L’Assemblea nazionale francese riconosce lo Stato di Palestina

L’Assemblea nazionale francese riconosce lo Stato di Palestina

Con 339 voti a favore e 151 contrari, l’Assemblea nazionale francese ha approvato una Risoluzione per il riconoscimento dello Stato di Palestina, nel pomeriggio di martedì 2 dicembre. Il testo approvato non ha alcun valore vincolante, poiché chiede al governo francese di riconoscere lo Stato di Palestina. Tuttavia, esso contiene un valore politico, poiché spinge anche la Francia, insieme con la Svezia e la Gran Bretagna, a sostenere il voto favorevole in seno al Parlamento Europeo, quando voterà un’analoga Risoluzione nel corso di questo mese. La Risoluzione è stata presentata dal gruppo Socialista all’Assemblea nazionale, ed è stata contrastata dai deputati dei partiti di centrodestra, dei quali, 151 hanno votato contro, 68 non hanno partecipato al voto e 16 si sono astenuti. Hanno votato invece favorevolmente la quasi totalità dei socialisti, gli ecologisti, il Front de gauche, una parte dei radicali di sinistra e alcuni deputati di UMP e UDI. Lo stesso testo sarà all’attenzione del Senato il prossimo 11 dicembre. Ad oggi sono 135 i paesi che nel mondo hanno riconosciuto la Palestina come Stato indipendente. Tra essi mancano molti stati europei, e l’intero Nord America. Tra questi, l’Italia, il cui neoministro degli Esteri Gentiloni, ha sostenuto che invece un tale voto da parte del nostro Parlamento sarebbe prematuro. Insomma, ormai ovunque in Europa gli stati si mobilitano per il riconoscimento dello Stato di Palestina, perché può essere un grande contributo verso il processo di pace e verso una posizione formalmente più forte in ambito Onu. E quasi ovunque in Europa, sono i socialisti che aprono il dibattito pubblico intorno alla questione palestinese e si fanno carico di presentare Risoluzioni nei loro Parlamenti. Cercando di allargare quanto più possibile lo spettro dei partiti favorevoli, come ad esempio è accaduto in Spagna e in Gran Bretagna.

I socialisti avevano sperato di far convergere sul loro testo una larga maggioranza dei deputati. E una delegazione di parlamentari si è recata dal ministro degli esteri Fabius per una approvazione preventiva del testo in esame al Parlamento. La presidente della Commissione esteri, Elisabeth Guigou, ha pesato ogni parola. I socialisti hanno sostenuto che anche il voto francese s’inscrive in un movimento che ormai, dopo la Svezia, la Gran Bretagna e la Spagna, sta allargandosi ad altri Parlamenti europei. Nel suo discorso di approvazione del testo all’Assemblea, è stato lo stesso ministro Fabius a sottolineare che “spetta all’esecutivo giudicare l’opportunità politica di riconoscere lo Stato palestinese”, senza naturalmente annullare la Risoluzione del Parlamento. Tuttavia, ha proseguito Fabius, “la Francia riconoscerà la Palestina, perché non è un favore, né una concessione, ma un diritto”. Per il ministro degli esteri francese, socialista, il riconoscimento dello Stato di Palestina è un diritto. Perché non lo è per il ministro degli esteri italiano, membro di un partito che ha aderito al Partito Socialista europeo?

Le reazioni non si sono fatte attendere. L’Ambasciata di Israele in Francia ha vivacemente contestato il voto dei parlamentari, mentre la LDJ, la Lega di difesa ebraica francese ha addirittura qualificato come “nazisti” i deputati favorevoli al riconoscimento dello Stato di Palestina. In un comunicato, l’Ambasciata di Israele in Francia ha sostenuto che il riconoscimento “allontana le possibilità di pervenire ad un accordo” di pace. “Questo voto”, sostengono dall’Ambasciata israeliana a Parigi, “invia un messaggio sbagliato ai leader e ai popoli della regione”.

Diversa, ovviamente, la reazione dei palestinesi, che invece hanno salutato con favore l’atto sia pure politico e simbolico dell’Assemblea francese. Il ministro palestinese agli Esteri, Riyad al-Malki ha “ringraziato il Parlamento e il popolo francese”. E in un comunicato un alto dirigente dell’OLP, l’Organizzazione per la Liberazione della Palestina, ha richiamato il governo francese “a tradurre in atti il voto del Parlamento”. La presidenza palestinese saluta una “decisione coraggiosa,  che rilancia il futuro di pace in Palestina e nella regione, nell’interesse della soluzione a due Stati con l’instaurazione di uno Stato indipendente di Palestina nelle frontiere del 1967 e con Gerusalemme Est per capitale”. Perfino Hamas è costretta a riconoscere che il testo dell’Assemblea francese “riflette gli appelli di tutto il mondo a restituire ai palestinesi i loro diritti”. Lo ha detto il portavoce di Hamas a Gaza, Sami Abou Zouhri.

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