Processo Eternit, richiesta shock in Cassazione

Processo Eternit, richiesta shock in Cassazione

Richiesta shock alla Cassazione. Il sostituto Procuratore Generale ha infatti richiesto l’annullamento per prescrizione e non solo del maxi-processo Eternit, per il quale era stato formulato il disastro ambientale. Se la Corte accetterà questa richiesta, sarà nulla la sentenza già emessa in secondo grado di giudizio per l’unico imputato, il magnate Stephan Schmidheiny, che aveva ricevuto una condanna a 18 anni di reclusione. Il procedimento si chiuderà la prossima settimana, quando si arriverà al pronunciamento della Sentenza, che potrebbe cancellare quanto prodotto in tutti questi anni. L’illustrazione del Pg è estremamente chiara, secondo lui “è stato un errore contestare il reato di disastro, perché a suo avviso, questo tipo di accusa non è sostenuta dal diritto”. Poi l’esempio che giustificherebbe la sua requisitoria e la sua richiesta. Se una casa crolla e provoca vittime, si può ipotizzare il reato di disastro. Cosa diversa è il disastro che provoca morti a distanza di tempo, di decenni, così come è avvenuto ed avviene a Casale Monferrato, dove ancor oggi si contano le vittime della dispersione dell’amianto, per una contaminazione invisibile. “Anche se oggi qui si viene a chiedere giustizia, un giudice -ha scandito il Pg Jacoviello –  tra diritto e giustizia deve scegliere il diritto”. Dopo l’arringa del Pg, la parola ora passa ai legali delle parti civili. Questo procedimento in Cassazione, non interessa solo i familiari delle vittime di Casale Monferrato, dove esisteva lo stabilimento killer dell’Eternit, ma anche cittadini che sono arrivati a Roma da Brasile, Argentina, Stati Uniti, Giappone, Belgio, Francia, Inghilterra, Svizzera ed Olanda, dove si sono registrate situazioni analoghe a quella italiana e che guardano alla sentenza che arriverà la prossima settimana, con grande attenzione, perché potrebbe rivelarsi un precedente giudiziario da impugnare nei propri Paesi. “Nel rispetto dell’autonomia della magistratura, rimango sinceramente sconcertato di fronte alla richiesta del procuratore generale della Cassazione di ‘annullamento senza rinvio della condanna a Stephan Schmidheiny perché tutti i reati sono prescritti’. L’imputato era stato condannato a 18 anni in appello perché responsabile della morte di migliaia di lavoratori delle aziende Eternit in Italia. Se la prima sezione penale della Cassazione dovesse accogliere la richiesta del Procuratore Generale, saremmo di fronte all’ennesima dimostrazione del non funzionamento del sistema giudiziario italiano, tanto piu’ grave al cospetto di una tragedia senza precedenti che rimarrebbe priva di responsabili”. Ad affermarlo è il senatore del Pd Vannino Chiti.

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