anche con Renzi?

Quando Yanis Varoufakis è giunto a piedi al numero 11 di Downing Street a Londra, dove vi è la sede storica del governo britannico, per incontrare il Cancelliere dello Scacchiere (il ministro dell’Economia) George Osborne, ha trovato ad attenderlo una piccola folla che gridava il suo nome e aveva uno striscione. La piccola folla era la delegazione di Left Unity, la nuova Sinistra britannica, che comprende i fuoriusciti dal Labour Party e una buona fetta del Sindacato. La delegazione ha avuto il permesso dalle autorità di manifestare proprio davanti alla residenza del premier. Il leit motiv della Left Unity era di togliere alla Grecia “il peso dell’austerità”, mentre su uno striscione si poteva leggere: “Greece, we support you”. Andrew Burgin, uno dei leader di Left Unity, ha detto: “Siamo qui per dare il benvenuto a Yanis Varoufakis a Londra – e guardarlo mentre cancella quel sorrisetto dalla faccia di George Osborne. Il peso dell’austerità dev’essere sollevato dal popolo greco. Stiamo con loro: lottano anche per noi tutti. Dopo tutti questi anni di austerità alla Osborne, in Gran Bretagna e in Europa, finalmente un governo ha preso il potere per dirgli: mai più”. E non solo Left Unity ha voluto rendere una sorta di “omaggio” al rappresentante più in vista (anche se si è presentato a Downing Street con un abbigliamento molto casual) del governo Tsipras. Anche il direttore della prestigiosa Jubilee Debt Campaign, Sarah-Jayne Clifton ha mandato un messaggio ai governanti britannici e greci: “il debito greco deriva dai prestiti per la ristrutturazione delle banche e dai fondi spietati di tutta Europa, ivi inclusa la Gran Bretagna. Nel 2012, il governo britannico ha rifiutato di dare uno stop a quei fondi che come avvoltoi usavano la legge britannica per depredare le finanze greche. George Osborne ora deve mostrare la sua leadership e sostenere la cancellazione del debito greco, che è urgentemente necessaria.  I costi della cancellazione devono essere sostenuti dalla restituzione del denaro da cui irresponsabili prestatori hanno tratto beneficio proprio per il salvataggio, le banche e gli speculatori finanziari. Sospetto che tutto questo non sarà nell’agenda di Osborne”. Ovviamente il direttore ha diffuso questo suo comunicato prima che avesse luogo l’incontro tra Osborne e Varoufakis. In ogni caso, è la manifestazione di un clima di simpatia che il governo Tsipras sta ricevendo ovunque vadano i suoi ministri più rappresentativi. Sabato e domenica è stata la volta di Parigi, lunedì di Londra. Speriamo che lo stesso clima incontri Tsipras a Roma martedì.

Cosa si sono detti nell’incontro? Intanto, ha parlato con la stampa solo il ministro britannico Osborne, mentre Varoufakis si è allontanato in auto verso gli impegni nella City finanziaria londinese. Osborne ha avvertito che la fase di stallo tra la Grecia e l’eurozona pone “il rischio più elevato all’economia globale”. Il confronto con Atene, ha proseguito il ministro conservatore britannico, potrebbe colpire la stabilità dell’eurozona, che resta il maggior partner commerciale della Gran Bretagna. “Abbiamo avuto una discussione costruttiva”, ha detto Osborne, “ed è chiaro che la fase di stallo tra la Grecia e l’eurozona è il rischio più elevato all’economia globale. Ho sollecitato il ministro delle Finanze greco ad agire con responsabilità, ma è importante anche che l’eurozona si doti di un miglior piano per l’occupazione e la crescita. È una minaccia crescente per l’economia britannica. E dobbiamo essere certi che in Europa, come in Gran Bretagna, si scelga la competenza sul caos”.

Le parole provocatorie del ministro britannico non potevano passare inosservate. A Londra ci si sta interrogando se davvero sia corretto affermare che lo stallo sul debito greco sia una minaccia all’economia globale. I giornali britannici online hanno chiesto i pareri di alcuni esperti. Rob Wood della banca Berenberg, intervistato dall’Observer, pensa che “il futuro della Grecia nell’eurozona, è certo un problema, ma evitiamo il panico. Le mosse del mercato, in ogni caso, da quando Syriza ha preso il potere dimostrano che i controlli su un eventuale contagio nell’eurozona sono più forti rispetto al 2012”. Mujtaba Rahman dell’Eurasian Group, intervistato da Bloomberg, sostiene che le due parti “arriveranno ad un accordo. Non ha senso che un paese possa abbandonare l’Euro e restare membro della UE. I fattori storici giocano un ruolo. L’orientamento europeista della Grecia precede qualunque legame con il corso del paese con l’Euro ed è inverosimile che questo legame venga sciolto così facilmente”. E se Tsipras fallisse e si dovesse andare a nuove elezioni, conclude l’economista, appare molto più probabile un nuovo programma di ristrutturazione piuttosto che l’uscita dall’Euro.

Affatto colpito dalla posizione di Osborne, che era nota fin da quando il capo del governo britannico Cameron inviò un ingeneroso tweet a Tsipras subito dopo la vittoria, ricordandogli di pagare i debiti, Varoufakis parla intanto agli investitori e ai banchieri della City londinese. Secondo l’agenzia Reuters: “Varoufakis pensa di incontrare almeno 100 tra banchieri e istituzioni finanziarie nella tarda serata di lunedì. A loro dirà che la Grecia sarà in grado di ottemperare ai suoi doveri in modo che non vi sia alcun impatto nocivo sui titolari dei suoi titoli di stato, soprattutto privati”. Probabilmente, il passaggio da Londra per Varoufakis era il più difficile, in Europa, e lo si è visto. Il governo conservatore ha mostrato freddezza e gelo intorno a quella ricontrattazione del debito greco che invece la Francia di Hollande e Valls hanno detto di voler riscrivere. Cosa farà martedì il governo italiano? Con quale posizione si allineerà?

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