Libia, parlamento sciolto per elezioni incostituzionali

Libia, parlamento sciolto per elezioni incostituzionali

La Corte suprema libica ha riscontrato l’incostituzionalità delle elezioni che si sono svolte lo scorso 25 giugno e ha annunciato lo scioglimento del Parlamento di Tobruk, riconosciuto invece dalla comunità internazionale. La decisione sarebbe maturata a causa del ricorso presentato da alcuni deputati islamisti del Congresso generale nazionale (l’ex parlamento), che hanno chiesto alla corte di esprimersi sulla costituzionalità del parlamento, che doveva tenersi a Tripoli e riunirsi a Bengasi, e non a Tobruk, almeno stando alla costituzione provvisoria libica. In seguito alla decisione della Corte, anche il governo di Abdullah al-Thinni subisce una forte delegittimazione e l’ex parlamento libico con sede a Tripoli, rianimato dai filoislamisti, ha immediatamente annunciato di aver accolto con favore la decisione della Corte suprema, assumendo le funzioni di nuovo parlamento. Secondo l’emittente al-Arabiya, il parlamento avrebbe convocato una riunione straordinaria per decidere come agire dopo le decisioni della Corte suprema. L’evento potrebbe compromettere il delicato equilibrio su cui si regge il paese libico.

Gentiloni: “Minaccia che riguarda tutti”

Il Ministro degli Esteri Paolo Gentiloni ha commentato la situazione libica al Senato: “La notizia non è incoraggiante e rischia di complicare ancora di più un quadro già complicato. Bisogna rilanciare l’iniziativa delle Nazioni Unite, perché il rischio riguarda tutti, non solo l’Italia. Dalla Libia sono arrivati sulle nostre coste 132 mila rifugiati dei 162 mila totali arrivati nel nostro Paese. Bisogna ricomporre in Libia un clima favorevole”.

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