Le prime tre vincono tutte, polemiche velenose Galliani-Juve per differenti prospettive tv

Le prime tre vincono tutte, polemiche velenose Galliani-Juve per differenti prospettive tv

Dopo il mezzo passo falso di Udine, la Juve è tornata a vincere ma, stavolta, dopo quattro pareggi deleteri che l’avevano allontanata dalla capolista,  lo  ha fatto anche la Roma;  chi, invece, marcia speditamente senza avere problemi è il Napoli, al quarto successo consecutivo.  Per le prime tre posizioni, la classifica,  in pratica, è rimasta invariata nelle distanze ma, con una giornata in meno, a beneficio della Juve che prosegue la sua marcia.

Juve-Milan,  una volta, una classica,  ma ora…. Fino a qualche anno fa sull’asse Torino-Milano, queste partite erano ritenute sfide classiche, fra due squadre  e società dominatrici di tanti campionati e gli esiti finivano con avere influenze di classifica ma, negli ultimi tempi,  troppo evidente è stato il divario fra le due compagini ( 5 le sconfitte consecutive per il Milan) per cui, alla fine, hanno finito col prevalere solo sterili polemiche di contorno,  servite per indispettire le rispettive tifoserie e basta.  Stavolta è toccato a Galliani, il “signor geometra” com’è stato appellato ironicamente dalla Juve,   aprire i fuochi  sulla prospettiva non parallela nell’interpretazione del possibile fuorigioco di Tevez, in occasione del primo gol; di lì a poco, la dichiarazione bianconera che precisava le leggi e gli ordinamenti vigenti  con la replica stizzita sul sito rossonero. Al di là di questo episodio se ci fosse o meno il fuorigioco  (e i conseguenti ipotetici  se e ma….) la Juve ha vinto e ha meritato di vincere la partita perché ha  dimostrato di essere più forte del Milan, ha segnato tre reti e non ha avuto eccessive difficoltà a contrastare l’avversario.  Né l’assistente  né l’arbitro hanno ravvisato il fuorigioco, per cui era perfettamente inutile tirare in ballo visioni prospettiche, gestione arbitraria bianconera  con manipolazioni delle immagini nel replay televisivo, oppure  ricordando, per la milionesima volta,  anche lo storico gol di Muntari stravisto da tutto l’universo ma non dall’arbitro né dal guardalinee. Recriminazioni inutili.  Il Diavolo, con Galliani in testa,  per finire all’ultimo tifoso, devono, invece, apprezzare quanto di buono ha fatto vedere in campo una squadra rabberciatissima (9 infortunati e 2 squalificati),  sfiorando il gol e, a tratti,  mettendo anche in difficoltà la Juve che, però, alla fine,  ha fatto valere la legge del più forte. Con l’inserimento di tutti i nuovi acquisti, Inzaghi dovrebbe finalmente dare un assetto più o meno definitivo alla squadra, evitando, si spera, di ripresentare un centrocampo inguardabile con l’accoppiata (sessantaduennne…) Essien-Muntari, tanto contestata dalla tifoseria.   Sulla Juve c’é da dire che, ormai, appare entrata nel periodo di mera gestione del vantaggio verso  il quarto scudetto, per dedicarsi maggiormente alla qualificazione di Champions.

La Roma riprende.    Importante e bella vittoria della Roma in quel di Cagliari, dove,  nonostante le diverse assenze,  Garcia ha avuto il coraggio di lanciare la linea verde, di nome e di fatto perché Daniele Verde, 18 anni, ha segnato e fatto segnare, facendo un figurone insieme ad altri due imberbi, Sanabria e Paredes,19 e 20 anni.  C’era bisogno di uno scossone nell’ambiente giallorosso dopo un mese di sonnolenti risultati e progressive critiche e, contrariamente alla moda corrente di esperti grossi nomi,  si è preferito ricorrere a forze fresche, ambiziose ma disponibili a sacrificarsi  e il risultato è stato premiante. Adesso la rincorsa alla Juve, per quanto aspra e impossibile, può riprendere con fiducia e maggiore tranquillità.

Il Napoli si riconferma.  Quarta vittoria consecutiva e terzo posto consolidato a +7 dalla quarta posizione: il Napoli contro l’Udinese ha evidenziato una nuova compattezza di squadra, dando l’impressione di poter competere da terza forza, qualora qualcuno più in alto dovesse rallentare. E’ tornato il sereno sotto il Vesuvio e, per Benitez, ora,  si parla di rinnovo.

Avanza la Fiorentina.  A ridosso del trio di testa, per ora, ( in attesa del posticipo di stasera fra Lazio e Genoa) ecco la Fiorentina che, dopo la sofferta ma meritata vittoria sull’Atalanta all’89’,  raggiunge la Sampdoria e punta a continuare la corsa verso la zona Champions.  Con Cuadrado, ormai, alle spalle,  l’inserimento di Diamanti si è rivelato azzeccato e l’undici di Montella vuole prolungare la serie favorevole di tre vittorie e due pareggi.  Al contrario della Sampdoria che, invece,  non vince più e nelle ultime tre giornate ha sciupato quanto di buono aveva messo in mostra in precedenza; anche contro un magnifico Sassuolo, a fatica, i doriani sono riusciti ad acciuffare il pari e, di questo passo, saranno costretti a rientrare nei ranghi.  La Lazio, invece, solo vincendo, stasera contro il Grifone, potrebbe sorpassare l’accoppiata viola-blucerchiata e l’occasione è troppo ghiotta per essere sciupata.

Inter-Palermo : chi rinasce e chi si ferma.  Una partita nella quale l’Inter ha sfruttato concretamente le occasioni mentre il Palermo, le sue, le ha sciupate o per imprecisione o per sfortuna (colpiti due pali);  si è vista un’Inter meglio disposta a tre a centrocampo con indubbi benefici per l’unica vera punta, Icardi, autore di una provvidenziale doppietta che, aggiunta al gol iniziale di Guarin, ha consentito di chiudere il ciclo negativo di tre sconfitte, rasserenando Mancini e l’ambiente, anche se ora si attendono conferme dai prossimi impegni, Europa League compresa. Ma questo tonificante successo, per di più con tre squilli, ci voleva proprio.

Torino ed Empoli sugli scudi. Vincendo a Verona, il Torino, ha incassato il nono risultato consecutivo positivo e la quarta vittoria di seguito, meglio di così… Con Quagliarella tornato ai vecchi standard, è possibile continuare a sognare. Importantissimi i tre punti conquistati da un ritrovato Empoli contro un Cesena che sembrava in ripresa ma deve continuare a soffrire in fondo alla classifica che vede Parma e Chievo fermate dalla neve (si recupera mercoledi 11) in quella che sarà il classico scontro diretto da mors tua vita mea, anche se il destino degli emiliani appare segnato più dalle vicende societarie che da quelle calcistiche. Nell’osservare una società che non paga da mesi gli stipendi,  passata e ripassata,  nel giro di qualche mese,  in mano ad anonime proprietà straniere, con una città che assiste  attonita e impotente,  viene spontaneo ricordare i tempi del crac Parmalat.

Share

Leave a Reply