Il patto del Nazareno è vivo e combatte insieme a noi. Intanto, Mattarella va alle Fosse Ardeatine

Il patto del Nazareno è vivo e combatte insieme a noi. Intanto, Mattarella va alle Fosse Ardeatine

“Il mio pensiero a speranze e difficoltà dei nostri concittadini. È sufficiente questo.”  Chi ascoltava Sergio Mattarella appena eletto Presidente della Repubblica è rimasto sconvolto, abituati come siamo a tweet, hashtag, pensierini su facebook di Renzi Matteo che, ancora con gli occhi socchiusi, ci rende edotti dei suoi pensieri, mai alti e mai lunghi perché la rete non lo consente. Intanto, il neoeletto presidente Mattarella compie il suo primo atto: si reca alla Fosse Ardeatine, molto applaudito dalla gente, come gesto simbolico che intende riaffermare le radici antifasciste, sue, della Repubblica e della Costituzione sulla quale giurerà.

A fronte della frugalità verbale del  Capo dello Stato, dopo la sua elezione c’è stata un vera e propria inondazione  di commenti, retroscenisti scatenati, chiacchiere da cortile per lo più. La domanda di tutti o quasi, chi ha vinto. La risposta non può che essere una: Renzi. Ma se ci si ferma qui non si va molto lontano. Intanto, c’è da attendere il discorso di insediamento di  Mattarella previsto per martedì mattina. Chi lo conosce richiama continuamente  parole come “sobrietà”, “misura”, “concretezza”, “difesa della Costituzione”. Insomma, Renzi avrebbe preferito un “giovanotto”, tenendo conto dei limiti minimi di età previsti per candidarsi alla massima carica della Repubblica, uno, insomma, più vicino a lui. Una questione secondaria, si dirà? Non è così, la forma è contenuto, non si possono scindere. E il contenuto non è di poco conto, riguarda il  futuro del nostro Paese. Si parla di avvio della  Terza Repubblica, un passato da dimenticare come dice la vecchia, splendida canzone napoletana.

Toti a Monti: Lei sa bene che il “Nazareno” risorge dopo pochi giorni

Ma non è così perché, questo è il vero, grande problema, il patto del Nazareno è vivo e lotta insieme a noi, verrebbe da dire riprendendo un antico slogan. Ma come, si dirà, lo stesso Berlusconi strilla che Renzi lo ha distrutto! Non è così. Del resto, ci sono segnali molto chiari. Una conversazione fra Toti e Monti viene riportata da un’agenzia televisiva, “Vista”. Si tratta di un “fuori onda”, in cui i due scherzano sulle tensioni fra Renzi e l’ex cavaliere. Monti afferma: “Certo che quello che è successo non segna proprio il miglior momento per il Nazareno”.  La risposta di Toti: “Presidente, lei sa bene che il Nazareno risorge dopo pochi giorni, questo lei lo sa no?”. Chiosa Monti: “Se non sbaglio avviene sempre di sabato…”. Ma come, proprio il pregiudicato aveva detto ai suoi che la indicazione di Mattarella da parte del premier significava la fine del patto?

La faccia dura del pregiudicato ad uso e consumi dei suoi  oppositori

Tutto ad uso e consumo, dice chi conosce bene il berlusca, degli oppositori interni, i fittiani, che non hanno mai digerito l’accordo con Renzi. Anche la faccia dura, non ci presentiamo in aula, un modo per riprendere nelle mani un partito che gli sta sfuggendo. Proprio i puri e duri di Fitto avevano deciso di votare scheda bianca offrendogli il pretesto per ammorbidire la sua posizione senza subire accuse di cedimento a Renzi e al suo appello. Ugualmente nei confronti di Alfano, mentre alcuni alzano i toni, lui in fondo comprendeva che il ministro degli interni non poteva che fare così. Altrimenti saltava il governo. E lui ci tiene, perché con le elezioni salterebbe lui, questa volta definitivamente. Alfano e Berlusconi hanno bisogno del governo Renzi e del parallelo patto del Nazareno. Per questo alzano i toni. Il capo del Nuovo Centrodestra dice che Ap ( l’alleanza con Casini ndr) non è un monocolore del Pd. “Ap c’è e non va mai dato per scontato”.

Alfano: con Fi non c’è scontro, lavoriamo assieme per costruire un nucleo moderato

Con Forza Italia non c’è scontro, anzi. Afferma: “Dobbiamo lavorare alla costruzione di un nucleo moderato. Potremmo così tornare a calamitare quel voto che – dopo essere stato attratto da Renzi – inizia nei sondaggi a dare i primi segni di delusione”.  E pensa alle prossime elezioni regionali, a una grande alleanza. Forza Italia apprezza e approva. Il capogruppo Romani, con tono altezzoso chiede a  Renzi di chiarire subito quale è la sua maggioranza, se con Sel o con Alfano e per la proprietà transitiva con  il pregiudicato. Certo, se il premier privilegiasse la maggioranza che si è creata per l’elezione dell’inquilino del  Quirinale, le cose cambierebbero. Dal canto suo, Brunetta  fa sapere che a partire dalla legge elettorale, se Renzi non si comporta bene sono guai. Ma i tanti  forza italioti che hanno votato per Mattarella o hanno disperso i loro voti, più di quaranta, come si recuperano?  Toti , il coordinatore Fi, minimizza. Ma i numeri sono numeri. Si parla infatti di circa 60 votanti, visto che la scheda senza nome l’hanno depositata anche esponenti di altre forze. Sì, può darsi,  problemi personali, magari sono siciliani e non volevano fare un torto a Mattarella, dice Toti, ma capita sempre, non drammatizziamo. Si potrebbe concludere: ai posteri l’ardua sentenza. Ma i “posteri” sono i prossimi giorni. I lavori parlamentari, legge elettorale compresa, sono vicini.

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