Pa: Fp Cgil, bene contratto dirigenza Funzioni Centrali, ripristinata contrattazione

Pa: Fp Cgil, bene contratto dirigenza Funzioni Centrali, ripristinata contrattazione

Firmato definitivamente il contratto della dirigenza delle Funzioni centrali, relativo al triennio 2016/2018. Oggi all’Aran la firma conclusiva, dopo l’intesa raggiunta lo scorso 19 ottobre, su di un contratto che riguarda una platea di circa 6.700 dirigenti e professionisti dello Stato, 400 dei quali di prima fascia. Un contratto, spiega la Fp Cgil, “che arriva a oltre un anno dalla sua scadenza e ciò denota già la complessità di mettere assieme le diverse storie contrattuali della dirigenza di ministeri, agenzie fiscali, enti pubblici non economici e, per questi ultimi, anche di professionisti e medici. Dopo dieci anni di mancato rinnovo era per noi fondamentale innanzitutto ripristinare il diritto al contratto e alla contrattazione. Abbiamo rinnovato nel complesso un buon contratto, con aspetti positivi sulle relazioni sindacali, sulla parte normativa e su quella economica, ma sottolineiamo, come abbiamo fatto in due anni di trattativa, la nostra contrarietà a svilire la funzione dirigente nell’ambito del ministero della salute e dell’AIFA nel nome di una incomprensibile parificazione al Servizio Sanitario Nazionale”.

Il nuovo testo contrattuale, spiega la Funzione Pubblica Cgil, “regola in modo esaustivo i principali istituti contrattuali, molti dei quali adeguati ai numerosi interventi legislativi che si sono susseguiti negli ultimi anni. In particolare, è stata riformulata in modo completo la parte che riguarda le relazioni sindacali, anche partecipative, con una regolazione semplificata ed unitaria della materia. Si è proceduto anche all’attualizzazione e alla riscrittura, in armonia con le nuove norme di legge, delle disposizioni concernenti la responsabilità disciplinare. Sono state, infine, ampliate ed innovate alcune tutele, ad esempio quelle concernenti le gravi patologie che necessitano di terapie salvavita, le misure in favore delle donne vittime di violenza, le ferie e i riposi solidali per i dirigenti che debbano assistere figli minori bisognosi di cure”.

Sotto il profilo economico, prosegue, “il contratto riconosce incrementi a regime del 3,48%, distribuito in modo equilibrato per la rivalutazione della parte fissa della retribuzione e delle risorse utilizzate per la remunerazione dei risultati raggiunti e degli incarichi dirigenziali. In tale ambito, è stata operata una rivalutazione degli stipendi tabellari a regime per tredici mensilità, a cui si aggiungono gli ulteriori incrementi che hanno interessato la parte accessoria del salario. L’accordo prevede incrementi tabellari, che vanno dai 160 euro per i dirigenti di prima fascia e di 125 euro per quelli di seconda fascia, dai 150 euro per i professionisti di primo livello ai 124 per quelli di secondo livello. Incrementi, ai quali, andranno poi sommate le diverse voci accessorie”, conclude la Fp Cgil.

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