Il segretario di Stato Usa John Kerry convinto di aver fermato l’ISIS. Gli esperti lo negano

Il segretario di Stato Usa John Kerry convinto di aver fermato l’ISIS. Gli esperti lo negano

John Kerry, segretario di Stato Usa, ha riunito mercoledì a Bruxelles i ministri dei paesi della coalizione anti Isis in Siria e in Iraq. Secondo gli Usa, “l’avanzata dello Stato islamico attraverso la Siria e l’Iraq sta per essere fermata. Le forze irachene e le forze del governo regionale del Kurdistan, col sostegno dei raid aerei della coalizione riguadagnano terreno in Iraq”. John Kerry si è spinto anche oltre: “nessun’altra grossa unità militare dell’Isis potrà più avanzare senza subire pesanti perdite”.  Proprio sul terreno lo Stato islamico ha subito la sconfitta più pesante in Iraq, secondo i ministri, dove i jihadisti mantengono ancora posizioni strategiche. L’esercito iracheno e le milizie sciite hanno riconquistato a metà novembre la diga di Adhaim. Alcuni giorni prima, i jihadisti erano stati costretti a fuggire dalla raffineria e dalla città di Baiji. E infine hanno abbandonato la regione strategica di Jurf al-Sakhr, a sud di Baghdad.

Tuttavia, nonostante le grida di giubilo di Kerry e dei ministri della coalizione, alcuni esperti in strategia militare non sono ancora convinti che la guerra contro l’Isis sia sul punto di essere vinta. John Drake, analista del Gruppo AKE sostiene che queste vittorie sul terreno sono state facilitate dalla decisione strategica dell’Isis di ritirarsi altrove. In realtà, dicono questi esperti, lo Stato islamico conserva ancora una parte enorme del paese, con la provincia di al-Anbar e di Mossul, la seconda città più grande dell’Iraq.

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