Grosse Koalition in Svezia. Cancellate elezioni anticipate a marzo

Grosse Koalition in Svezia. Cancellate elezioni anticipate a marzo

La coalizione di governo di sinistra che in minoranza guidava la Svezia con Socialdemocratici e Verdi fino a qualche giorno fa, ha trovato un accordo con i quattro partiti di centrodestra riuniti nel gruppo di Alleanza per la formazione di un nuovo governo di Grosse Koalition, in modo da scongiurare il ricorso alle elezioni legislative anticipate già fissate per il 22 marzo. L’accordo mette nell’angolo il partito dei Democratici svedesi, xenofobi e anti-immigrati. Il premier svedese Stefan Lofven aveva rimesso il suo mandato pochi giorni fa, quando il Parlamento svedese aveva rigettato il suo progetto di legge finanziaria, e piuttosto che farne approvare uno targato centrodestra, si dimise e annunciò le elezioni anticipate il 22 marzo. “La Svezia ha la tradizione di spare risolvere questioni difficili”, ha detto Lofven, “sono felice di aver raggiunto un accordo che dà alla Svezia la possibilità di essere governata”. L’accordo tra la coalizione dei Socialdemocratici e dei Verdi con i quattro partiti riuniti in Alleanza comporterà una revisione del progetto di legge di bilancio svedese, e l’introduzione di una serie di cambiamenti significativi proposti dal centrodestra ora al governo. L’accordo durerà fino al 2022, e prevede leggi sulle politiche pensionistiche, sulla difesa e sull’energia.

“Singifica che la Svezia può essere governata da partiti che hanno il massimo consenso degli elettori”, ha detto il leader del Partito Moderato di centrodestra, Anna Kinberg Batra. Nonostante la tradizione dei governi di minoranza, la Svezia, dal 1958, non ha mai fatto ricorso ad elezioni anticipate, e anche questa volta l’esplodere del fenomeno dei Democratici, partito di destra neonazista, divenuto il terzo partito della Svezia, aveva fatto temere il peggio, tanto da convincere l’Alleanza dei partiti moderati di centrodestra a siglare l’accordo con Socialdemocratici e Verdi. Gli ultimi sondaggi non rilevavano che un’ascesa temibile dei neonazisti, al punto da essere loro l’ago della bilancia per ogni futuro governo svedese. Sostanzialmente, i sondaggi disegnavano ormai la Svezia come un Paese divaricato in due tronconi: Socialdemocratici da un lato, e Democratici svedesi, neonazisti e xenofobi, dall’altro, con gli altri partiti a far da contorno con percentuali non singificative. Ed è stato proprio il sondaggio del 16 dicembre dell’Istituto Novus a convincere i partiti dell’Alleanza di centrodestra a unirsi alla coalizione: i Democratici venivano dati tra il 17 e il 20 per cento, ma in crescita fortissima, contro il 12% delle ultime elezioni.

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