Seal, successo per una voce soul

Seal, successo per una voce soul
La sua voce profonda è immediatamente riconoscibile. Il suo stile musicale melodico e sofisticato è un evidente marchio di fabbrica di un cantante e compositore che sin dal suo primo album si è imposto come una delle realtà più significative e originali degli ultimi venti anni. Seal Henry Adeola Samuel, conosciuto semplicemente come Seal, 51 anni, è un cantante inglese di origine nigeriana. In 25 anni di carriera professionale ha inciso nove album in studio, quattro live, due compilation e ben 37 singoli per complessive trenta milioni di dischi venduti in tutto il mondo. A differenza di molti suoi colleghi di colore dediti al rap al funk o alla black music, Seal si è sempre concentrato su un sound molto elegante e una musica melodica, in perfetto equilibrio tra atmosfere acustiche blues e sonorità elettroniche decisamente ‘morbide’. La chiave del suo successo immediato è stato il mix di voce, composizioni e l’abilità del produttore inglese Trevor Horn (Yes, Genesis, Mike Oldfield, Grace Jones, Tina Turner, Paul McCartney) che ha subito intuito le potenzialità del cantante e del suono più adatto per la sua personalità e per la sua musica. La proficua collaborazione fra Trevor Horn e Seal prosegue tutt’ora anche se il cantante si è circondato anche di altre produttori come David Foster, Lochem Van  Saag e Stuart Price. Cresciuto in un distretto della città di Westminster, nella Londra centrale, ha origini nigeriane da parte di madre e brasiliane da parte di padre.  Seal è affetto da Lupus eritematoso discoide, che gli ha procurato le numerose cicatrici che ha sul volto. Il cantante di colore ha rivelato in una intervista che è affetto da questa malattia sin dall’adolescenza. Oltre alle cicatrici, un altro effetto della malattia è stata la precoce perdita dei capelli. Dopo aver militato in un gruppo funk nella seconda metà degli anni ’80, raggiunse il successo con il singolo “Crazy” nel 1989 che arrivò al secondo posto in Gran Bretagna e al primo posto in Olanda, Svezia e Svizzera. Nel 1990 iniziò il sodalizio con Trevon Horn e con il tastierista e compositore Guy Sigsworth, co-autore e arrangiatore di molti brani del cantante.
 Il produttore Trevor Horn e il cantante Seal raggiunsero subito un’intesa sul suono per il primo album: brillante, intenso e sofisticato. Per le registrazioni delle nove canzoni, Seal si circondò di eccellenti musicisti come il percussionista Paulinho De Costa, il chitarrista-tastierista Trevor Rabin, il batterista Andy Duncan, il bassista Steve Pearce, il batterista Curt Bisquera e il tastierista Richard Cottle.

“Seal”, il disco omonimo, fu l’esordio folgorante

L’album fu composto in Gran Bretagna e negli Stati Uniti tra novembre del 1990 e aprile del 1991. Seal miscelò con grande abilità le sue radici che affondano nel blues, nel soul e nel pop-rock sofisticato. Gli arrangiamenti estremamente curati soprattutto per il lavoro delle tastiere e delle percussioni e il suono pulito e potente di Trevor Horn fanno di “Seal”, un ottimo disco e un debutto davvero folgorante per un artista che aveva allora 27 anni. Tra le canzoni spiccano per vitalità e profondità sonora “Deep Water”, “Killer” e “Violet”, melodico e sognante brano di chiusura dominato dalla tastiere elettroniche, il pianoforte e le percussioni. “Seal” fu pubblicato l’11 giugno del 1991 ed ebbe un immediato riscontro di vendite. Arrivò al primo posto in Gran Bretagna, al secondo posto in Austria e Svizzera, al quarto posto in Olanda, al quinto posto in Svezia, al settimo in Germania e al 27° negli Stati Uniti. L’album si aggiudicò ben sette dischi di platino e cinque d’oro.
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