Senato: Primarie per legge? No del governo. Corruzione libera. Parte Pd non voterà l’Italicum

Senato: Primarie per legge? No del governo. Corruzione libera. Parte Pd non voterà l’Italicum

“No del governo”: “Ma perché?”. La ministra non risponde. Eppure si tratta di un emendamento molto importante presentato da cinque senatori del Pd, Ricchiuti, Mineo,Tocci, Casson, Lo Giudice, i quali chiedono che le primarie siano regolate per legge. Emendamento bocciato con 170 voti contrari e 77 favorevoli . Non spetta commentare a chi presiede la seduta a Palazzo Madama, ci vorrebbe qualcuno del governo, chi meglio  della  Boschi, ministro delle riforme? Già, proprio lei che fa “salotto” fra Palazzo Madama e Montecitorio per spettegolare sulle candidature per il nuovo presidente della Repubblica, preferibilmente con  esponenti di Forza Italia a partire da Romani. Già che c’è, ha trovato il modo di twittare, insieme una sciocchezza e una offesa ai senatori del Pd e degli altri gruppi che non apprezzano, anzi, l’Italicum. “Quando finiranno le polemiche e leggeranno il testo, scopriranno che il Senato sta facendo una legge elettorale seria. Come promesso #la volta buona”.  Renzi  Matteo non ha lasciato sola la ministra e ha ritwittato. Il testo è stato poi ritwittato dal presidente del Consiglio. Ormai fanno a gara a dire quanto siamo bravi. E chi dissente viene accusato di non aver letto il testo. Verrebbe da dire  “in che mani siamo”, ma è questo che passa il mercato.

Perché  Renzi si oppone alle primarie per legge? Mistero ma non troppo

Non solo, ai senatori che hanno presentato l’emendamento ma anche ai cittadini interesserebbe  sapere perché il no del governo e della maggioranza, quella vecchia, che ha perso tante penne  e quella nuova. Ma non possono dirlo perché solo qualche giorno fa hanno detto che le primarie sono da rivedere e in molti hanno parlato di una legge. Quando è scoppiato il “caso Liguria”, una porcata di prima grandezza  che  ha provocato le dimissioni dal Pd di uno dei suoi più illustri fondatori, Sergio Cofferati, a partire dal premier c’è stato un rosario di dichiarazioni non solo di esponenti del Pd.  Proprio nel tentativo di fare recedere l’europarlamentare da una decisione traumatica, i dirigenti del Pd che per tanti giorni hanno ignorato  quanto Cofferati andava dicendo sull’inquinamento delle primarie, hanno giurato che la “questione primarie” sarebbe stata rivista. Bene, l’occasione c’era. Hanno detto no, anche a nome dell’alleato numero uno, il pregiudicato, che vede le primarie come il fumo negli occhi.

La seduta fiume del Senato, un triste e desolante spettacolo

Man mano, la seduta fiume del Senato, si sta trasformando in un triste e desolato spettacolo. Emendamento dopo emendamento, quelli che ci sono rimasti dopo l’approvazione del “supercanguro”.

Miguel Gotor. La nostra battaglia proseguirà alla Camera. L’amaro commento di Lucrezia Ricchiuti

Come tanti soldatini messi in riga dai caporali, i senatori della nuova maggioranza, Pd, Ncd, Forza Italia, votano senza batter ciglio. Non è ancora stabilito quando ci sarà il voto finale. Si parla di martedì, prima che si aprano le urne per il Capo dello Stato. Ogni tanto, per rompere la monotonia,  qualche lite, qualche parolaccia. Lo specialista ,autore del “supercanguro”, il senatore Dem, Esposito, colui che ha definito “parassiti” gli esponenti della sinistra chiede scusa. Come i coccodrilli che dopo aver divorato una persona, si dice, che piangono. È  Miguel Gotor,  che ha dato un significativo contributo alla battaglia della minoranza del Pd, a non lasciar cadere  il truce episodio  di cui è stato protagonista l’Esposito, un “giovane turco”. “Chi come me crede ancora fortemente nella funzione dei partiti e nella libera dialettica parlamentare non può che rimanere amareggiato da quanto è accaduto in queste ore”.  “Quello che più mi amareggia-prosegue- è vedere un mio collega esponente di un partito che si chiama e si definisce ‘democratico’ bollare come ‘parassiti’ quelli come noi, colpevoli di voler portare avanti una battaglia di civiltà, serietà e democrazia. La nostra battaglia proseguirà alla Camera”. Da Stefano Fassina, a nome della minoranza arriva l’annuncio che “parte  del  Pd non voterà l’Italicum”. “Sbaglieremo –dice- a non prendere atto della realtà dei fatti, ovvero del partito del Nazareno” e parla di “brutta pagina” perché Renzi “doveva trovare un compromesso, invece ci siamo trovati di fronte alla scelta politica di privilegiare il rapporto con Berlusconi, con un contorno di dichiarazioni offensive della dignità di chi cerca di dare un contributo”. “Il patto stretto che Renzi ha fatto da tempo con Berlusconi – continua Fassina- ignorando i contributi che arrivano dalla minoranza del Pd, si è trasformato nel partito unico del Nazareno, Renzi ha scambiato con Berlusconi la possibilità di avere i nominati, con il premio alla lista”. ”Posso pensare solo che l’emendamento all’Italicum – dice la senatrice democratica, Ricchiuti, puntando il dito contro il ministro Boschi, nel video condiviso dai Cinquestelle – era stato bocciato perché presentato da quelli che il mio partito chiama i gufi”

A Montecitorio  tanti deputati della minoranza Pd non partecipano al voto

Passiamo da Palazzo Madama a Montecitorio. Il clima non è certo migliore. Anche qui una corsa contro il tempo per discutere le “riforme“ costituzionali. Forse il voto finale dopo l’elezione del presidente della Repubblica. Sono stati approvati soltanto due articoli della legge Boschi: quello relativo alla composizione ed elezione del Senato (95  nominati dalla istituzioni territoriali e cinque nominati dal presidente della Repubblica) è stato approvato con270 sì, 113 no e 4 astenuti . In tutto, hanno votato solo 387 dei 630 deputati. Molti parlamentari della minoranza Pd non hanno partecipato al voto, fra questi  Pier Luigi Bersani, Rosy Bindi, Gianni Cuperlo, Stefano Fassina e Alfredo D’Attorre. Tra i 113 “no”  Pippo Civati,  8 deputati di  FI e 2 di Area popolare. Raffaele Fitto che  ha duramente attaccato Berlusconi per l’accordo con Renzi dice che non abbandonerà il partito. “Siamo  dentro Forza Italia- afferma- ma contro la linea ‘Forza Renzi’ emersa in queste ore”.

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