Campidoglio. Manovre e “voci”. Verso il vuoto? Ora a Roma serve un “patto per la città”

Campidoglio. Manovre e “voci”. Verso il vuoto? Ora  a Roma serve un “patto per la città”

Le voci si incrociano, si rincorrono. È il Campidoglio a tenere banco, con il sindaco Marino al centro di polemiche, di fatto, da quando ha vinto le elezioni. Non un attimo di tregua. A dire la verità ci ha messo del suo. E quando esplode il “caso” Tor Sapienza, un quartiere al limite della sterminata periferia romana, invivibile, affermano gli abitanti, punto di raccordo, se così si può dire, di centri per immigrati, campi rom. Spunta, anche se tutti negano, qualche punta di razzismo, dichiarazioni che non avremmo voluto sentire da parte di alcuni abitanti. Allora le voci, ma anche tante manovre politiche. C’è chi nel gruppo consiliare Pd, quelli che siedono nell’aula che porta il nome di Giulio Cesare,  punta alla crisi, a far venir meno la fiducia a Ignazio Marino, dopo averlo candidato alla carica di primo cittadino. Crisi ed elezioni al più presto, accada quel che accada.

 Guerini convoca il sindaco. I renziani pensano a intesa con Marchini ed elezioni subito .

Nella direzione del Pd romano, tenuta venerdì, fra i più accaniti sostenitori di questa tesi vi sarebbero l’ex capogruppo D’Ausilio, che perde il posto avendo diffuso  il sondaggio nettamente sfavorevole a Marino, il consigliere regionale Ciarla e Michela Di Biase, coniugata di recente con  Dario Franceschini, convertito renziano doc. I primi due si muoverebbero per una candidatura a sindaco di Zingaretti, attuale presidente della Regione. Ma sarebbe in corso anche una operazione ben diversa che potrebbe portare ad un accordo, cui Renzi sarebbe molto interessato, con Marchini, il candidato sconfitto da Marino. Lo stesso Franceschini potrebbe essere in questo caso il candidato sindaco, oppure Gentiloni da poco nominato ministro degli esteri. Fare e disfare insomma, nello stile renziano. Non è un caso che il vice del segretario del Pd, Guerini, segua con grande interesse le vicende del Campidoglio, tanto da convocare il sindaco per un “colloquio”. Gli dirà che, dicono i bene informati, “o cambi tutta la giunta o te ne vai”. L’obiettivo è il primo, ma non si può dire brutalmente. Sullo sfondo, l’ombra della Meloni, Fratelli d’Italia-An, ben piazzata, quarta, nei sondaggi sui leader dei partiti.

Cosentino a Marino. Ti sosteniamo ma la città sta esplodendo, bisogna cambiare tante cose

C’è chi, contrastando manovre tipiche da sottogoverno, invece chiede al Sindaco trasparenza, sollecita un cambio di passo, una giunta rinnovata, per  riprendere un cammino che forse non è mai stato aperto. Il partito, non i dirigenti, ma i militanti, gli elettori, assiste basito, senza possibilità di far sentire la propria voce. Una volta, in una situazione del genere, le sezioni che ora si chiamano Circoli, avrebbero aperto le porte, tenuto riunioni con i consiglieri, gli assessori, con lo stesso sindaco. Ma questa è roba da “reduci”, direbbe Matteo Renzi. Oggi  gli iscritti , i militanti, vengono informati dai media, dai tg. E il partito, i gruppi dirigenti, gli organismi direttivi? Il segretario, Lionello Cosentino, ha una bella gatta da pelare. Ha fatto sapere  al sindaco che  è necessario, da subito, un cambio di passo, che la giunta ha bisogno di una manutenzione, di una revisione, come quando si tratta di auto. Assessori  tutti a casa? Oppure un rimpasto?  “La città- ha detto aprendo i lavori della direzione- sta esplodendo, e bisogna cambiare tante cose. Il sostegno al Sindaco c’è stato e continua ad esserci, ma impone ora un impegno serio e più forte per affrontare al meglio sia i problemi profondi della città che la distanza tra la città e la politica”.

Miccoli: le emergenze da affrontare subito insieme a tutte le forze sociali

Marco Miccoli, deputato del Pd, già segretario della Federazione romana, parla di “un patto con la città”: Marino – dice a Jobsnews.-  “deve prendere l’iniziativa, rivolgendosi a tutte le forze sociali, dai sindacati alle organizzazioni degli imprenditori, dagli artigiani al commercio, al mondo della cultura, alle università, al mondo delle professioni, tutti insieme, per affrontare i grandi problemi della città, che non si risolvono in un anno, per ricostruire un progetto di città, di metropoli”.

“Occorrono da subito” – prosegue – “delibere sulle emergenze, le periferie, i servizi sociali, il riciclo dei rifiuti, la  manutenzione urbana. Non si deve più costruire ma  risanare, come dicono i sindacati degli edili, mettere in sicurezza dai  rischi naturali, occorre abbandonare la cementificazione selvaggia, e orientarsi verso il  recupero del patrimonio esistente e la riqualificazione urbana”. Avvertiamo in queste parole un richiamo a Luigi Petroselli, il sindaco che risanò le periferie dove trascorreva intere giornate per incontrare i cittadini.

Cgil, Cisl, Uil: è tempo che Marino e  la Giunta inizino a pensare e agire

In questa direzione si muovono Cgil e Uil di Roma e del Lazio e la Cisl di Roma Capitale con i segretari Claudio  Di Berardino, Pierpaolo Bombardieri e Mario Bertone. “È tempo che il sindaco di Roma e la Giunta inizino a pensare a ad agire”.  “La cultura dell’integrazione – affermano prendendo spunto dalle proteste di Tor Sapienza – passa anche attraverso politiche sociali attente e mai sviluppate nelle periferie. Infrastrutture, centri sportivi e di aggregazione, presidio del territorio, una rete di trasporti efficiente, lavoro. Sono queste le parole magiche che dovrebbero essere al centro dell’agenda politica dell’amministrazione.”  E parlano di “un patto per lo sviluppo e l’occupazione” rivolgendosi anche  alla organizzazione degli industriali di Roma e del Lazio. Già per le politiche sociali, centro nevralgico in particolare in una città che si è impoverita, e va verso il degrado, c’è bisogno di forti interventi e l’operato dell’assessore Rita Cutini, da più parti, viene ritenuto non all’altezza.

La Giunta ha bisogno di essere rinnovata. Gli assessori non si inventano

 Ad occhio nudo ci si accorge che  questa Giunta ha bisogno di una registrazione, per ripartire. In realtà lo si poteva capire già dalla nomina degli assessori. Il Sindaco non ha mai avuto un buon rapporto con il partito che lo ha eletto. Un senso di autonomia ?  Giusto che un sindaco la rivendichi, visto anche che i partiti non sono proprio degli angeli senza peccato, le poltrone attirano, e per un Pd diviso in correnti e sotto correnti, gruppi  e  gruppetti di potere, il Comune  è una torta che fa gola. Una cosa però è l’autonomia, altro  è l’indifferenza, la mancanza di contatto, di partecipazione. Accade così che il sindaco Marino diventa bersaglio di tutti o quasi, come in un luna park, nei baracconi dove si tira alla sagoma, tre palle un soldo si diceva una volta. E ci si mette pure Alemanno, il peggior sindaco che Roma abbia avuto e ce ne vuole. Prende la testa di un misero corteo di fascisti di ieri e di oggi, cerca di cavalcare la protesta, la rabbia degli abitanti  di Tor Sapienza, di altre periferie. Proprio lui che ha devastato Roma, un bilancio da brividi, buchi immensi.  Marino  doveva sapere che quando un sindaco  nomina  una giunta non proprio all’altezza di una metropoli e capitale, è come una persona senza braccia e gambe. E gli assessori non si inventano.

L’apparato burocratico anche ai massimi livelli non è proprio il meglio. I riciclati

Non solo: un sindaco, un assessore che hanno un apparato burocratico non all’altezza della situazione, a partire dai dirigenti “apicali”, anche ai massimi livelli, come si dice in burocratese, magari con riciclati alemanniani che si trasformano in appassionati Democratici non porta da nessuna parte.  Può accadere anche che in posizioni dirigenziali, finiscano persone che vengono dal partito di Storace, passano attraverso il parlamentare Pd,  Di Stefano, noto per il continuo cambio di casacche, “conduttore” di uno dei tavoli della Leopolda, ora accusato di corruzione.

Pessimi i rapporti con i capitolini, i dipendenti del Comune

Aggiungiamo che i rapporti con i lavoratori del Campidoglio sono pessimi. Una vertenza è aperta da molti mesi con i sindacati.  Riguarda problemi contrattuali, ma  avrebbe riflessi positivi sul funzionamento della macchina amministrativa, dicono i sindacati. Confronti, tavoli di trattative con l’assessore al personale che è anche vicesindaco Luigi Nieri, Sel, non trovano sbocco.  E questo potrebbe influire sulla sua permanenza nell’incarico. Si pensa ad un vicesindaco “forte”.  Qualche mese fa i capitolini per la prima volta hanno dato vita ad uno sciopero generale , indetto dai sindacati della Funzione Pubblica Cgil, Cisl Uil. Hanno convocato assemblee  nei prossimi giorni in tutti i luoghi di lavoro, in vista di un nuovo sciopero. C i mancava  proprio la ciliegina sulla torta. Si fa per dire.

 

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