Patrizio Paolinelli. Coronavirus. Andrà tutto bene

Patrizio Paolinelli. Coronavirus. Andrà tutto bene

Tempo d’epidemia e l’Italia è invasa dai corvi. Sono appollaiati ovunque. Ma perché hanno preso d’assalto antenne, parabole e ripetitori? Non si sa. Gli etologi sono a congresso. E quando finisce ‘sto congresso? Non si sa. Di certo sappiamo che questa massa nera e lucente oscura il cielo, è in perenne movimento e gracchia senza sosta. Dalla mattina alla sera. Dalla sera alla mattina. Ci siamo abituati. E se da qualche parte smettono di cantare ci preoccupiamo. Perché non cantano più? Cantate corvi, cantate. E loro non si fanno certo pregare. Ripetono sempre la stessa strofa: non abbiate paura, non abbiate paura, non abbiate paura. Ma il vento li disturba in continuazione. E basta niente, basta un alito, basta anche il solo ricordo di uno zeffiro. Così ci giungono due parole su tre: abbiate paura, abbiate paura, abbiate paura. Se poi il vento soffia forte solo: no, no, no.

Finito di cantare i corvi parlano. Non stanno mai zitti. Di cosa parlano? Di tutto: dei vivi e dei morti, dei deboli e dei forti, dei virus e degli antivirus. Da dove traggono tutta questa sapienza? Sono dèi. Giungono dal cielo. Volteggiano sopra le nostre teste e ci spiegano tutto: cosa pensare e cosa dire, cosa fare e cosa non fare. Pura Intelligenza. Se non ci fossero loro come affronteremmo l’epidemia? Dovremmo ringraziarli, i corvi. Infatti li ringraziamo. Più volte al giorno. Per fortuna sono ovunque. Fuori casa. Dentro casa. Non li puoi scacciare, neanche se vuoi. Sono una specie protetta. Protettissima. E poi ci sono i corvi imperiali. Maestose aperture alari, becchi fieri e voci impostate eccoli depositare escrementi su escrementi in ogni angolo delle nostre case. Siano benedetti, gli escrementi. Che gesto intimo e pubblico allo stesso tempo. Un dono di sé a noi. Noi che li guardiamo, li ascoltiamo, li leggiamo – sì i corvi scrivono, scrivono tantissimo. Ogni giorno. Più volte al giorno. Veneriamoli. Gli altari sono pronti. Ogni umano che si rispetti ne ha non meno di tre a casa. Basta premere un pulsante. Ed ecco il Verbo.

Ma i corvi non sono uccelli del malaugurio? Stupida superstizione. Ci mettono in guardia. Se le cose vanno male – e vanno sempre male – perché non dovrebbero prepararci al peggio? Il Tempo dell’epidemia finirà. Lo sanno tutti. Da qualche parte è già finito. Che faranno allora i corvi? Spariranno? Niente panico! Niente panico, per favore. Oracoli venuti dal cielo i corvi prevedono il futuro e mettono le ali avanti. L’inverno è stato mite. Troppo mite. Finito il Tempo dell’epidemia inizierà il Tempo della siccità. Andrà tutto bene. Per i corvi.

Share